C’è chi risponde alla crisi puntando sulla forza della qualità: i segreti di pizza al farro e pane al kamut

la pizzeria Farro Zero

ROMA – Una risposta concreta alla crisi economica che avanza inesorabile? Puntare sul binomio qualità-cortesia. Così hanno pensato un gruppo di giovani pizzaioli romani: Fabrizio Franco, Paolo Caponi e Valerio Coltellacci che in barba al differenziale spread franco-italo che cresce e all’aria di crisi economica che deprime il Bel Paese, dallo scorso agosto hanno avviato, a Roma nel quartiere trieste salario,  il loro progetto imprenditoriale, denominato “Farro Zero”.

Il loro modo di intendere la pizza è il risultato, preciso ed accurato, di una profonda conoscenza della materia prima. Il tutto abbinato alle doti d’eccellenza che servono poi per la migliore lavorazione, oltre che il rispetto dei tempi in tutte le fasi, con la cura di ogni minimo dettaglio sino ad arrivare al compimento del prodotto. Così riescono sempre a sorprendere e deliziare l’utenza con il gusto inconfondibile di pizze originali e tradizionali al contempo.

A questo punto, data la presenza in questo settore di una miriade di punti vendita apparentemente simili se non uguali, c’è da chiedersi come nasca poi la conoscenza di “Farro Zero”.

Nel caso specifico la risposta è curiosa ma anche emblematica di come oggi siano ormai cambiate le logiche della comunicazione e del mercato. Un giorno su Facebook, la mia amica Roberta, che vive nel mio stesso quartiere, posta una foto di una “pizza strudel”. “Pizza strudel?!?! .. ma dai! … ” In chat mi spiega che si tratta di una pizza “da urlo”. Una geniale interpretazione del dolce austriaco realizzata riempiendo la pizza con la farcitura di mele, cannella, uvetta e pinoli… – e aggiunge – “fanno anche il  pane …  tutto utilizzando farine biologiche di farro, kamut, multicereali e segale… Provala! La pizzeria si trova a pochi passi da casa tua!”.

Così ho chiesto a Fabrizio come ha preso forma questa impresa: “Ho cominciato la mia carriera facendo il pizzaiolo in vari ristoranti e pizzerie con forno a legna della capitale. Quando sentivo di padroneggiare il mestiere ho deciso di cambiare entrando a far parte di una grande pasticceria di Roma come lievitista,  dopo alcuni anni sono diventato responsabile del reparto lieviti e pasticceria secca, ed ho avuto modo di conoscere grandi pasticceri e lievitisti italiani, tra i quali il mio grande maestro, la persona che mi ha fatto veramente capire il lievito naturale, Rolando Morandin.

Ho compreso il Valore, con la V maiuscola, inteso nel senso più ampio del termine del Bio e dell’uso dei cereali alternativi, su cui io ero decisamente scettico ed è stata una rivoluzione!” – e continua –

Finita l’esperienza al Pizzarium come dipendente, ho lavorato per alcuni anni come capo pasticcere in un grande albergo della capitale dove sono stato affiancato da un grande panificatore che mi ha fatto da maestro per la panificazione… Ho fatto il mio percorso, credo in quello che faccio, so quali sono le persone che mi hanno fatto del bene e quelle che mi hanno fatto del male. Ho deciso dopo tanti anni di lavoro di aprire un’attività per mettere alla prova quello in cui credo e per cui rischio tutto della mia vita. E’ nata così Farro Zero, fatta del mio percorso e delle persone che ne hanno fatto parte.

E’ una vera e propria riprova di come dietro all’apparente casualità della fortuna o del successo, ci si cela invece l’essenza vera di un duro e continuo lavoro di persone appassionate e competenti, che giorno dopo giorno coltivano il proprio talento.

Se c’è un Italia che si rassegna alla crisi economica c’è ne un’altra che risponde con entusiasmo ed impegno e riesce ancora a realizzare i propri sogni in questo grande Paese.

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