Napolitano: “assurdo e folle negare cittadinanza ai bimbi nati da noi”. Ma il Carroccio insorge e sbrocca

Giorgio Napolitano

Vergognosa reazione della Lega Nord alla proposta del nostro stimato Presidente della Repubblica.

Il padre dell’Italia, Giorgio Napolitano, in occasione dell’incontro di martedì con i rappresentanti delle chiese Valdesi e di altre comunità di fede italiane, ha affrontato il tema sull’immigrazione e sul diritto di cittadinanza ai figli degli stranieri nati nello stato Italiano.

Il Presidente ha definito “una follia negare la cittadinanza” a questi ultimi, e ha altresì auspicato che tale possibilità possa essere un elemento di unione e non di discordia tra i partiti.

Immediata la risposta degli esponenti della Lega, contrari alle parole del Capo dello stato. Ci chiediamo, dunque, in che realtà vivono i leghisti? E pacifico e palese che anche l’Italia fa parte dell’Unione europea, perché, come le altre nazioni, la stessa ha ratificato “la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea”.

Com’è noto a tutti, i trattati vincolano gli stati membri. Nella fattispecie, anche l’Italia è vincolata alle norme che regolano tale Carta. Ai leghisti tutti, suggeriamo, vivamente, di uscire dal loro guscio e di viaggiare. Solo recandosi all’estero potranno comprendere il significato della “dignità umana”.  Principio tutelato all’art.1 della convenzione, che così dispone “La dignità umana è inviolabile, essa va rispettata e tutelata”.

Sebbene l’Italia abbia aderito a tale convenzione, purtroppo viola sfacciatamente tale norma. Poiché siamo cittadini appartenenti a uno stato membro dell’Unione Europea, dovremmo indignarci per i comportamenti assunti da questa insolita categoria di politici che anziché promuovere l’unità del paese, il nazionalismo, così come avviene nelle altre nazioni, fomentano quel sentimento misero che è proprio degli illetterati.  Perché un bambino che nasce da genitori stranieri in Italia, che ivi cresce, studia, s’integra non potrebbe acquistare la cittadinanza?

Proprio di recente, in occasione della caduta di Berlusconi, le frasi più volte ripetute dai signori parlamentari, inerivano al riacquisto della dignità e credibilità dinanzi al mondo; trattare uno straniero con pari dignità cambierebbe la visione che il mondo ha del nostro paese; vale a dire una nazione razzista. Qualcuno potrebbe assurgere il contrario, appellandosi, a tutte le volte in cui lo stato italiano ha soccorso i barconi colmi d’immigrati.

É indubbia la presenza dello stato italiano in alcuni casi; accogliere gli stranieri per poi abbandonarli in centri di accoglienza senza assistenza alcuna, in condizioni disumane, non giustifica il primo soccorso.

Ciò che è successo a Lampedusa, a Castelvolturno (CE), sono solo scene di esasperazione in entrambe le posizioni: gli italiani da un lato, gli immigrati, dall’altro. Il razzismo dunque è a monte, in parlamento. Se l’Italia è un paese democratico, deve uniformarsi agli standard europei. I bambini stranieri, nati nel nostro territorio, hanno il sacrosanto diritto di acquistare la cittadinanza, perché essi sono il futuro dell’Italia come lo sono i nostri figli.

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