Respinti i due ricorsi presentati per la sospensiva dall’ex Cda e dal Dg: municipalizzata ancora in mano a Tajana

Tar di Catania

L’Asm resta in liquidazione. Il Tar di Catania, in due diverse ordinanze, non ha accolto i due ricorsi presentati dal Cda ed il Dg facente funzioni, “defenestrati” il 22 settembre dal Consiglio comunale, quando venne decisa la messa in liquidazione e lo scioglimento dell’azienda municipalizzata.

Al tribunale, in via cautelare, veniva chiesto l’annullamento, previo sospensiva, delle delibere n.32 del 7 luglio (modifica statuto Asm) e della n.36 del 22 settembre (liquidazione Asm). Il dibattimento era iniziato con una prima udienza il 19 ottobre e poi la successiva il 9 novembre: ora il verdetto, che dà ragione all’iniziativa del Civico consesso.

Sul ricorso n. 2914 contro il Comune e nei confronti del liquidatore Cesare Tajana il Tar ha rilevato che “il ricorso introduttivo, a prescindere dall’esame delle eccezioni di rito prospettate ex adverso – eccezioni che ad un primo sommario esame, proprio di questa fase appaiono infondate – si presenta allo stato non assistito da sufficienti profili di fondatezza”.

Il Tribunale etneo ha ritenuto, in particolare che “la contestata modifica statutaria è stata adottata non contra legem, ma preter legem, poiché qui si verte non già nell’ambito della soppressione dell’ente, espressamente contemplata nella norma, ma in quello della collocazione in stato di liquidazione propedeutico alla predisposizione di un progetto di liquidazione che deve essere approvato dal c.c., a norma dell’art. 64 dello statuto”.

“Il parere di regolarità contabile, di natura obbligatoria ma non vincolante – si legge nell’ordinanza – è stato richiesto, anche se disatteso nelle conclusioni. L’impegno di spesa per il compenso del liquidatore costituisce mera indicazione dell’onerosità dell’incarico, salve le ulteriori specificazioni. Si ritiene altresì la insussistenza del danno grave ed irreparabile che secondo l’Asm di Taormina deriverebbe dalla contestata sostituzione degli organi ordinari con quello straordinario, il liquidatore, ora preposto alla gestione peraltro solo ordinaria dell’Ente. Pertanto il Tar respinge la domanda cautelare all’esame”.

Rigettato anche un secondo ricorso (il n.2714) sempre contro il Comune ed il liquidatore. Veniva chiesto a riguardo di annullare la suddetta delibera n.32 che ha modificato lo Statuto, il successivo atto liquidazione e nomina del liquidatore e l’insediamento di Tajana. Per il Tar “generiche ed infondate in fatto ed in diritto si presentano le censure proposte avverso la nomina del liquidatore“.

L’ordinanza, anche qui, ha “ritenuto altresì la insussistenza del danno grave ed irreparabile che secondo l’Asm di Taormina deriverebbe dalla contestata sostituzione degli organi ordinari con il liquidatore”. Dunque niente accoglimento della domanda cautelare.

Al Tar, nella speranza di ribaltare la situazione determinata dal Consiglio comunale, si erano rivolti Emilio Fragale, Nando Caliri, Peppe Russotti (componenti del Cda) e Gaetano Longo (direttore generale f.f.).

Ad attendere gli sviluppi della vicenda erano, ovviamente, i 71 lavoratori dell’azienda che si trova in una fase di incertezza.

Il braccio di ferro era soprattutto quello sui conti: il decaduto Cda aveva approvato per il 2010 un bilancio con un utile di esercizio pari ad oltre 90mila euro: un dato che secondo i consiglieri che hanno votato la liquidazione non rispecchiava però l’effettivo quadro economico dell’ente.

Le due ordinanze del Tar, dunque, non stoppano la liquidazione e di fatto la confermano.

A questo punto i ricorrenti potrebbero anche proseguire l’opposizione e non si esclude che la contesa sulla liquidazione arrivi anche al Cga di Palermo.

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