Il segretario del Pd: “dopo il caso Asm, Passalacqua doveva dimettersi o agire. Ormai è ostaggio del Pdl”

il Pd fuori dall'Amministrazione

Divorzio sempre più “al vetriolo” tra il Pd e la maggioranza, e soprattutto tra i democratici e il sindaco Mauro Passalacqua.  Il segretario del Pd, Claudio Ambrogetti, risponde alle accuse del primo cittadino e definisce “banali e senza senso” le dichiarazioni rilasciate dal sindaco in una recente intervista.

Ambrogetti aveva già risposto domenica scorsa con un primo commento postato su Blogtaormina affermando: “io avrei risposto così anzichè con tre pagine di favole, al moderato documento di disimpegno del PD.”Ragazzi siamo pazzi? Non lo sapete che loro, il Pdl in Consiglio ha i numeri e voi no, e allora siccome temo una mozione di sfiducia ho scelto loro perchè voglio arrivare alla fine del mandato”. In estrema sintesi questi i fatti”.

Adesso aggiunge: “dopo la modifica dello Statuto e la liquidazione di Asm il sindaco avrebbe dovuto prendere provvedimenti o dimettersi. Invece non ha fatto nulla”.   

“Non ho intenzione di fare polemica con Passalacqua, che è stato eletto sindaco anche con il nostro appoggio, ed è persona perbene e onesta. Ma – dichiara Ambrogetti – le sue affermazioni sono talmente banali e prive di contenuti che credo non meritano nemmeno una particolare attenzione. Dichiarazioni che si commentano da sé e mi hanno lasciato allibito e talmente prive di contenuto che vanno considerate per quelle che sono: cioè non hanno alcun senso”.

POLTRONE E CASO ASM. “E’ l’ultima volta in cui ritorno sul caso Asm, che è stata una manovra esclusivamente clientelare e direi elettorale, in previsione, da parte dei componenti del partito Pdl, i quali non riuscendoci attraverso una revoca del Cda e del direttore generale da parte del sindaco, hanno fatto per altra via. La notte del 7 luglio in Consiglio comunale c’è stato un golpe ed è stato spogliato il sindaco delle sue prerogative di nomina e la città per un eventuale referendum popolare sulla liquidazione dell’azienda”.

“SINDACO DOVEVA DIMETTERSI O AGIRE”. “La vicenda Asm è stata impostata contro il sindaco, e non altri. Allora il sindaco di fronte ad un atto di sfiducia di fatto avvenuta da parte di una componente preponderante della maggioranza avrebbe dovuto o dimettersi o prendere posizioni nei confronti di assessori e consiglieri che hanno votato la liquidazione. Per questo Passalacqua è venuto meno alle sue prerogative. Lui nell’animo e l’attività dal Prefetto non voleva la liquidazione ma l’azienda è finita in liquidazione perché il sindaco non è stato capace di assumere alcun provvedimento consequenziale a quanto avvenuto in Consiglio”.

TAR. “Aggiungo anche un altro atto: la nomina di un avvocato da parte del Comune per la causa al Tar, che a suo dire sarebbe stato assunto in sua assenza e, sostiene sempre il sindaco, a sua insaputa dal vicesindaco. L’avvocato nella causa ha seguito una strategia contraria al Cda, mentre il sindaco sosteneva invece che il Comune di Taormina da lui rappresentato o non si doveva costituire o altrimenti avrebbe dovuto farlo in adesione alle tesi del Cda di Asm”.

“Ecco perché il sindaco, sebbene non volesse che l’Asm venisse messa in liquidazione, poi nei fatti, nei comportamenti e negli atti consequenziali ha consentito che ciò avvenisse. Di fronte a quanto avvenuto il sindaco non ha ritenuto né di dimettersi né di prendere un provvedimento. Noi questo gli abbiamo contestato, sia a luglio che poi a settembre”.

“DECISIONI DEL PD A TAORMINA”. “Dire che la decisione del Pd di uscire dalla maggioranza sia stata presa altrove è un’affermazione priva di qualsiasi fondamento. Le decisioni del Pd vengono prese in piena autonomia dai singoli circoli territoriali. Le segreterie provinciali, regionali e nazionali non c’entrano nulla. E’ un fatto puramente locale. Noi abbiamo prese atto di una situazione di difficile governabilità a Taormina e che il sindaco è praticamente ostaggio del Pdl a Taormina. Tutto questo lo si può verificare concretamente: basta andare al Comune e vedere chi al momento sta comandando e chi staziona in municipio stabilmente”.

“NESSUN VETO SU CILONA”. “Sul presunto veto che, secondo quanto afferma il sindaco, ci sarebbe stato posto da parte nostra su Cilona, è un fatto che non mi risulta assolutamente. Il Pd non ha mai messo nessun veto su Salvo Cilona, che per altro è un amico che io ho sempre stimato e apprezzato”.

IL FUTURO. “Vogliamo creare un’alternativa questo modo di amministrare la città. Trovare un modo nuovo lontano dalla logiche clientelari e personalistiche conformatesi oggi nel modo di fare politica in città. Oggi c’è a Taormina una politica troppo personalizzata. Il 25 novembre alle 17 faremo ai Salesiani un’assemblea, che sarà rifondativa del partito. Poi in un momento successivo rinnoveremo anche il direttivo”.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=eCRUhTBCkwA[/youtube]

© Riproduzione Riservata

Commenti