“La politica è servizio, non poltrone. Un’enorme paura: Taormina rischia pericolosissimo ritorno al passato”

Mauro Passalacqua

“Bugie e malafede nel documento del Pd. Le loro sono motivazioni pretestuose e campate in aria. La politica è servizio, non ricerca di poltrone. Quest’Amministrazione ha riportato a Taormina una legalità che non si vedeva da tempo. Guardando al futuro ho un enorme paura per la mia città: c’è il rischio di un pericolosissimo ritorno al passato, alle logiche di certi personaggi e alla prima Repubblica che ha distrutto l’Italia e portato Taormina al dissesto”.  

Sono solo alcune delle dichiarazione fatte da Mauro Passalacqua a Blogtaormina in un’ampia intervista destinata ad animare il dibattito e arroventare il clima politico in città. La presa di posizione del sindaco è soprattutto una replica al Pd e alla recente decisione dei democratici di lasciare l’Amministrazione comunale.  

“BUGIE DEL PD”. “Il documento del PD io l’ho avuto in una busta. Mi sento quasi come il fidanzato lasciato per sms, senza un colloquio leale e sincero, da parte di persone che stimo sia politicamente che umanamente. Mi addolora leggere motivazioni pretestuose e campate in aria, come il mancato raggiungimento degli obiettivi quando il PD sa bene quanto abbiamo lavorato per il recupero finanziario ed economico di un ente che era oltre il dissesto finanziario. Sempre sul mancato raggiungimento degli obiettivi programmatici dico che il PD sa benissimo quanto si sia invece lavorato. Ci sono bugie che mi lasciano interdetto”.

“DECISIONE PRESA ALTROVE”. “E’ un fatto pretestuoso che nasce altrove, a Messina come a Palermo, dove si bada più alle successive alleanze e a procurarsi sedie per il futuro che ai problemi attuali dell’anno e mezzo di Amministrazione che manca. Forse si sfugge ad un colloquio leale, e ciò mi lascia fortemente deluso, stimando io sia i consiglieri che i vertici del Pd. Ritengo e lo ripeto, che c’è più che altro qualcosa che si muove fuori e che coinvolge Taormina in seno a future alleanze, locali e non soltanto locali”.

“MENNELLA IN DIFFICOLTA'”. “Per interposta persona mi ha fatto sapere di non aver mai detto che intende dimettersi. Mennella è un amico, è il mio ideale assessore al Turismo ma mi fa male non sentire neanche lui. Probabilmente è in difficoltà. Ritengo che spesso un colloquio di persona possa risolvere tanti problemi e chiarirli. Non posso credere che anche lui sia insoddisfatto dell’attività di Giunta, sapendo benissimo quanto essa sia stata costruttiva e frenetica. In Giunta abbiamo sempre lavorato in sintonia e problemi non ce ne sono mai stati. Io sono ogni giorno in Comune: aspetto di vedere Mennella”.

“IO COERENTE SULL’ASM”. “Sull’Asm è il fatto che mi stupisce di più e che è stato scritto in malafede. Il sindaco ha portato al tavolo del Prefetto il problema Asm, ho cercato di salvaguardare i lavoratori e l’azienda. A microfoni aperti, in Consiglio comunale, ho detto sempre ed in maniera univoca qual’è la mia idea. Poi vengo accusato in quel documento del Pd di aver portato l’Asm alla liquidazione. O non si è capito niente o qualcosa sfugge, o probabilmente come credo c’è malafede e bugie nel documento. Aver fatto arrivare la questione dal Prefetto non è stato un artifizio nè un alibi: è stata la forte volontà di portare lo Stato al problema, nella salvaguardia dei lavoratori e dell’azienda stessa”.

“ASM? NIENTE DA RIMPROVERARMI”. “L’aver perso una sedia purtroppo è una cosa che è successa. Insieme al direttore generale del Comune, Michelangelo Lo Monaco stavamo lavorando per trovare un’altra posizione di prestigio per il Pd, visto che per molti la politica è ancora un problema di sedie e non di servizio, come io credo. Non mi hanno dato nemmeno il tempo di lavorarci sù. Me ne dolgo, ma non ho niente da rimproverarmi sulla vicenda Asm, che considero alla fine una sconfitta per la città. A qualsiasi risultato si volesse arrivare ci si poteva, infatti, arrivare con quello che ho chiesto io in Consiglio: aspettare la verifica della società incaricata dall’Asm e i conteggi che sta vagliando il mio esperto, dott. Bruno. In quel senso saremmo potuti arrivare a qualunque soluzione con le carte e i numeri in mano”.

