Benedetto XVI ha deciso di rimuovere da “Santa Maria Maggiore” Bernard Law, il prete dello scandalo abusi

Bernard Law

Finalmente un segnale dal Vaticano. La capitale si libera di un vero mostro.

Joseph Ratzinger ha sostituito il cardinale pedofilo che reggeva la Basilica “Santa Maria Maggiore” a Roma.

Lo scandalo della nomina ad arciprete di Santa Maria Maggiore di Bernard Law, costretto a dimettersi da arcivescovo di Boston per la sua sconcertante gestione dei casi di pedofilia, aveva destato polemiche e sgomento.

Adesso, dopo le tante polemiche, il Papa ha deciso di sollevarlo dall’ incarico. Un atto di giusta dignità. Un piccolo grande gesto di onestà e umanità nel mare di ipocrisia che era e resta il Vaticano.  

Benedetto XVI, al posto di Law, ha nominato l’ arcivescovo, e vicecamerlengo, Santos Abril y Castelló. L’ occasione dell’avvicendamento è stata l’ ottantesimo compleanno di Law, il 4 novembre.

A quell’ età i cardinali non sono più «elettori», cioè non farebbero più parte di un eventuale conclave. È «normale», dicono Oltretevere, che a 80 anni un porporato presenti al pontefice la rinuncia agli incarichi che ancora ricopre.

La prassi, peraltro, non significa un termine tassativo. Ma è incredibile che la Chiesa per troppo tempo non abbia deciso di mandarlo via per le accuse che l’hanno travolto, ma per motivi d’età:

Altri cardinali sono rimasti al loro posto anche dopo. Nel suo caso Benedetto XVI ha deciso altrimenti. Arcivescovo di Boston dall’11 gennaio 1984, il cardinale Law aveva dovuto lasciare la guida della diocesi nel 2002 per non aver denunciato i sacerdoti coinvolti nel drammatico scandalo pedofilia che l’aveva travolta.

Specie negli Usa, quest’uomo divenne il simbolo di quella parte della Chiesa che aveva coperto gli abusi. Decise di lasciare durante un colloquio con Giovanni Paolo II.

Lo accusavano di essere stato «debole», di aver spostato i pedofili da una parrocchia all’altra, preoccupato di loro più che dei bambini:

Lui ammise gli «errori» e annunciò il «ritiro» in monastero: «Chiedo perdono a tutti coloro che hanno sofferto per le mie insufficienze». Finché, tra le polemiche, fu chiamato a Roma. Nel 2005, come arciprete di Santa Maria Maggiore, celebrò una delle solenni messe funebri per Wojtyla.

Del resto in questi anni ha mantenuto un profilo basso. Alcune associazioni delle vittime anche di recente avevano chiesto fosse destituito da ogni incarico. Ora giustizia, almeno in minima parte, è stata fatta.

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