Cresce la fiducia verso l’Open Source, e anche in Italia, si diffonde sempre più l’“Open Source Commerciale”

il Pinguino e L. Torvalds nel ... "Giudizio universale"

Nei primi anni duemila mi occupavo di consulenza in Architettura dei Sistemi Informatici ed ho lavorato presso diverse aziende con realtà informatiche piuttosto complesse e articolate. Essendo queste alla seconda o terza meccanizzazione, la mia attività consisteva principalmente nella ristrutturazione dei sistemi gestionali ERP di tali aziende e/o nella riorganizzazione complessiva del loro sistema informatico.

In quegli anni cominciavano ad affacciarsi, anche nella realtà italiana, i cosiddetti software Open Source. Si trattava prevalentemente di sistemi operativi Linux e di applicativi, più o meno definiti, in cui era possibile, in virtù della disponibilità dei tracciati sorgenti, operare modifiche e/o adeguamenti per renderli funzionali alle proprie necessità.

Era considerato un pregio, all’epoca, il costo nullo di tali software che potevano essere liberamente scaricati da Internet e utilizzati a piacimento. Effettivamente le diverse soluzioni disponibili erano, in molti casi, geniali. Snelle nei confronti dell’infrastruttura hardware anche se non sempre user friendly, ma con alle spalle, sovente, una diffusa comunità di sviluppatori prodiga di consigli e suggerimenti per eventuali bugs funzionali o compatibilità di versione.

Per la gratuità delle soluzioni, in modo particolare, e per il gusto di staccarsi dal monopolio Microsoft o Unix, molti sviluppatori proponevano alle aziende procedure ricavate da software Open Source, da loro fortemente personalizzate e adeguate alle disparate esigenze operative dell’impresa. Solitamente non chiedevano costi di licenza, ma solamente il compenso della loro attività di consulenza per la personalizzazione.

In un primo momento sembrava si fosse trovata la panacea di tutti i mali: procedure leggere, funzionali e adattabili a tutte le necessità passate, presenti e future, ad un costo preventivato di gran lunga inferiore al software proprietario. Le dolenti note iniziavano nel momento in cui si dovevano rendere operative in azienda, tali soluzioni. Spesso occorreva ridisegnare l’interfaccia utente per renderla fruibile dai normali operatori, che non avevano cognizioni informatiche e di mestiere facevano i contabili, i magazzinieri o i responsabili di produzione.

Altre volte occorreva adattare le diverse parti dell’applicativo l’una all’altra con lunghi lavori d’integrazione delle componenti spesso tra loro eterogenee, sempre che non manifestassero incompatibilità con la versione del data base o di Linux installate sul server.

Comunque, nel momento in cui tutto era sistemato e “la macchina cominciava a girare”, ci si guardava intorno con una certa soddisfazione. Tuttavia quasi subito un brivido percorreva la nostra schiena: “Ok ora tutto funziona, ma COME funziona lo sa soltanto il consulente che l’ha messo in piedi. E se questo tra un mese o un anno cambia lavoro, si trasferisce o, impazzendo d’improvviso, mi chiede una tariffa di 500 euro l’ora, cosa ne sarà della mia azienda se succede un problema?”

Per queste banali, ma fondamentali considerazioni, all’epoca non mi fidavo di Linux e dell’Open Source in generale, a meno che a proporlo non fossero i soliti noti: IBM, HP, Fujitsu, … non più gratuitamente, comunque a costi inferiori alle soluzioni “standard”, ma almeno non correvo rischi di incompatibilità dei componenti e, nel caso di qualche problema, avevo la certezza di un supporto tecnico cui rivolgermi. Oggi so che posso fidarmi delle distribuzioni Linux, ovviamente non più gratuite, ma ancora non mi fido, per le stesse ragioni di allora, del software che scarico “gratis” da Internet.

Fortunatamente da alcuni anni si sta diffondendo nel mondo e, più lentamente, anche in Italia il cosiddetto “Open Source Commerciale”, in sigla OSC. Si tratta di soluzioni applicative che mantengono i vantaggi di rendere disponibile il codice sorgente, di avere un costo molto contenuto e di poter contare, oltre che sulla presenza in rete di numerose community di esperti, anche dell’assistenza tecnica dei distributori e rivenditori.

I prodotti software Open Source Commerciali (OSC) consentono, inoltre, di avere la certezza dei risultati in riferimento ai costi sostenuti, danno garanzia di continuità tecnologica e, soprattutto, dispongono di un’assistenza diffusa, puntuale e competente. L’utilizzatore finale è così svincolato dalle personalizzazioni conosciute da una o poche persone che possono fare il bello e il cattivo tempo. È tranquillo del ritorno, nel tempo, degli investimenti effettuati, con la certezza di mantenere il proprio sistema informatico efficiente e costantemente aggiornato alla turbinosa evoluzione dell’ICT. Il tutto con costi  alla portata anche dalla piccola/media impresa.

Le soluzioni disponibili spaziano dall’ERP al CRM(Info@Hand, V-Tiger,..), dal Groupware Mail Collaboration alla Gestione Documentale e Workflow dell’azienda(Zarafa, Zimbra, EXO Platform,…), fino a procedure di tipico utilizzo Enterprise(Red Hat, OP5, Speed Stream,…). Utilities quali Virtualizzazione ed Alta Disponibilità (HA), Content Management, Portali aziendali dinamici, VDI(Collax, Kvm, Virtual Bridges,…), che fino a ieri soltanto le Major Company potevano permettersi, sono adesso alla portata della PMI o addirittura della micro-impresa.

I distributori di software Open Source Commerciali operano normalmente attraverso una rete nazionale di partner qualificati e diffondono soluzioni software e hardware (appliances) affidabili, efficaci e sicure, garantite da decine di migliaia di utilizzatori in tutta Europa. Un ulteriore vantaggio dei prodotti OSC è la loro politica di licensing, infatti, in diversi casi, anziché richiedere un oneroso costo iniziale di licenza software, è possibile sottoscrivere un comodo abbonamento annuale d’utilizzo che include, oltre alla licenza d’uso, anche il bug fixing, gli aggiornamenti periodici e i rilasci di versione.

Dieci anni fa non mi fidavo di Linux, oggi sono certo che consulenti, system integrators, operatori ICT possono, in tutta tranquillità, soddisfare efficacemente le esigenze tecniche ed economiche dei propri clienti, mantenere aggiornati ed efficienti i loro sistemi informatici, nonostante la crisi economica, con l’utilizzo del software Open Source Commerciale.

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