Nell’agenda dell’Ad Guido Pugliesi incontri con esponenti politici di Pdl e Udc. E 200 mila euro a Casini 

Pier Ferdinando Casini

Da un’agenda elettronica sequestrata nella prima perquisizione il 26 novembre 2010 a Guido Pugliesi, A.d. di Enav, spuntano i suoi legami stretti con politici: 12 incontri con il tesoriere dell’Udc, Giuseppe Naro, due con il deputato Pdl, Aldo Brancher e 8 con il suo braccio destro Fabrizio Gori. Ed emerge la sua preoccupazione di mantenere buoni contatti con Marco Milanese, braccio destro dell’ex ministro Tremonti, azionista pubblico di Enav.

Il “palmare” di Pugliesi del 2010 – come raccontano il Corriere della Sera e Repubblica – rivela una frequentazione assidua dell’A.d. di Enav con i politici che, secondo i testimoni sentiti dai pm, avrebbe poi pagato con tangenti cospicue. Come i 200mila euro versati al tesoriere Udc, Giuseppe Naro, il 2 febbraio 2010, che sarebbero stati destinati al leader del partito, Pier Ferdinando Casini, in quel momento impegnato in una votazione in Parlamento.

Pugliesi incontrava spesso anche l’imprenditore edile Angelo Proietti, il proprietario della Edil Ars, l’uomo che ristrutturò l’appartamento nel centro di Roma del deputato pdl Marco Milanese dato all’ex ministro Giulio Tremonti in cambio di commesse dalla Sogei, controllata dal Tesoro. Proietti, ora accusato di corruzione proprio per quella vicenda, era il suo tramite con il ministero, azionista pubblico Enav. Un paio di incontri avvennero nel celebre Harry’s bar della capitale.

A Proietti inoltre – secondo le dichiarazioni di Tommaso Di Lernia – Pugliesi avrebbe fatto avere l’appalto per il lavori dell’aeroporto di Forlì mentre tentò lo stesso con lo scalo di Palermo, senza riuscirvi perché arrivò in ritardo.

Dalle carte del processo emerge anche che Lorenzo Borgogni, responsabile Relazioni istituzionali di Finmeccanica, ha parlato ai pm di appalti a società private segnalate da esponenti politici. Borgogni, che si è autosospeso dall’incarico, avrebbe fatto anche la “cresta” al denaro utilizzato per finanziare partiti e politici.

Ad accusarlo sarebbe Lorenzo Cola, l’ex consulente di Finmeccanica che ha rivelato di essere parte di un “sistema di corruzione” che prevedeva la “remunerazione” di politici e manager. In cinque anni Borgogni avrebbe accumulato 7 milioni di euro finiti all’estero.

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