Ribaltone in arrivo: dopo il Barca, il Cavaliere boccia il tecnico toscano e torna all’attacco del pupillo olandese 

Max Allegri

Rivoluzione totale al Milan. Silvio Berlusconi silura Max Allegri e potrebbe esonerarlo già nelle prossime settimane, affidando sino a fine stagione la squadra a Mauro Tassotti, per poi mettere sotto contratto un indimeticato “pupillo”.

Ma andiamo con ordine: il Cavaliere vuole tornare protagonista con il Milan e per farlo sembra pronto riprendere le redini decisionali della società: addirittura stando ad alcune clamorose voci il numero uno rossonero avrebbe manifestato un imbarazzante e netto malcontento sull’operato di Allegri.

Il tecnico livornese è stato bocciato, soprattutto nelle soluzioni di gioco presentate in questi mesi ed in particolar modo per quanto espresso nel match casalingo contro il Barcellona che ha visto il “diavolo” sconfitto per 3-2 proprio davanti agli occhi del suo presidente.

A confermare le indiscrezioni relative ad un possibile addio di Allegri, inoltre, anche alcune fonti autorevoli come “Repubblica” e “Dagospia“, con quest’ultima che svela, addirittura, degli ipotetici virgolettati dello stesso Berlusconi dopo la superiorità di gioco espressa dal Barça contro il suo Milan: “Adesso basta. Questo deve andare via, non va bene” avrebbe tuonato il patron del sodalizio di Via Turati, chiudendo ogni discorso con un laconico “decido io“.

Secondo i ben informati, la prima rottura con la filosofia di Allegri sarebbe arrivata già dopo l’imbarazzante prova nel match di andata contro i catalani al “Camp Nou”, dove i rossoneri furono messi alle corde dalla superiorità schiacciante della squadra di Guardiola.

Inoltre, secondo quanto riporta “Repubblica“, l’addio tra il Milan ed Allegri potrebbe consumarsi a fine stagione, con Berlusconi che vorrebbe consegnare la panchina al suo vecchio “pupillo” Marco Van Basten, già vicino ai rossoneri prima dell’arrivo dell’ex allenatore del Cagliari nel 2009.

Un film già visto per l’ambiente rossonero ed i suoi tifosi, che negli ultimi anni hanno assistito alle critiche feroci sul gioco di Zaccheroni, liquidato in diretta tv, poi a quelle su Carlo Ancelotti e la questione relativa alle due punte ed, infine, la diatriba tattica con Leonardo, con quest’ultimo costretto praticamente ad un addio anzitempo ed inevutabile.

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