Fenomeno lampo per il vulcano, stavolta collegata al sisma che ha interessato il comprensorio messinese

Etna ancora in eruzione

L’Etna torna in eruzione, e dà spettacolo. Questa volta l’uscita del magma è legata a un terremoto, la 18esima crisi parossostica dall’inizio dell’anno è stata infatti anticipata dalla sequenza sismica registrata il 15 novembre a 12 km dalle coste tirreniche del messinese, come spiega Domenico Patanè, direttore dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

Il fenomeno, come nelle precedenti attività, ha avuto una fase parossistica di circa un’ora e poi si è bloccato. Dal nuovo cratere di Sud-Est c’è stata emissione di cenere vulcanica che è ricaduta nell’Acese.

I fenomeni stromboliani, associati a fontane di lava e boati, hanno interessato la parte sommitale del vulcano attivo più alto d’Europa, dove è presente una colata che si è diretta nella desertica Valle del Bove.

In seguito alla cessazione dell’allerta, da parte dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, l’unità di crisi dell’aeroporto di Catania Fontanarossa ha concluso la sua funzione ieri nel primo pomeriggio, dopo aver predisposto fino alle 16.30 una parziale limitazione dello spazio aereo che non ha provocato variazioni significative sull’operativo dei voli.

Questa nuova eruzione lampo dell’Etna si è verificata un’ora dopo la scossa di magnitudo 4.0 registrata nel Messinese e secondo gli esperti dell’Ingv di Catania il sisma avrebbe svolto un ruolo di ‘acceleratore’ della nuova attività dell’Etna.

Ieri mattina, nel distretto sismico delle isole Eolie, nella zona a sud-ovest dell’arcipelago di fronte alla costa tirrenica, tra Capo d’Orlando e Sant’Agata di Militello, nel Messinese, sono state registrate otto scosse di terremoto, la più forte di magnitudo 4.0. Quest’ultimo evento di maggiore intensità, è stato rilevato dall’Istituto alle 5.59. L’ipocentro è stato relativamente poco profondo, 1,6 chilometri e la scossa è stata nettamente avvertita dalla popolazione.

A questo sisma, tra le 6.19 e le 7.57, hanno fatto seguito altre sette scosse, non avvertite, molto probabilmente repliche di assestamento, di energia compresa tra i 2.0 e i 2.8 gradi di magnitudo. L’ipocentro è stato localizzato a una profondità compresa tra 7 e 10,3 chilometri. La scia sismica non ha causato danni a cose o persone.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=0kQSPdx5kn4[/youtube]

© Riproduzione Riservata

Commenti