I cittadini chiedono al Premier sviluppo e ricchezza ma il salvatore della patria avrà una vera mission impossible

Mario Monti

Si è insediato soltanto da poche ore il governo tecnico, eppure le critiche per “il professore” già non mancano.

Giovedì sera, al Senato, Mario Monti ha incassato il primo riscontro in merito alle riforme che si appresteranno a modificare, in melius o in peius, di certo questo ancora non lo sa nessuno. La Lega Nord, ieri in aula, ha accusato il nuovo esecutivo di essere il governo delle banche; immediata la replica del Professore che ha precisato l’assenza di poteri forti.

Il neo premier, ha da subito enunciato le riforme che occorrono per riportare rigore, equità e crescita, a un’Italia sbandata. Una delle prime riforme investirà i tagli alla casta; staremo a vedere in che misura avverranno. Ancora, l’Ici, riforma che deve essere rivista poiché anomala rispetto al resto dell’Europa; e poi, le pensioni, i giovani, il lavoro, le donne, sono tutte, queste, oggetto del programma politico del neo governo.

Oggi i cittadini italiani sperano in “Robin Hood”, affinché riporti sviluppo, ricchezza, a un popolo che si ritroverà a mendicare, se anche il “re dei poveri” fallirà nella sua mission impossible.

Un governo composto di persone illustre, si direbbe, eppure, già sono trapelate indiscrezioni su alcuni soggetti che sarebbero incompatibili con il ruolo rivestito, poiché in conflitto d’interessi; sembrerebbe che nelle loro illustri carriere non siano mancati intrallazzi finanziari; siamo solo all’inizio, ma tra un po’ saremo spettatori di altrettante vicende analoghe a quelle del nostro “compianto” Silvio Berlusconi.

Nonostante la plateale mortificazione, Silvio non ha esitato a parlare al popolo italiano in un video messaggio, affermando con forza, che dimettersi è stato un atto di responsabilità; che sebbene gli insulti di una parte degli italiani siano stati eccessivi, a suo dire, (sacrosanti, secondo il nostro modesto parere) egli tornerà a lavorare duramente per riportare la democrazia in Italia.

Nemmeno davanti all’evidenza del suo fallimento, in primis, come uomo, poi come politico, si è arreso. Ha tenuto, inoltre a precisare, in questi giorni, che il governo Monti durerà sino a quando sarà il Pdl a volerlo, perché detentori della maggioranza.

É ora, invece, per l’ex premier di farsi da parte. Regola che non varrebbe solo per quest’ultimo, ma anche per tutti gli altri, vale a dire, dalla maggioranza alla opposizione che oggi si permettono, di criticare il neo governo. Critiche sterili, soprattutto, quando provengono da avvoltoi cui merito è stato solo quello di aver affossato l’Italia. L’onorevole Fini, aveva dichiarato che se Silvio si fosse dimesso, egli avrebbe fatto altrettanto. Nessuno però ha visto le sue dimissioni, come mai? Come direbbe un vecchio detto, “Verba volant, scripta manent“. Da ciò la conclusione della sua non coerenza con quello che dichiara puntualmente. La domanda qui sorge spontanea, esistono politici coerenti e onesti?

L’unica cosa certa è che l’Italia doveva andare al voto, era un diritto dei cittadini esprimere la propria volontà, perché il parlamento, dovrebbe rappresentare, così come sancito dalla Costituzione repubblicana, il popolo italiano. Forse, Silvio, ha ragione in qualche maniera, la democrazia non esiste più, ma non da oggi, da quando è sceso in campo per fare dell’Italia, il più grande paese del mondo. E se fossimo andati a votare? Che cosa sarebbe successo? chi dei due partiti avrebbe vinto? Se fossimo andati alle urne, il Pdl avrebbe nuovamente stravinto. Paradossale, ma il risultato elettorale sarebbe stato la vittoria del Pdl, non perché affezionati a Berlusconi e tutta la sua troupe, ma perché gli italiani hanno un modus facendi errato.

Purtroppo la regola nelle elezioni sta nel votare l’amico politico che promette un posto di lavoro, un’autorizzazione per esercitare un’attività commerciale, un finanziamento cospicuo per pseudo associazioni. Tutto ciò è il risultato del nostro operare, quindi la responsabilità e stratificata ai vari livelli sociali. Quello cui siamo oggi sottoposti, deve essere un monito per tutti gli italiani, affinché alle prossime elezioni si possa votare con cognizione e consapevolezza.  Si prospettano giorni di duro lavoro per il governo Monti; e per gli Italiani? Loro, speriamo che se la cavano.

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