Il Premier:”Europa per fare passi avanti deve cedere parte di sovranità nazionali a un livello comunitario”

Mario Monti

Parole inquietanti, stralci di tecnocrazia pianificata che va a prendersi il potere nelle democrazie moderne per “sodomizzare” uno Stato al volere delle banche, delle grandi potenze straniere e delle corporazioni occulte. Non è un film, purtroppo è realtà.

Chi forse ha ancora dei dubbi o nutre illusioni sulla vera missione del professor Mario Monti, e sul perchè si trovi lì dove ora siede, avrà qualche certezza in più dopo aver ascoltato cosa il Premier dice nel video che vi proponiamo in questo articolo.

“L’Europa ha bisogno di crisi per fare passi avanti. I passi avanti per l’Europa sono, per definizione, cessioni di parti delle sovranità nazionali a un livello comunitario. I politici e i cittadini sono pronti a questa cessione solo quando il costo politico e psicologico del non farle diventa superiore al costo del farle perchè c’è una crisi in atto…”.

Monti afferma di fatto che la crisi è stata creata per convincerci a privatizzare. A cedere quindi pezzi di sovranità all’Europa. Perchè se non lo facessimo – a suo dire – sarebbe peggio.  

Se quelle medesime considerazioni le avesse fatte il Prodi o il Berlusconi di turno in Italia si sarebbe già gridato alla rivoluzione, mentre nella circostanza l’ottimato della Bocconi non dà scandalo e il suo discorso sembra, in fondo, una normalissima analisi politico-economica della crisi.

Ah già, la crisi, quale crisi? Quella che c’è innegabilmente già da anni ma che ora si vuole fare passare per drammatica anche nel nostro Paese o, piuttosto, quella che invece è una crisi italiana dentro tutto un sistema europeo messo sotto attacco dagli speculatori americani? Noi diamo un tantino di credibilità in più alla seconda ipotesi, non perchè siamo innamorati di questa tesi ma perchè ci sono fatti e relativi studi di esperti e analisti internazionali che danno obiettivamente ampio conforto a tale scenario.  

La gente comincia a non capirci più nulla e si sa che allora il solo punto di incontro diventa il senso della sfiducia verso tutto e tutti. Il professore non ha ben compreso che la politica “nazional-popolare” che lo oggi sostiene non esiterà a scaricarlo un minuto dopo il vero inizio del “bagno di sangue” dei rincari e delle tasse: non avrà scampo se i sacrifici diventeranno prelievi di sangue ad un popolo già dissanguato. E diranno che il forcaiolo è stato lui, scaricando ogni colpa.

Il dottor dracula travestito da angelico salvatore della patria si avvia insomma sempre di più a misurarsi con il bivio del suo mandato. Riuscirà a esser scaltro e portare la sua missione sino in fondo o soccomberà da fesso? Il solo crocevia a cui non potrà sfuggire è tracciato: risanare significherà spremere gli italiani? Saranno i fatti a dare una risposta.

Intanto Monti prova a mediare fra due posizioni, quella francese e quella tedesca, che divergono sempre più nell’individuazione di ricette per uscire dalla crisi. Come il capo dell’Eliseo il nostro premier è favorevole all’adozione di titoli pubblici europei, ma come la Merkel ritiene che lo statuto della Bce non debba essere modificato.

Monti è al tavolo dei grandi: da presidente del Consiglio, da grande esperto di questioni europee, e da uomo ombra della Goldman Sachs. Apparecchiate la tavola che il professore si accontenta di ostriche e champagne. Gli italiani vadano a prepararsi per la dieta. E’ tempo di pane e salame.

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