Sondaggio, alle prossime elezioni il partito del premier non avrà più i voti dei 2/3 del parlamento moscovita

Vladimir Putin

Lo Zar sta per cadere in “bassa fortuna”? Non è proprio così. Ma un campanello d’allarme in verità c’è. Il partito Russia unita di Vladimir Putin secondo un sondaggio perderebbe la maggioranza dei due terzi in parlamento alle legislative del 4 dicembre.

La società di sondaggi russa Levada prevede che il partito di Putin otterrà in parlamento 252 seggi su 450, contro i 315 che ha ora.

Il dato è chiaro e non lascia spazio a molte interpretazioni. Il partito di Putin secondo un attendibile sondaggio vedrà svanire la maggioranza dei due terzi in parlamento alle prossime elezioni.

Russia Unita vincerà comunque di nuovo le elezioni parlamentari, in programma il prossimo 4 dicembre, facendo tuttavia registrare un sensibile calo di consensi. Secondo l’istituto demoscopico
la formazione conservatrice dovrebbe aggiudicarsi, come detto, per l’esattezza 252 o 253 seggi sui 450 in palio alla Duma, la camera bassa del Parlamento di Mosca, contro i 315 che detiene attualmente.

Al secondo posto è indicato il Partito Comunista, accreditato nelle intenzioni di voto di un cospicuo passo avanti: passerebbe infatti dai 57 seggi di adesso a 94. Seguono gli ultra-nazionalisti del Partito Liberal-democratico di Vladimir Zhirinovsky, che salirebbero da quaranta a 59 seggi; quindi i socialdemocratici di Solo Russia, con un leggero incremento da 38 a 44 seggi.

Putin, pur in calo di popolarità, è il grande favorito per le prossime presidenziali, che oggi sono state indette per il 4 marzo 2012 dal Consiglio della Federazione, la camera alta su basi regionali. In un primo momento la Commissione Elettorale Centrale aveva ipotizzato invece che si andasse alle urne in luglio.

La corsa al Cremlino vede in prima fila il premier Vladimir Putin, candidato per la terza volta – non consecutiva – alla presidenza. Tuttavia più delle tornate precedenti, la campagna si annuncia piena di insidie: dopo i fischi allo stadio Olimpiskij domenica scorsa, Putin dovrà ritarare le sue strategie.

Il prologo al declino potrebbe essere quello di qualche giorno fa: Putin sale sul palco al termine di una gara di arti marziali ma invece della solita ovazione è stato sommerso da una valanga di fischi. Il premier russo che punta a tornare al Cremlino con le presidenziali di marzo è stato rumorosamente contestato.

Dal pubblico teoricamente amico, quello che come lui ama le arti marziali, si sono levati molti “buuu” e “vergogna”, urlati mentre il primo ministro cercava di parlare.L’audio delle contestazioni era stato prontamente ripulito dalla tv di stato, ma la versione originale è subito circolata.Sui blog “disobbedienti” già si parla di “fine di un’epoca”: è infatti la prima volta nella sua carriera politica che Putin viene fischiato dal pubblico.

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