“Non mi arrendo. Raddoppio il mio impegno nel Paese. Amo l’Italia, mi batterò ancora per difendere la libertà”

Silvio Berlusconi

Chiuso a Palazzo Grazioli, Silvio Berlusconi ha passato la giornata tra telefonate, messaggi e visite di fedelissimi. Poi in serata ha diffuso un videomessaggio, in cui ha affermato di essersi dimesso perr senso di responsabilità e di non essere mai stato sfiduciato in Parlamento. Berlusconi ha quindi detto sì a un esecutivo tecnico con largo consenso e ha affermato che ora serve unità per combattere la crisi e salvare l’euro.

«Siamo pronti a favorire gli sforzi del presidente della Repubblica per dare subito al Paese un governo di profilo tecnico. Faremo il nostro dovere. Ma bisogna mettere da parte ogni faziosità», ha dichiarato il presidente del Consiglio uscente.

Poi il Cavaliere ha citato il videomessaggio con cui è sceso in campo nel ’94 e ha ribadito che non si arrenderà. «Da domani raddoppierò il mio impegno in Parlamento e nelle istituzioni per rinnovare Italia non mi arrenderò finche non avrò rinnovato l’architettura dello Stato», ha sottolineato Berlusconi.

La legge di stabilità «approvata con i nostri voti, contiene più del 50 per cento delle riforme e delle misure che ci vengono richeste dall’Europa e ci consentirà di mostrare ai nostri partner europei e ai mercati che l’Italia sa mantenere gli impegni, che fa sul serio». «Nessuno potrà portarci via sovranità. Siamo un grande Paese», ha aggiunto.

«È arrivato il momento di mettere alle spalle ogni fazionisità o gratuita aggressività», ha affermato ancora il presidente del Consiglio dimissionario, che ha poi aggiunto.

Subito dopo l’approvazione della legge di stabilità, «come avevo annunciato, ho rassegnato le dimissioni da presidente del Consiglio. L’ho fatto per senso di responsabilità, per senso dello Stato, per evitare all’Italia un nuovo attacco dalla speculazione finanziaria, senza essere mai sfiduciato dal Parlamento, dove possiamo contare tuttora sulla maggioranza assoluta», ha sottolineato Berlusconi.

«È stato triste – ha aggiunto il Cavaliere – vedere che un gesto responsabile e, se permettete, generoso come le dimissioni, sia stato accolto con fischi ed insulti. Ma per le centinaia di manifestanti che erano in piazza, milioni di italiani sanno che abbiamo fatto in coscienza tutto il possibile per preservare le nostre famiglie e le nostre imprese dalla crisi globale che ha colpito tutti i Paesi avanzati».

«Ringrazio comunque gli italiani, grazie per l’affetto, per la forza che ci avete trasmesso e che ci hanno permesso di raggiungere molti degli obiettivi che ci eravamo prefissi fin dal 1994, dal giorno in cui annunciai la mia discesa in campo».

Il premier dimissionario insomma non si dà per vinto. Oggi, prima del videomessaggio, la deputata Micaela Biancofiore, improvvisatasi portavoce del suo dolore, aveva annunciato che il Cavaliere non lascerà la politica e che molti in Europa lo rimpiangeranno.

«Ho chiesto al presidente se ora vorrà un po’ riposarsi, ma lui mi ha risposto: “ma che riposarsi, ora c’è da pensare al partito” – ha riferito Micaela Biancofiore lasciando palazzo Grazioli – Tra un anno, massimo un anno e mezzo si tornerà a votare e Berlusconi lo sa, io penso che potrà tornare a candidarsi come capo della coalizione, ma anche come capo del governo».

«Ho trovato Berlusconi sereno, mentre qualcuno ieri sera già suonava il suo de profundis. Abbiamo mangiato qualche pizzetta e non abbiamo parlato di politica spicciola. Il premier è convinto di aver fatto un favore al Paese con le sue scelte – ha detto Micaela Biancofiore – Ho portato i ragazzi dell’Alto Adige a conoscere Berlusconi per la persona che è. Ha dato ai giovani presenti consigli preziosi. Se molte persone conoscessero personalmente Silvio Berlusconi, governerebbe per cent’anni».

La Biancofiore ha sottolineato che il premier non ha nessuna intenzione di lasciare la politica: «Non può fare a meno della politica perchè è la sua vita e la politica non può fare a meno di lui. Berlusconi ha voglia di ricominciare il suo percorso politico, che ha iniziato con successo 18 anni fa. Tra un anno e mezzo sono convinta che vedremo Berlusconi in Europa. Le persone che adesso lo contestano si renderanno conto della fortuna che era Berlusconi per l’Italia e che grazie a lui non abbiamo fatto la fine della Grecia. Si preparano per l’Italia manovre lacrime e sangue, che porteranno davvero in piazza tantissima gente. Mentre le persone di ieri erano 150 e non l’Italia intera, portate in strada solo da qualche panino o da qualche pagnotta regalate da vari leader politici. Abbiamo ancora la maggioranza in un ramo del Parlamento e presto la riavremo anche nell’altro, quindi possiamo staccare la spina quando vogliamo».

Berlusconi ha parlato questa mattina con il cancelliere tedesco Angela Merkel e con Vladimir Putin. «Il presidente Berlusconi – riferisce la Biancofiore – ha passato quasi tutta la mattinata al telefono, per fare numerose chiamate internazionali. Ha sentito, tra gli altri, Putin e la Merkel. Tutte persone che lo rimpiangeranno. Con la cancelliera tedesca è stato molto duro: si è detto preoccupato per l’Eurozona e ha affermato che non si risolve la crisi cambiando i governi. Tutti hanno chiamato Berlusconi testimoniandogli vicinanza e io penso che abbiano capito che lui ha ricevuto pressioni che non dovrebbero esserci verso uno stato sovrano. Ad esempio la Merkel e Sarkozy si sono permessi di chiamare Napolitano e ingerirsi negli affari di uno stato come quello Italiano, quando la Francia ha problemi ben più grossi di quelli che abbiamo noi».

La «fronda» della componente finiania è stato il «peccato originale» che ha minato «il percorso di una legislatura che avrebbe dovuto essere costituente e che si è invece incagliata nelle secche di una politica che non ci appartiene», aveva scritto Berlusconi in una lettera inviata stamani a Francesco Storace al congresso della Destra.

La Destra, assicura Berlusconi nella lettera, «rappresenta per noi un alleato prezioso e indispensabile. Permettetemi, però, di soffermarmi su questi giorni drammatici, con l’accelerazione della crisi e con le mie dimissioni che verranno formalizzate subito dopo l’approvazione della legge di stabilità. E permettetemi di rivendicare con orgoglio quanto siamo riusciti a fare in questi tre anni e mezzo segnati da una crisi internazionale senza precedenti nella storia».

«Lo abbiamo fatto – spiega il Cavaliere – nonostante la fronda della componente finiana che si è manifestata praticamente subito dopo la vittoria elettorale del 2008 e che è poi sfociata in una vera e propria diaspora. È stato quel peccato originale a minare il percorso di una legislatura che avrebbe dovuto essere costituente e che si è invece incagliata nelle secche di una politica che non ci appartiene. Siamo andati avanti comunque con determinazione nella consapevolezza che la maggioranza voluta dagli italiani avesse il diritto e soprattutto il dovere di governare, ma alla fine in Parlamento ha prevalso la logica dei piccoli ricatti e del trasformismo che è il vizio più antico della politica italiana».

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=RJTCeXDghw4[/youtube]

© Riproduzione Riservata

Commenti