Giovani sostenitori di Berlusconi mostrano solidarietà all’ex premier: “lui ha fatto tanto per il nostro bene”

i manifestanti pro-Berlusconi

Dopo la nottata di festeggiamenti, insulti e persino monetine seguita alle dimissioni del premier, la base del Pdl è corsa in aiuto di Berlusconi con una manifestazione di sostegno e solidarietà. Giovani da tutta Italia si sono incontrati a Roma, hanno sventolato tricolori e bandiere del Pdl, rispondendo così alla «gazzarra» degli antiberlusconiani che ieri hanno esultato per tutta la notte. E hanno inscenato una contro-manifestazione che pare sia molto piaciuta al presidente del Consiglio uscente.

Slogan, canti sul tipo «Meno male che Silvio c’è», e sfottò assortiti a Monti, Amato e al centrosinistra in generale. La folla, almeno cinquecento persone, si è spostata dal Quirinale a Palazzo Chizi, quindi a Palazzo Grazioli. Da dove, poco dopo le 18, è uscito Berlusconi. Sorridente, apparentemente rilassato, ha salutato affettuosamente i sostenitori, stringendo diverse mani prima di risalire in auto e allontanarsi.

C’erano anche diversi esponenti del Pdl alla manifestazione, tra i quali anche l’ex ministro Giorgia Meloni, arrivata in ritardo perché proveniente da Torino. I manifestanti dopo aver salutato Berlusconi hanno deciso di concludere il mini corteo. E da più parti il commento è stato: «È stata lavata l’onta di ieri sera».

«Siamo qui per sostenere moralmente Silvio Berlusconi dopo gli insulti e gli attacchi che ha ricevuto ieri sera. Lui è dispiaciuto, amareggiato, ma sempre con il sorriso sulle labbra. Ci ha detto qual’è il suo stato d’animo e ci ha incoraggiati ad essere un pòincoscienti, un pò pazzi se vogliamo ottenere, fino in fondo, ciò in cui crediamo». I primi sei giovani militanti del Pdl giunti a portare il proprio appoggio all’inquilino di Palazzo Grazioli sono arrivati in mattinata. Colpito da questo gesto, il premier uscente li ha invitati in casa e ha offerto loro un aperitivo.

Ha anche raccontato qualche barzelletta che i ragazzi però non hanno voluto riferire. «Ha una residenza meravigliosa – ha riferito Marco Nappini, 19 anni, studente di giurisprudenza originario di Arezzo – ricca di opere d’arte e di affreschi. Ci ha offerto un ottimo aperitivo ed è stato cordialissimo». «Sono rimasto ferito dall’ingratitudine degli italiani – ha detto Paolo Fontana, 19 anni, che arriva dalla Lunigiana – ha dedicato all’Italia 18 anni della sua vita. Avrebbe potuto governare di più se in Italia ci fosse stato meno odio».

«È stato sereno e fantastico come sempre – ha aggiunto Luca Calò, studente diciassettenne di Agraria – ci ha detto parole toccanti. Io, come lui, ho intenzione di fare politica non per soldi ma perchè ci credo; non mi aspetto niente ma sono disposto a spaccarmi la schiena in quattro». E molti di loro assicurano che «ricorderanno questo incontro per tutta la vita».

«Ieri sera eravamo andati in pizzeria – ha raccontato Marco Galateo, 32 anni, ex coordinatore di An al Comune di Bolzano – ma la nostra si è trasformata in una cena funebre nel vedere l’inciviltà e la barbarie con la quale alcuni, forse pagati, contestavano Berlusconi. A quel punto ci siamo detti che non potevamo lasciarlo solo e siamo partiti».

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