I numeri impietosi di 11 mesi che hanno visto “a lavoro” 945 parlamentari per pochissimi disegni di iniziativa

il Parlamento italiano

Il Governo del “fare” si infrange contro il dato più imbarazzante: dei provvedimenti transitati nel 2011in Parlamento, su cinquanta totali, solo quattordici sono leggi iniziativa del Montecitorio.

C’è la norma relativa all’assunzione dei disabili nella pubblica amministrazione, ma anche quella che aumenta di 1,7 milioni l’anno i contributi alla Biblioteca per ciechi Regina Margherita di Monza (voluta dal leghista Paolo Grimoldi). Quella che stabilisce che i cda delle società quotate debbano avere almeno il 30% di donne e un’altra che fissa il tetto massimo di sconto sui libri.

E poi, come ignorarlo, il provvedimento con il quale il Parlamento ha cambiato il nome del Parco del Cilento in Parco nazionale degli Alburni, del Cilento e Vallo di Diano. Per carità, nulla di male.

Se non fosse che queste sono alcune delle (appena) quattordici leggi promosse da Camera e Senato in questi primi mesi del 2011. Avete capito bene e lo ripetiamo: 14 leggi in un anno.

Quattordici di iniziativa parlamentare su cinquanta totali (l’anno scorso erano state 58), comprendenti le ratifiche di trattati internazionali (19), le conversioni di decreti legge (13) e le leggi di iniziativa del governo (4).

A fare i conti della legislazione è stato il giornalista del Corriere, Sergio Rizzo. Che alla fine giustamente fa una riflessione: “Non ci sarebbe niente da dire se altre leggi, forse un tantino più decisive di queste, non arrancassero nelle Commissioni con il rischio di non riuscire a vedere l’approdo prima della fine della legislatura. Il disegno anti-corruzione se lo ricorda qualcuno? E la riduzione del numero dei parlamentari?”

Un’annata decisamente uggiosa a Roma, visto che ne sono state approvate appena 14 leggi. Ma se si guarda al passato, la situazione è addirittura migliorata: l’anno scorso erano state appena undici. :

Nel 2011 ce n’è una, legge, che come detto riguarda le assunzioni obbligatorie dei disabili nella pubblica amministrazione: giustissima. Una seconda che fissa il principio secondo il quale le madri di bambini piccoli non possono essere detenute: sacrosanta.

Una terza che stabilisce come i consigli di amministrazione delle società quotate debbano essere composti per il 30% da donne: finalmente, argomenteranno in molti.

Una quarta grazie a cui verranno indennizzati i familiari delle vittime del disastro ferroviario del 2010 in Val Venosta: assolutamente doverosa. Certamente più di quella che contiene surreali «Disposizioni concernenti la preparazione, il confezionamento e la distribuzione dei prodotti ortofrutticoli di quarta gamma».

Dunque una legge frutto della fusione di due diverse proposte. Primi firmatari: il deputato Sandro Brandolini del Pd, titolare fino a un annetto fa del 30% di una società alimentare (Gustitalia) recentemente entrata nell’orbita del gruppo Saclà, e l’onorevole leghista Fabio Rainieri, esponente di spicco dei Cobas del latte. Per non parlare della legge che aumenta di 1,7 milioni l’anno i contributi alla Biblioteca italiana per ciechi Regina Margherita di Monza, voluta dal leghista Paolo Grimoldi e da tre suoi colleghi di partito. O della impegnativa norma che riconosce alle associazioni «maggiormente rappresentative» dei mutilati e invalidi del lavoro una poltroncina nei comitati provinciali dell’Inail. Oppure del provvedimento che abroga una norma, approvata sei anni fa dallo stesso governo, che equiparava la laurea in scienze motorie a quella in fisioterapia: legge promossa dall’onorevole dipietrista Giuseppe Caforio, titolare di un piccolo impero nel campo delle protesi sanitarie.

E c’è di più: ancora, nello scarno elenco troviamo una leggina che istituisce la «Giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali», il quale dice più o meno questo: il 9 ottobre di ogni anno si possono fare delle manifestazioni per sollevare l’attenzione su questo tema, però senza spendere un euro di fondi pubblici e senza andare in vacanza. Ce n’è quindi un’altra che esclude dal diritto di percepire la pensione di reversibilità il familiare che ha assassinato il pensionato. Una che decreta lo sconto massimo che gli editori possono applicare al prezzo di copertina dei libri… Niente da dire, se però altre leggi, forse un tantino più decisive di queste, non arrancassero nelle Commissioni con il rischio di non riuscire a vedere l’approdo prima della fine della legislatura.

Ed infine, il disegno di legge anticorruzione, se lo ricorda qualcuno?

Annunciato in “pompa magna” dal Consiglio dei ministri ormai 20mesi fa, è stato approvato dal Senato ed è adesso nelle curve della Camera, dove sarà quasi certamente modificato per poi tornare a Palazzo Madama: se mai ne avrà il tempo. Il calderoliano codice delle autonomie che dovrebbe ridisegnare la nostra architettura istituzionale, quando sarà pronto? Il famoso disegno di legge sulla concorrenza, che fine ha fatto? E la riduzione del numero dei parlamentari, la vedremo mai?

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