Il ministro degli Esteri: “non la darò vinta ai fascisti”. Ignazio replica: “ma chi è? Il militante del Manifesto?”

Franco Frattini

Berlusconi lascia Palazzo Chigi e si scatena subito la bagarre nel Pdl. E’ già resa dei conti tra le frange del Popolo della Libertà.

Primo capitolo: uno sfogo. Nei corridoi della Camera per cercare di andare avanti, nonostante Berlusconi abbia annunciato le dimissioni. Franco Frattini sta tentando di far entrare il Pdl nel governo Monti che «tiri l’Italia fuori dalla crisi». Non tutti sono d’accordo. L’ala degli ex An vorrebbe le elezioni anticipate. Ma il ministro degli Esteri non ci sta: «È bastato che crollasse tutto che questi fascisti sono tornati fuori: già ci hanno fatto rompere con Fini, e adesso provano di nuovo a mandare tutto all’aria…». Questo è quanto avrebbe sentito un cronista parlamentare dell’agenzia Dire a pochi metri di distanza. Il ministro in una nota, prende le distanze: «Frasi travisate». Ma il giornalista conferma. E a stretto giro arriva la replica di La Russa: «Frattini? Frattini chi, il militante del Manifesto?»

Sono parole che pesano come dei macigni. E che fotografano una situazione tesissima nel partito del Popolo della Libertà. Già nel vertice di mercoledì sera le diverse fronde si sono fatte sentire. C’è chi vuole andare subito al voto e chi, invece, è favorevole al governo di Mario Monti. Tra questi, in prima fila, c’è Frattini. Quelli che tifano per le urne, invece, sono gli ex An: Matteoli, Meloni, La Russa. Ma anche Brunetta e Sacconi.

Il titolare della Farnesina è andato alla Camera per partecipare al meeting internazionale «Il futuro della democrazia». Parla della Siria, poi a margine ribadisce la sua posizione sul governo Monti: no all’appoggio esterno e se appoggio deve essere che sia «pieno: l’Italia- sottolinea- viene prima di qualsiasi valutazione politica».

Quando si allontana per i corridoi con i suoi stretti collaboratori si lascia andare in uno sfogo. Il tono è quello che usa sempre in pubblico: pacato, cordiale, misurato. Nelle sua voce, però, c’è molta amarezza: «È bastato che crollasse tutto che questi fascisti sono tornati fuori: già ci hanno fatto rompere con Fini, e adesso provano di nuovo a mandare tutto all’aria…».

Sul banco degli imputati gli ex An che si stanno mettendo di traverso a un governo Monti. Ma Frattini non ha intenzione di mollare e anzi annuncia battaglia. Sono loro, dice, che «non vogliono un governo tecnico, ma io mi opporrò in ogni modo: che pensano che si può sfasciare l’Italia per il loro comodo?». Nelle sue parole affiora anche dell’ottimismo: «Poi, hai visto: è bastato che si parlasse di un governo tecnico e subito lo spread è diminuito e le borse stanno risalendo».

Ma Frattini, in una nota, ci tiene poi a sottolineare: «Con riferimento ad alcune indiscrezioni riportate da un’agenzia di stampa, preciso che non è mio modo quello di rivolgermi ad alcuno chiamandolo con epiteti che possano essere interpretati come offensivi». E aggiunge: «Mi spiace che mi siano state attribuite frasi certamente travisate. Confermo nel modo più assoluto che l’unità di intenti nel Pdl è l’unico obiettivo che insieme dovremo perseguire, e mi sento impegnato in questa direzione». Ma l’agenzia Dire rimanda al mittente le critiche: «Prendiamo atto della precisazione del ministro Frattini, ma il cronista della Dire era lì. Da parte nostra non sono state riportate frasi travisate ma solo cronaca giornalistica».

La smentita non è bastata ad arginare le polemiche. Tanto che Silvio Berlusconi decide di difendere il titolare della Farnesina. «Ha iniziato la sua carriera politica in Forza Italia dopo le dimissioni, caso unico nel recente passato, dal governo Dini che da tecnico si era trasformato in politico», spiega anche lui in una nota che bolla la ricostruzione come in contrasto «con la verità» visto che è «sempre stato leale nella politica e nel governo».

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