Il drammatico racconto di Stefania Prestigiacomo su cosa le è successo nelle ore della caduta del Governo

Stefania Prestigiacomo

«Non siamo nel ’93, questa non è Tangentopoli». Stefania Prestigiacomo è amareggiata. E anche un po’ impaurita. L’ex ministro dell’Ambiente, come tutti i suoi ex colleghi dell’esecutivo, non nasconde la delusione per la fine dell’esperienza di governo.

A farle male, racconta però al Corriere della Sera, sono state soprattutto quelle scene di festa per le dimissioni di Silvio Berlusconi. Quelle a Palazzo Chigi, quelle davanti Palazzo Grazioli e quelle al Quirinale.

«Sabato è stata una giornata orribile. Orrenda» racconta la Prestigiacomo al quotidiano di via Solferino. «Non mi sono mai sentito tanto umiliata in vita mia. Tutta quella gente vociante, gli insulti, le monetine, gli oggetti di ogni tipo. Siamo dovuti uscire di nascosto, raggomitolati nelle macchine». Scene trasmesse in diretta televisiva e poi rimbalzate sui siti e sui giornali di tutto il mondo.

Viverle in prima persona, però, non deve essere stato semplice. Anche perché l’ex ministro ha vissuto personalmente attimi di tensione. «Un energumeno mi ha inseguita fino a casa con il suo motorino. Continuava a urlare parole irripetibili». Un brutto episodio, certo, sul quale la Prestigiacomo non vuole soffermarsi troppo. Perché lei punta il dito soprattutto contro l’opposizione.

«Quel comizio improvvisato di Bersani, come se avesse vinto le elezioni… Ora leggo che si fa il confronto con Craxi: ma quella era tutta un’altra storia». La Prestigiacomo ci tiene a rimarcare quelle che, a suo avviso, sono differenze evidenti. «Noi siamo gente perbene. E non abbiamo nulla di cui vergognarci».

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