Dopo la fine di Gheddafi, la disfatta di Berlusconi: ad un mese di distanza il tramonto dei due amici despoti

Silvio Berlusconi

É finita. Ieri si è chiuso un grande capitolo della storia politica italiana. Berlusconi si è arreso, ha deposto le armi. Ha lasciato il Quirinale dalla porta laterale, evitando così la folla esultante per la sua disfatta. Fischiato, insultato, ha così salutato per sempre Palazzo Grazioli. Berlusconi come Gheddafi. Solo pochi mesi fa, eravamo inchiodati alla Tv per seguire la resa di Gheddafi.

I libici si riversarono per le strade festeggiando, inneggiando alla tanto agognata libertà; Ieri è avvenuto lo stesso in Italia, e chissà se gli amici libici abbiano fatto altrettanto. La sconfitta di Berlusconi è stata una vittoria anche per l’oramai “passato a miglior vita” Mouammar Gheddafi. Se Gheddafi fosse ancora vivo, la sconfitta di Silvio, avrebbe il sapore di una giusta vendetta. Questa mattina per le strade di Roma e non solo, si respira aria di libertà.

Anche nei palazzi di giustizia ieri, come oggi, festeggiano la vittoria della democrazia e della giustizia. Quest’atmosfera ci riporta indietro di mezzo secolo, vale a dire quando fu dichiarata la fine della guerra.

Da questa mattina è un via vai di capigruppo dei partiti per le consultazioni. Si parla di un governo tecnico a tempo determinato, ma non sarebbe stato meglio tornare alle urne? Sebbene si tratterà di un governo di transizione, quale sarà la sorte degli italiani? L’Italia riuscirà ha riappropriarsi della sua attendibilità dinanzi al mondo intero, o, ci ritroveremo tutti, paradossalmente, a rimpiangere il cavaliere?

Fuori dai palazzi del potere, ieri, alla notizia delle dimissioni dell’ex capo del governo, si è intonato l’Inno di Mameli.

Gli Italiani hanno testimoniato con forza la voglia d’ Italia Unita. La Lega Nord, che come tanti altri che hanno tradito il premier, cosa farà adesso? Continuerà a rivendicare la secessione? Il leader della lega assieme ai suoi seguaci dovrebbe vergognarsi; critiche a tutto spiano su Roma, una politica dedita alla fomentazione di sentimenti razzisti e poi? Poi sono ancora lì, a destreggiarsi per mantenere le proprie poltrone.

Quale sarà ora la sorte di Silvio? Non dimentichiamoci che non potrà più nascondersi dietro l’impossibilità di presenziare nei vari processi che lo vedono coinvolto. Da oggi dovrà come un qualunque cittadino essere sottoposto alla legge italiana senza alcun “legittimo impedimento”.

Gli Italiani ricorderanno questo giorno come la fine dei soprusi, dell’arroganza e della superbia dei ministri dell’ex governo. “Domani è un altro giorno”. Da domani, infatti, si deve ritornare a lavorare per il paese, il nuovo governo deve poter restituire al popolo italiano il cambiamento, la speranza di una vita migliore, ma soprattutto, quei valori di onestà intellettuale, del vivere civile, calpestati da chi si era autoproclamato imperatore dell’Italia.

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