“Ho rispetto per il Consiglio comunale e non posso far altro. Di certo non posso essere indicato come un sindaco che ha assistito inerme alla liquidazione. Io non ho mai cambiato posizione ed in caso contrario l’avrei detto. I discorsi da bar restano tali. Quelli fatti dal Prefetto hanno tutt’altra valenza”.

“POLITICA AL BAR”. “A Taormina si fa troppa politica nei bar, e si comincia la mattina presto mentre se ne fa molto poca nei luoghi deputati. E’ l’amarezza più grande che ho. Questa è una città che se continua così fa passi indietro, dal punto di vista politica, incredibili. Bisogna tornare a fare politica per il Paese e oggi vedo pochissime persone disposta a fare questo”.

“VETO DEL PD SU CILONA”. “Vorrei ricordare al Pd, e se fossi cattivo dovrei ricordare loro tante cose: tutto quello che il Pd mi ha indicato e ho rispettato in questi tre anni come Cda all’Asm, dovrei anche ricordare che all’avvicinarsi dell’amico Salvo Cilona alla nostra coalizione il Pd ha messo un veto. In queste cose non ci intravedo granchè di politica ma altri interessi e altre necessità di ricoprire sedie e poltrone o posizioni. Molta gente sta già lavorando per un futuro in tal senso, per assicurarsi poltrone che oggi magari ha già ma che magari vuole assicurarsi per i prossimi 5 o 7 anni”.

“ALLEATI NON LEALI”. “Sto riflettendo sulla mia ricandidatura, preso e tirato da due parti: da un lato c’è la delusione per aver trovato molti compagni di viaggio poco coerenti e anche poco leali. Dall’altro c’è la paura, forte, che la mia città ritorni in mano a quelle logiche che la riportino lì dove l’ho trovata, cioè oltre il dissesto finanziario, e con incarichi legali dati a gogò e soldi sperperati dovunque”.

“IMPREGILO E RISANAMENTO”. “Noi siamo rientrati in tre anni di una cifra inimmaginabile e abbiamo affrontato per la prima volta seriamente il lodo Impregilo e risolto parecchie questioni. Abbiamo lavorato in modo silenzioso e poco appariscente, che magari non è il carnevale o le bombe e le feste fatte altrove ma è stato fatto un lavoro per riportare ad un futuro più tranquillo per i nostri figli e la comunità. Lo sfascio finanziario avrebbe portato conseguenze che molti ancora non hanno capito”.

“RITORNO AL PASSATO”. “Taormina rischia di finire di nuovo in balia delle vecchie logiche. Tutto quello che sta venendo oggi fuori in tema di candidature e di proposizioni è un ritorno al passato pericolosissimo. Non sarebbe un ritorno alla seconda Repubblica che finisce oggi ma alla prima: quella che ha rovinato l’Italia e portato il Comune a una posizione che molti non percepivano ma è appunto il dissesto ed una città in mano a delle lobbie di carattere legale”.

“SERENITA’ E LEGALITA'”. “Certo simpatici non diventiamo e me ne rendo conto: ma abbiamo rotto alcune tradizioni anche cambiando la squadra dei dirigenti. Si sa che quando si cambia squadra un periodo di assestamento ci vuole: anche nel calcio chi cambia la squadra non vince lo scudetto la prima volta. Abbiamo riportato un clima di serenità e di legalità che non si vedeva da tempo”.

“DELUSIONE E FORZA”. “Io posso anche tornare a fare il mio mestiere e con grande piacere e soddisfazione ma rivedere di nuovo la mia città in balia alla Prima repubblica o quelle logiche di personaggi che oggi si dicono fieri e contenti di essere appartenuti a quel periodo a me tutto questo fa una paura enorme, e francamente mi lascia ancora quella forza che vince la delusione che gli uomini mi hanno dato”.

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