Alta tensione sui titoli di Stato europei. Il presidente Bce, Draghi: “I rischi nell’area euro sono aumentati”

lo spread sale ancora

«Ci aspettiamo che l’attività economica s’indebolisca in gran parte delle economie avanzate» e «nell’area euro i rischi sono aumentati»: anche per questo la Banca centrale europea ha tagliato i tassi. Lo ha detto Mario Draghi, presidente della Bce, nel suo primo intervento pubblico fuori dall’istituto, in una giornata in cui resta alta la tensione sul mercato dei titoli di Stato europei, con una particolare pressione sulllo spread Bund- Bonos spagnoli.

Per Draghi occorre rafforzare il fondo salva Stati: «Dov’è la realizzazione di queste misure? Non dobbiamo aspettare oltre», ha detto facendo appello alle autorità europee ad mettere in pratica al più presto le misure per rafforzare il fondo di salvataggio ’Efsf’. Ha aggiunto che la stabilità finanziaria nell’area euro è essenziale «una governance economica molto più robusta». E ha chiesto «l’urgente messa in pratica delle decisioni del consiglio Ue e del vertice europeo».

Oggi lo spread Btp-Bund oscilla intorno a quota 500, e va particolarmente male la Stpagna: lo spread tra i Bonos decennali spagnoli e i Bund, dopo aver superato quello italiano, continua a bruciare nuovi record. Se il differenziale di rendimento tra Btp decennali e titoli tedeschi equivalenti resta inchiodato a quota 500 punti, con un rendimento del 6,8%, lo spread iberico è volato a 525 punti, con gli interessi al 7,1%, lo stesso livello che aveva spinto Grecia, Irlanda e Portogallo verso un piano di salvataggio e aveva fatto suonare il campanello d’allarme in Italia nei giorni scorsi. Sotto controllo lo spread tra Oat francesi e Bund, che ieri aveva toccato un record sopra 200 punti e ora viaggia a 174 punti.

Anche sulla scorta di questi dati l’apertura per le borse europee è in calo, sulla scia dell’andamento negativo di Wall Street e Tokyo, a causa dei persistenti timori sulla crisi del debito in Europa. Parigi cede lo 0,69%, Francoforte lo 0,77% e Madrid lo 0,49%. A Milano il Ftse Mib perde oltre mezzo punto. Quanto a Wall Street e Tokyo, l’indice Nikkei 225 segna un calo dell’1,23% a 8.374 punti. L’indice Dow Jones Industrial segna una flessione dell’1,13% a 11.770 punti e il Nasdaq dell’1,96% a 2.587.

I rappresentanti dei creditori internazionali della Grecia riprendono intanto oggi la loro missione ad Atene. Lo scopo è quello di concludere le trattative con il governo ellenico e dare il via libera alla concessione della sesta tranche da otto miliardi di euro, ultima parte del primo pacchetto di aiuti concessi al Paese, per salvarlo dalla bancarotta. Ma anche aprire la strada per le trattative riguardo al nuovo pacchetto di aiuti da 130 miliardi di euro deciso dai partner europei nel vertice del 26 ottobre.

Pauel Tomsen (Fmi), Matthias Mors (UE) e di Claus Mazuch (BCE) vedranno il ministro delle Finanze greco, Evangelos Venizelos, e i funzionari della Ragioneria Generale dello Stato, e non si esclude un incontro anche con il nuovo premier, Lucas Papademos.

I tecnici della troika da parte loro continuano il lavoro per constatare se l’attuazione delle misure previste dal Programma Economico a Medio Termine procede come previsto. Gli analisti economici sostengono che c’è un peggioramento della situazione a causa dell’instabilità politica dovuta alle trattative intercorse fra i partiti per la scelta del nuovo premier e che, in sostanza, l’attuazione delle riforme decise fra il governo e la troika, prima del vertice del 26 ottobre, non è mai cominciata.

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