Napolitano non si illuda: oggi sale il tecnocrate Monti ma la politica presto andrà a riprendersi la poltrona

Giorgio Napolitano

In merito agli obiettivi da raggiungere attraverso il nuovo Governo Tecnico, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, afferma: “per far uscire il Paese dalla fase più acuta della crisi finanziaria… e per recuperare l’indispensabile fiducia degli investitori e delle Istituzioni europee”.

Ed ancora: “anni di contrapposizioni e di scontri nella politica nazionale e di molti inascoltati appelli alla moderazione, a un confronto non distruttivo, a una maggiore condivisione e coesione su scelte e obbiettivi di fondo”.  Prosegue; “ non è tempo di rivalse faziose né di sterili recriminazioni. E’ ora di ristabilire un clima di maggiore serenità e reciproco rispetto”.

Con toni decisi ci illumina, inoltre, circa il prof. Mario Monti; “ personalità indipendente, rimasta sempre estranea alla mischia politica e al tempo stesso dotata di competenze ed esperienze che ne fanno una figura altamente conosciuta e rispettata in Europa e negli ambienti internazionali”
Eh? Dunque, procediamo per gradi.

Forse, Presidente Napolitano, avrebbe dovuto spiegarci quanto debole fosse l’Europa. Avrebbe dovuto dipanare le nebbie che ruotano attorno ad una moneta che alle spalle possiede una banca , la BCE, che ha meno copertura dell’unica banca di Pongibonzi.

Avrebbe dovuto illuminarci circa “l’immoralità” e la mancanza di senso “etico” dei Signori della finanza; sordidi squali arrivati dal nulla; senza un nome né un volto, che decidono oggi quanto dovrà costare un chilo di zucchine domani; di quanto sia vero che il sistema bancario privato tenga in scacco i Governi. Avrebbe dovuto ricordarci quando, ben conoscendo il rischio di fagocitazione del “più piccolo” degli stati europei da parte dei “più grandi”, il prof. Prodi finse di non vedere lo strapotere dei compagni di merende (Francia e Germania). E noi… servi della gleba…

Presidente Napolitano, dovrebbe spiegare ai suoi cittadini la superficialità degli “esimi incompetenti” che siedono nel Parlamento europeo. Perché non ci racconta del rischio collasso, messo in conto ma mai affrontato, cui la nostra moneta era già destinata sin dall’inizio avendo il Dragone Orientale che premeva sui fianchi?

Presidente, perché non ci racconta del dominio incontrastato delle agenzie di finanza che, prive di ogni controllo da parte di Organi Governativi, tengono le economie degli stati sotto scacco?
Ci spieghi, Presidente; a servizio di chi sono i tristemente noti “giocolieri” della Finanza mondiale?
Presidente; ci spieghi, dunque l’utilità della politica.

Sappiamo che la politica non è stata capace di affrontare i problemi economici e porre in essere una serie di misure economiche per non essere il fanalino di coda della Vecchia Signora: bene! Dunque… a cosa serve la politica?

Con parole misurate al millimetro, oggi lei cerca disperatamente di rassicurare i suoi cittadini e i mercati, monopolio assoluto di “selvaggi” speculatori senza scrupolo. Oggi lei dice che la politica, ignorante, faziosa, incompetente, impreparata e priva di ogni senso morale non è in grado di affrontare il mondo e guidarci nel nostro millennio.

Presidente, in queste ore lei accende le speranze con un “tecnocrate” del quale lei stesso si fa garante, che con il mantello, i mutandoni rossi e la “S” stampata sul petto, traghetterà il nostro Paese fuori della selva oscura.

Presidente, ci spieghi il perché da una parte la politica si è arresa dinanzi al rischio-tracollo mentre dall’altra si sono guardati bene dal farsi avanti. Ci spieghi perché vigliacca e ignava la politica oggi perde e quanto convenga a l’una e all’altra defilarsi circa decisioni impopolari.

Noi, vittime della politica; vittime coscienti di questa politica; di ciò che insistentemente continuiamo a definire politica feriamo mortalmente l’antica “politicos”.

Presidente, “L’uomo è per natura un animale politico” urlava il buon Aristotele, ma egli non sapeva che essa, in futuro, sarebbe stata macchiata da corruzione, incompetenza, ignoranza, vergognoso opportunismo, lercio individualismo, sordida ideologia, limacciosi porci comodi, malinconici “fu-fu” dance e disperati bunga bunga.

Forse, presidente, egli non sospettava minimamente il grado di immoralità che essa avrebbe raggiunto. Oggi lei, Presidente, ci propone il tecne – cratos come la soluzione a tutti i mali.

Oggi, lei, senza volere, ci ricorda Max Weber e la sua massima senza dubbio critica “La politica è aspirazione al potere e monopolio legittimo dell’uso della forza”.

Oggi, con le sue parole, Lei ci indica quanto inutile sia “allevare” 630 sprovveduti che non sanno da quale parte verta il mondo; che non hanno alcuna preparazione per guidare un Paese che, in verità, nessuno di essi sa cosa stia accadendo e cosa si debba fare mentre siamo costretti ad affidarci a gentaglia strapagata che non conosce lo spread tra Bond tedeschi e Btp italiani.

La politica, Caro Presidente, è morta da tempo. E questo lei lo sa. Lo sa perché lei c’era quando il nostro Paese era guidato da gente che aveva almeno un paio di lauree all’attivo e che durante le interviste non sbagliava un congiuntivo. Lei c’era, Presidente.

Oggi inizia il lavoro per le formiche mentre le cicale già stropicciano le ali per l’imminente campagna elettorale. Torneranno i morti viventi. Torneranno non appena l’attuale governo sarà riconosciuto illegittimo; non appena sarà passata la tempesta. Allora, tutti rivendicheranno la sovranità: tutti ricorderanno il diritto di scegliere; tutti si lanceranno nella corsa alla poltrona.

Lei lo sa, Presidente, che presto torneranno quelli della curva; quelli che non sanno fare altro che dare lerci spettacoli da taverna.

Caro Presidente, è con amara presa di coscienza che oggi devo ammettere che il vero perdente e il vero sconfitto cui lo “spread” non darà mai ragion d’essere, mentre neanche gli investitori potranno risollevare… è la politica.

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