Green devastato dal fango. Il Comune non regimenta le acque, in poche ore il disastro: un anno di lavori in fumo

quel che resta del campo da golf

Un anno e mezzo di lavori vanificati in poche ore. Il campo da golf di contrada Vareggio è in ginocchio. L’alluvione dello scorso 9 novembre 2011 ha provocato gravi danni ai terreni di contrada Vareggio e adesso il cantiere potrebbe fermarsi.

Il green è stato pesantamente danneggiato soprattutto dall’assenza di regimentazione delle acque nelle aree statali e comunali localizzate in prossimità del complesso turistico-ricettivo in via di realizzazione.

E’ un quadro impietoso ed eloquente quello tracciato dal direttore del cantiere. I pesanti danni occorsi rischiano di vanificare un ingente investimento economico e l’unica infrastruttura che potrebbe al momento elevare la qualità dell’offerta turistica a Taormina e nel vicino comprensorio.

“Il campo – spiega l’ing. Davide Massimino – era stato praticamente ultimato ed era pronto per la semina. Ci apprestavamo ad effettuare da qui a poche giorni le opere conclusive e adesso invece dopo l’alluvione è quasi da rifare quasi completamente. Gli impianti di drenaggio/irrigazione sono otturati e divelti dal fango, le buche sono disastrate e la modellazione delle buche non c’è più. Il terreno in più punti è franato, a causa dell’enorme quantità di acqua arrivata in questa zona e si sono verificate difficoltà di natura statica della saia, e quindi del canale di irrigazione che serve i terreni limitrofi”.

“Eravamo in pratica all’80% dei lavori per il campo da golf e anche i laghetti che sono rimasti adesso sono sporchi di fango e da ripulire. I danni derivanti dal nubifragio sono riconducibili non tanto alle acque meteoriche, che cade sul campo e noi riusciamo a gestire: il vero disastro è stato di fatto provocato dalle acque giunte qui da fuori, dalle strade statali e comunali e che si sono riversate in massa su quest’area. E’ arrivato un vero e proprio fiume d’acqua che in poco più di tre ore ha vanificato oltre un anno di lavori. Ovviamente adesso il rischio concreto è che in caso di nuove piogge si riproponga la stessa situazione”.

“E allora ci chiediamo che senso avrebbe intervenire e sanare questi danni se poi sussiste il rischio di trovarsi di nuovo punto e a capo qualora quello stesso fiume d’acqua dovesse scendere ancora giù nel campo”. Il tracciato stradale limitrofo al campo, e nella fattispecie quello di contrada S. Filumena (in prossimità dell’acquedotto comunale) si è trasformata, dunque, in un fiume in piena. L’acqua ha attraversato lateralmente l’edificio dei pozzi creando dei solchi e profondi smottamenti lungo i terreni del campo. Il fango si è immesso nei pozzetti e reso anche impossibile ai tecnici l’accesso al campo per fare nell’immediato il punto sullo stato dei danni”.

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“Così – conclude l’ing. Massimino – diventa difficile realizzare l’opera ma anche gestirla. In queste condizioni è impensabile andare avanti”: fa sapere la direzione del cantiere. L’assenza di adeguati scoli fognari e l’impossibilità per l’acqua in zona di incanalarsi, espone il golf a puntuali allagamenti. A questo punto il Comune di Taormina dovrà constatare le condizioni dei luoghi e provvedere per quanto di sua competenza a risolvere i disservizi evidenziatisi in zona. I responsabili del green di Vareggio sollecitano interventi infrastrutturali e di regimentazione idraulica, in assenza delle quali si sta valutando l’opportunità di interrompere i lavori”.

Fermare le opere: una soluzione che verrebbe pressochè ritenuta una scelta obbligata, alla luce delle difficoltà ambientali in essere. Il golf viene ritenuto un’opera strategica per il rilancio dell’economia turistica di Taormina. Con questa addizione logistica e infrastrutturale, potrebbe determinarsi per i prossimi anni un incremento di circa 350 mila unità delle presenze invernali e tra il 15/20% sul totale annuo. Ora tutto si complica.

L’appuntamento per l’apertura del complesso turistico-ricettivo con annesso campo da golf è fissato nel 2013, per altro con un odierno rallentamento richiesto dalla rimodulazione in corso del progetto dell’albergo che sorgerà all’interno del complesso. Una variante finalizzata ad elevare in termini ulteriori gli standard di lusso della struttura.

Il “Corinthia Taormina Golf Resort”, ricordiamo, verrà gestito per 20 anni dalla “Corinthia” (CHI Hotels and Resorts), che si è accordata con la “Off Side” (proprietaria dei terreni del golf) ed ha chiesto le citate modifiche per migliorare gli standard dell’hotel. Sono tre i corpi nei quali si suddivide il progetto generale, lungo 63 ettari: il green, l’albergo, e gli appartamenti (172, destinati a diminuire per accorpamenti). L’alluvione rischia di cambiare gli scenari.

LE IMMAGINI IN ESCLUSIVA DEL GOLF IERI E OGGI

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