Pacchetto di interventi anti-crisi del valore di 13 mld. In pensione dopo i 63 anni, sistema contributivo per tutti

Mario Monti

Eccolo il “pacchetto Monti”, il regalo di Natale. Un mix di nuove tasse e di tagli alla spesa che potrebbe avere un valore iniziale di 13 miliardi di euro: il premier Mario Monti sta per mettere a punto non solo la manovra di correzione dei conti, ma anche un pacchetto di misure complessivo con i primi pezzi di riforme per rilanciare la crescita.

Il tutto dovrebbe arrivare nel giro di 8-10 giorni: più che probabile un Consiglio dei ministri per le misure il 5 dicembre.

La manovra allo studio dovrà tenere conto della minore crescita e del maggiore esborso per interessi sui titoli di Stato. La quantficazione complessiva dei provvedimenti – si parla di 13 miliardi di euro – andrebbe intesa come valore lordo e non come sola correzione dei conti. La Cgia calcola che quella preannunciata dal nuovo governo è la ventesima manovra correttiva in dodici anni e che porterà il conto complessivo a 575 miliardi di euro, oltre 6.000 euro a italiano.

Il pacchetto in arrivo comprenderebbe anche “spicchi” di riforma per il rilancio dell’economia, considerato anche che due giorni fa la Commissione europea ha ribadito l’importanza del rilancio della crescita, oltre alla tenuta dei conti. Colpo d’acceleratore per le liberalizzazioni, con un’attenzione particolare per i servizi pubblici locali e le professioni. Ma la ripresa passerebbe anche per misure ad hoc per velocizzare le infrastrutture, recuperando alcune semplificazioni che dovevano arrivare con il decreto sviluppo del precedente governo, per modernizzare le reti energetiche e per estendere la banda larga. Un primo passo potrebbe essere fatto anche per la riforma delle pensioni e del mercato del lavoro.

Sui tempi, ieri è arrivato un annuncio da parte del presidente della Camera, Gianfranco Fini, secondo il quale le misure potrebbero arrivare già la prossima settimana. Il Consiglio dei ministri si dovrebbe tenere martedì 29, ma ci dovrebbe essere solo un primo giro di tavolo, per poi varare le misure la settimana successiva, alla vigilia del Consiglio europeo. In ogni caso i provvedimenti avranno una corsia parlamentare preferenziale e saranno approvati entro Natale.

C’è da verificare se davvero il Parlamento non si opporrà alla stretta annunciata. Alle critiche sull’ipotesi di una patrimoniale – si studia un mini-prelievo dello 0,5% sui patrimoni oltre un milione di euro – si è aggiunta una petizione di una parte del Pdl per bloccare la reintroduzione dell’Ici.

L’imposizione sulla casa, infatti, resta sempre sotto la lente del governo per reperire a breve nuove risorse. Così come sono allo studio interventi sull’Iva e sgrav su Irpef e Irap.

Sulle pensioni, invece, il punto di partenza per una riforma è l’applicazione del sistema contributivo per tutti: è quanto sostiene il ministro del Welfare, Elsa Fornero, che parla di uscita dal lavoro solo dopo i 63 anni e che in qualche modo conferma le strategie annunciate nei giorni scorsi sul fronte previdenziale.

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