Piazza Affari perde il 4,7%. Ancora una volta sotto pressione titoli di Italia, Francia, Spagna e Germania

spread ancora a livelli record

Borse europee giù. A Piazza Affari l’indice Ftse Mib dei titoli principali perde il 4,74%, ma scivolano anche le altre altre piazze continentali con Wall Street sotto pressione: Londra -2,62%, Francoforte-3,35%, Parigi -3,41%. Tonfo anche per Madrid (-3,48%, nonostante la la schiacciante vittoria del Partito Popolare di Mariano Rajoy alle elezioni), mentre Londra perde il 2,62%. A pesare sul vecchio Continente il “no” di Berlino agli Eurobond e l’allerta di Moody’s sulla Francia.

Wall Street in calo: Il Dow Jones ha perso il 2,1%, il Nasdaq l’1,92%, lo S&P 500 l’1,86%.

Sale la pressione sui titoli di Italia, Spagna, Francia e Germania. Il quadro si fa sempre più preoccupante. Sotto stretta osservazione la Francia, dopo che Moody’s ha lanciato l’avvertimento che potrebbe tagliare l’outlook, tenendo conto degli elevati tassi dei titoli francesi e delle deteriorate condizioni economiche. Quadro a tinte fosche anche ngli Stati Uniti: la Supercommissione non è ancora giunta a un accordo per trovare 1.200 miliardi di dollari di risparmi. Secondo il Washington Post quest’oggi potrebbe alzare bandiera bianca e dichiarare la propria sconfitta.

La Germania resta contraria agli eurobond, ma studierà le proposte del presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso. È quanto ha affermato Steffen Seibert, portavoce del cancelliere tedesco Angela Merkel, insistendo sulle forti riserve di Berlino sull’ipotesi di lanciare delle euro-obbligazioni per superare le difficoltà economiche. «Gli eurobond non sono una panacea, vanno risolte le cause della crisi» ha sottolineato, aggingendo che la questione sarà discussa all’incontro di giovedì a Strasburgo tra Merkel, il premier italiano Mario Monti e il presidente francese Nicolas Sarkozy.

Barroso mercoledì presenterà una proposta con tre opzioni per l’introduzione degli eurobond, ribattezzati da Bruxelles “stability bond”. La prima prevede la totale sostituzione delle emissioni di bond nazionali con eurobond garantiti da tutti i paesi dell’area euro; la seconda il lancio di eurobond affiancati da bond nazionali e, infine, la terza idea sul tavolo prevede un’emissione congiunta di debito, ma ogni stato resta responsabile della propria quota.

“La crisi del debito sta colpendo il cuore della zona Euro”. Lo ha detto il vicepresidente della Commissione europea e responsabile per l’economia Ue, Olli Rehn, parlando a margine del suo intervento nella Annual Resarch Conference a Bruxelles, durante la quale ha anche osservato che “il centro della turbolenza è la Grecia, ma anche altri stati ne sono colpiti”.

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