Non c’è maggioranza, vicepresidenza del Consiglio va all’opposizione. Fli e Udc all’attacco: “tornare alle urne”

Antonio D'Aveni nuovo vicepresidente del Consiglio

Si fa sempre più complicata la situazione per l’Amministrazione ed il sindaco Mauro Passalacqua.

Nella seduta di Consiglio comunale di martedì scorso i consiglieri del Pd Sergio Cavallaro e Piero Benigni sono andati a sedere per la prima volta tra i banchi dell’opposizione sancendo il 10-10 che di fatto ha tolto la maggioranza alla coalizione di governo.

All’ordine del giorno c’era proprio l’elezione del nuovo vicepresidente del Consiglio comunale, al posto del dimissionario Cavallaro, ed è stata la minoranza a far sentire il peso dei propri numeri.

Nella votazione è così prevalso l’esponente dell’Udc, Antonio D’Aveni, che ha avuto meglio sul candidato proposto dalla maggioranza, Tino Bambara. Poi la votazione del nuovo Collegio dei Revisori dei Conti del Comune e anche qui Fli e Udc, con le indicazioni rispettivamente di Antonio Lombardo e Fabrizio Caminiti, sono riusciti ad imporre i propri candidati, insieme al terzo nome che è Gabriele Pagano, che è stato votato dalla maggioranza (area Pdl). Nomina bipartisan, invece, all’Asm dove sarà revisore Domenico Pavone.

Passalacqua ha respinto gli attacchi ritenendo che “molte critiche ricevute in questo periodo siano state ingiustificate o eccessive, a fronte dell’impegno amministrativo profuso e dei risultati positivi conseguiti”. Il sindaco è tornato anche sulla sua recente e molto discussa intervista, con una singolare versione dei fatti. Ma su questo ed altro ci sarà tempo e modo di fare un opportuno approfondimento.

Oltre agli interventi dei due consiglieri del Pd che hanno motivato il  loro passaggio all’opposizione, e che poi hanno quindi votato insieme a Fli e Udc, sono emersi in aula altri malumori tra gli attuali esponenti in Consiglio dell’aggregazione che vinse nel 2008.

“La maggioranza non esiste più – ha detto il consigliere Antonio Lo Monaco – ed io già da tempo mi sono allontanato. C’è stato un forte indebolimento della coalizione sino alla frantumazione. E’ un momento triste, siamo a fine legislatura e ci prepariamo a ricevere un ceffone. Forse è meglio andarcene tutti a casa perchè la città non merita questa situazione. Capisco il percorso politico del Pd: è giusto e al loro posto lo avrei fatto anch’io. Il sindaco ha avuto il potere di disaggregare, ci ha divisi: prima eravamo come una famiglia e oggi quasi non ci parliamo”.

“Eravamo usciti dalla maggioranza e abbiamo detto in piazza come stavano le cose. Quando siamo rientrati volevamo una svolta, concreta e incisiva, sul Palacongressi, sulla viabilità, sui giovani e la via Crocifisso ma la verità è che in questi tre anni – riferendosi all’Amministrazione – abbiamo fatto troppo poco”, ha dichiarato in aula Jonathan Sferra.

Delusa anche Pina Raneri, che in un primo momento sembrava in corsa per la vicepresidenza del Consiglio: “non sono e non voglio essere di ripiego a nessuno. Non mi piacciono i balletti”.

Sul fronte opposto, da segnalare però anche il “distinguo” di Cilona, critico sulla scelta della minoranza di un voto bipartisan sul revisore Asm.

L’opposizione, intanto, chiede al sindaco di dimettersi. “Passalacqua – afferma Enzo Scibilia, segretario comunale dell’Udc – faccia un passo indietro: anzi un passo “laterale” come ha fatto nel contesto nazionale Berlusconi. Non c’è più maggioranza, non c’è governabilità. Non è più tempo di polemiche o scambi di attacchi personali. Bisogna avere il buon senso di prendere atto, salvare il salvabile e restituire la parola ai cittadini. Taormina ha bisogno di un nuovo progetto di governo che restituisca serenità e ridia slancio al paese. E’ l’ora di mettere da parte i personalismi e che non vengano più sbandierati o strumentalizzati luoghi comuni come il ”pedigree” della “taorminesità doc”.

“Le legislature durano cinque anni ed è giusto che i mandati siano portati a termine – ha detto Danilo La Monaca, coordinatore Fli – ma al tempo stesso bisogna avere la responsabilità di interpretare i segnali e leggere l’effettiva situazione attuale. Al primo posto c’è la città. Il sindaco prenda atto che non c’è più la maggioranza in Consiglio, lo scollamento è evidente”.

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