Intercettazioni pesanti e surreali: “dare soldi vedere cammello”. Pure un fondo milionario per pagare multe

il caso Enav e i politici

Agli atti dell’inchiesta sullo scandalo Enav, come sempre accade, finisce di tutto. Cose serie, meritevoli di approfondimenti investigativi. E cose meno serie, che strappano al massimo un sorriso e che comunque vengono riversate integralmente nei faldoni. Per queste ultime saltano agli occhi alcune intercettazioni dove traspare la concitazione dei protagonisti per chiudere affari che non si riescono a portare a casa.

Si dice che sarebbero coinvolti “pezzi grossi” della politica nazionale come il leader Udc, Pier Ferdinando Casini, o come l’ex ministro ed esponente del Pdl, Ignazio La Russa. Questo lo si vedrà se in effetti vi è un loro coinvolgimento e di altri politici del panorama parlamentare italiano.

Senza entrare nel merito dell’appalto, per adesso una chiacchierata eloquente è quella fra il commercialista Marco Iannili e Fabrizio Testa, membro Cda di Enav e presidente di Tecnosky. Per le frasi utilizzate rimanda alla famosa intercettazione della procura di Bari fra Gianpi Tarantini e l’attrice Manuela Arcuri col famoso riferimento al «cammello » da vedere prima di dire sì a una successiva richiesta a sfondo sessuale.

«SE NON MI DATE MONETA…». «I due – scrivono i carabinieri del Ros- concordano sul fatto che adesso occorre “produrre”». Le chiacchiere stanno a zero. Occorre agire in fretta. «Con la gloria non si è mai arricchito nessuno» chiosa Iannilli. Gli ribatte Testa: «Non solo con la gloria non si è arricchito nessuno, ma fondamentalmente noi dovemo produrre e ci devono da la possibilità di produrre perché qui io faccio proprio… se non mi date moneta io non vedo cammello, fate come cazzo vi pare, così è».

SPUNTA MEZZAROMA. Interrogato il 23 luglio, sulla scia della bufera «Digint», Iannilli non si sottrae alle domande dei pm Capaldo, Bombardieri e Passaniti. E nel passare in rassegna i dettagli delle operazioni del superconsulente Cola con gli americani, il commercialista si sofferma sull’acquisto degli aerei C27J e sull’attività della società Cogim «che era soggetta a grosse spese personali che Cola sosteneva».

Nei patti la Cogim di Filippo Braghieri avrebbe dovuto prendere commesse da Selex per opere civili, e in cambio si sarebbe impegnata «a sostenere tutte le spese per lo start up dell’Azienda e poi Cola lo avrebbe compensato col primo lavoro affidato a Selex ». Le cose, però, non vanno bene. Gli appalti non arrivano. «Dopo circa 8 mesi (…) Cola cerca un nuovo partner che sostituisce Braghieri, partner che individua in Marco Di Paolo della Cpc, che gli viene presentato da Marco Mezzaroma, che lui aveva conosciuto attraverso Fabio Marzocca», ec Dg di Enav.

LO 007 DEL KGB MITROKHIN. Sempre parlando di Cogim, incidentalmente, Iannilli fa riferimento al costo per alcuni consulenti che talvolta passavano negli uffici, «come l’ammiraglio Grignolo », che sta per Giuseppe Grignolo, ex 007 di punta del Sismi, spuntato qua e là nel caso del dossier Mitrokhin e del Nigergate,

DA «PINGUINO» A «ARCHIMEDE». Non c’è solo « er cow-boy» Tommaso Di Lernia, detto anche il «magrebino». Nelle carte Enav i soprannomi dei protagonisti si sprecano come ai tempi della banda della Magliana. Lorenzo Cola, il superconsulente di Finmeccanica ritenuto il braccio destro del presidente Guarguaglini, col quale comunica con un telefono dedicato, e uomo potentissimo all’interno del colosso aerospaziale, è denominato anche il «generale», come racconta il presidente di Technosky Fabrizio Testa, o anche «Coca Cola». L’amministratore delegato di Selex Management Sabatino Stornelli viene chiamato il «Pinguino» (copyright Cola), in riferimento al «suo modo molto impostato di camminare ». Guarguaglini, invece, lo chiama affettuosamente «Archimede» perché lo ritiene una specie di genio.

60MILA EURO DI MULTE. È il commercialista Marco Iannilli a provvedere a tutti i pagamenti di Cola, spesso anticipando i soldi di tasca sua. Poi, di tanto in tanto, va in banca e ritira fino ad anche un milione in contanti per coprire le spese sostenute. Come i 60mila euro anticipati per il pagamento di multe stradali. «Le ho pagate di recente approfittando del condono, ma risalivano ai primi anni del 2000», racconta ai magistrati il 23 luglio 2010.

«IL CONDANNATO DI LINATE». Nel 2006 si apre uno spazionell’ambito degli appalti relativi alle opere civili aeroportuali e Cola ci si butta a pesce. Subito si dà da fare per aprire una sede a Roma per prendere le commesse di Selex per le opere civili. Per la sede affitta un villino che costa 11mila euro al mese e comincia ad assumere dipendenti. Come direttore generale viene scelto Fabio Marzocca », l’ex direttore generale Enav, «quello già condannato per l’incidente presso l’aereoporto di Linate del 2001 per lo scontro di due aerei ».

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