Il latitante preso mentre passeggiava al porto di Reggio Calabria. Procuratore Gratteri: “la cosca in difficoltà”

Sebastiano Pelle

E’ stato arrestato nella tarda serata di ieri il latitante Sebastiano Pelle, 57 anni di San Luca. La cattura è avvenuta intorno alle 21.30 nella zona del porto di Reggio Calabria.

Non era armato e non ha opposto resistenza. Pelle era latitante da 16 anni ed era stato inserito nel programma speciale ricerca latitanti di massima pericolosità del ministero dell’Interno. A suo carico ha una condanna a 14 anni di reclusione. Era ricercato per traffico internazionale di stupefacenti.

Il procuratore di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone ha illustrato i dettagli della cattura in una conferenza stampa al Comando provinciale dei carabinieri. Al momento dell’arresto Pelle si trovava da solo e per ora non ci sono altri provvedimenti a carico di favoreggiatori e fiancheggiatori. Su questo versante le indagini proseguono. Questo arresto ”è importante – ha commentato Pignatone – perché si tratta di un esponente di rilievo di una grande famiglie della jonica e perché è il segnale che lo Stato fa valere la sua legge, ha la volontà e la capacità di interrompere certi legami e spezzare le reti di favoreggiatori, e assicurare che le sentenze scritte vengano eseguite”.

”La cosca Pelle di San Luca è in difficoltà” è l’analisi del procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria, Nicola Gratteri. ”Da un paio d’anni – spiega – si sta insistendo su questa famiglia che era cresciuta in modo esponenziale anche a livello economico”.

Per il generale Mario Parente, vicecomandante del Ros, l’arresto di Pelle ”è il coronamento di un’attività qualificata e prolungata nel tempo che ha consentito di ricostruire progressivamente la rete di favoreggiamento del latitante fino a documentarne la frequente presenza nel luogo dove poi è stato arrestato”.

Sebastiano Pelle è un pericoloso narcotrafficante, condannato a 14 anni di reclusione e colpito da un ordine di esecuzione emesso il 13 giugno 2007 dalla Procura di Reggio Calabria. Non ha mai avuto condanne per il reato di associazione mafiosa ma è legato per parentele dirette e acquisite all’omonima cosca Pelle ”Gambazza” del piccolo centro della fascia jonica reggina.

Il padre era Giuseppe Pelle, fratello del noto boss Antonio Pelle ”Gambazza” ritenuto uno degli esponenti più di rilievo della storia della ‘ndrangheta. Inoltre Sebastiano Pelle ha sposato Caterina Vottari, dell’omonima famiglia dei Vottari ”Frunzu” storicamente alleata con i Pelle e con i Romeo ”Staccu”.

Era stato destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip su richiesta della Dda il 29 aprile 1996 insieme a Giuseppe Giorgi, anche lui di San Luca tuttora irreperibile e inserito nella lista dei latitanti di massima pericolosità.

La famiglia a cui appartiene Sebastiano Pelle non ha partecipato alla cruenta faida di San Luca, che ha seminato decine di morti a partire dal 1991 ed è culminata con la nota strage di Duisburg. Tuttavia gli inquirenti lo dipingono come un personaggio di assoluto rilievo, al punto da non poter abbandonare la Calabria durante il periodo della latitanza per gestire direttamente gli affari illegali della cosca.

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