Prima il furto in casa Cavani, poi la rapina alla moglie di Hamsik, ora una pistola contro la ragazza di Lavezzi

Ezequiel Lavezzi

La camorra vuole mettere le mani sul Napoli Calcio. L’offensiva è chiarissima e quanto mai inquietante.

Qualcuno ha preso di mira il club azzurro: di chi si tratta e perchè? Sono solo dei balordi o c’è invece molto di più? Sono le domande che sorgono spontanee nell’apprendere che dopo il furto in casa Cavani, la rapina dell’auto a lady Hamsik ed il principio d’incendio all’hotel che ospita i ritiri della squadra si aggiungerebbe adesso è stata compiuta poche ore fa una rapina a mano armata ad Ylenia Screpante, la fidanzata di Lavezzi. Quattro episodi che colpiscono il Napoli.

E’ un’azione scientifica di minacca quella che sembra sia stata pianificata e che, se così fosse, è già in atto da qualche settimana. Non a caso tra le vittime ci sono proprio i tre calciatori più rappresentativi del Napoli. L’ultimo caso lo ha rivelato Ylenia, con due post sul proprio profilo Twitter, evidenziati dal portale SoccerMagazine prima che fossero cancellati: “..poi dicono che in Argentina non ci sia sicurezza. Napoli città di merda. Mi hanno rapinata il Rolex a mano armata”. La stessa Ylenia, replicando ad un tifoso del Napoli che si era offeso per come la ragazza aveva definito la città e le aveva ricordato che Lavezzi è trattato come un Dio, avrebbe rincarato la dose: “Non mi importa, se mi succede qualcosa, il mio fidanzato se ne va da qua. E io non voglio essere un Dio!”.

In seguito la ragazza ha dichiarato e rettificato: “dopo una rapina con 1 pistola in faccia… Vorrei dire anche se mi capitava in Argentina in quel momento avrei scritto lo stesso. Napoli e napoletani vi chiedo di comprendere il mio sfogo, non potrei mai odiare o sparlare di un citta’ cosi bella…..saluti”.

Quello che è certo è che a Napoli il problema sicurezza adesso non va sottovalutato. L’impressione è per forza di cose un attacco alla squadra e alla società, per tentare di estorcere dei favori ad un presidente come Aurelio De Laurentiis, che ha riportato in alto il Napoli calcio e lo ha fatto sostenendo con determinazione la filosofia di una società sana nei conti e nella morale.  

E’ vero che ci sono giocatori rapinati in altre città (a Roma e Milano, in particolare), ma qui oggettivamente si avverte una nuova escalation di rapine, furti e scippi che prende di mira tutti: dalla casalinga che fa la spesa sotto casa al crocerista (ricordiamo che uno fu ucciso per l’orologio appena sei mesi fa) appena sbarcato al porto.

E non è il caso di soffermarsi su banali commenti tipo “quella girava con il Rolex, e allora che cosa va trovando?”, perché in una città civile si ha il diritto di andare per strada come si pare.

Negli occhi c’è lo spettacolo meraviglioso ed emozionante offerto dai 60 mila del “San Paolo” nella notte di Champions contro il Manchester City. Tuttavia non si può dimenticare che purtroppo, a torto o a ragione, Napoli e i napoletani partono con un handicap: un’immagine negativa che li accompagna troppo spesso nel mondo.

E’ evidente che chi tifa Napoli non può volere il male della propria città e della propria squadra. Quella stessa squadra che ora va protetta dalla giustizia (con le indagini) e dai tifosi (vigilando su quel che accade e aiutando gli inquirenti se qualcuno dovesse sapere qualcosa) dalla mano vile e codarda dei soliti mascalzoni: è il momento di stooppare soggetti senza dignità nè attributi che dovrebbero marcire in carcere.

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