Sabato accusa, D’Urso risponde. Ci eravamo lasciati lo scorso weekend con un duro attacco a tutto campo di “don” Vittorio all’assessore.

E dopo 48 ore di riflessione eccolo il secondo atto dello strappo in atto tra Sabato e D’Urso.

Dunque Fabio D’Urso ha chiesto di poter replicare. E lo ha fatto: senza risparmiare bordate e toni altrettanto forti all’indirizzo di Sabato, al quale l’assessore manda a dire che “le sue sono solo bugie e falsità”.  

Questa la replica dell’assessore, affidata alle seguenti dichiarazioni rese martedì mattina:

“In riferimento alle affermazioni rese dal signor Vittorio Sabato ritengo doveroso ristabilire l’unica e sola verità dei fatti. Il signor Sabato dice su di me solo bugie e falsità.

“I NOMINATI DI SABATO”. L’insuccesso dell’Amministrazione di cui lui parla, e che riguarderebbe un’Amministrazione e un sindaco da lui sostenuti nel 2008, non corrisponde alla realtà. Come può dire che lui sia stato tagliato fuori dalle scelte? Sabato ha espresso, in conseguenza del suo risultato elettorale personale, due rappresentanti nelle cariche della coalizione: il vicesindaco nella persona di Giuseppe Calabrò e Lidia Arena, già indicata da Sabato nel Cda Asm dell’allora Amministrazione D’Agostino e in questi tre anni componente del Nucleo di Valutazione del Comune.

Ciò smentisce la tesi secondo cui quando Sabato si schiera nella formazione delle coalizioni, poi non gli viene data possibilità di esprimere una sua rappresentanza politica. Ma questa è solo uno delle bugie che ha detto nell’intervista.

PDL. Il Pdl contro il quale parla Sabato rappresenta anche la frazione di Trappitello, visto che ne fa parte anche Calabrò, che è suo referente naturale in Giunta. Se Sabato si fosse iscritto per tempo, come hanno fatto gli altri, avrebbe avuto la possibilità di misurarsi con gli iscritti.

Sabato deve sapere e capire che non mi sono mai interessato al tesseramento del Pdl e non ho sovrinteso alcuna operazione in tal senso, tranne che per formalizzare la posizione degli eletti: ovvero consiglieri comunali e assessori. Non ho alcuna ambizione a ricoprire cariche di vertice come rappresentante politico nel Pdl di Taormina.

LA CAUSA DI SABATO. Il sottoscritto non ha mai intentato ne fatto intentare nessuna causa contro Sabato e non è colpa mia se lui non è più consigliere comunale. La verità è che il Prefetto, a seguito di una causa intentata da Sabato per l’esproprio di un terreno e risalente a circa 20 anni fa, ha deciso che il consigliere fosse incompatibile.

Gli era stato prospettato un prezzo che non ha ritenuto congruo. Sabato ha istaurato una causa per farsi pagare molto di più il terreno oggetto d’esproprio.

“VINCE IL COMUNE”. Non è vero che il Comune sarà costretto a pagare per tre volte l’esito di questa causa. Ma soprattutto è falso che Sabato abbia vinto la causa. Sabato mente sapendo di mentire. Mistifica la realtà.

E’ stato Sabato a mettersi in contrasto con la legge e con le regole della pubblica amministrazione. C’era una causa ostativa che lui non ha rimosso nei tempi dati dal Prefetto.

Sabato non ha rinunciato al credito per troppa avidità e ha preferito continuare la causa. Peggio per lui, che è stato artefice da solo del proprio destino e pertanto della sua esclusione dal Consiglio comunale.

“SINDACO SENZA PADRONI”. Non sono neppure vere le affermazioni che il sindaco “ha dei padroni”. Mauro Passalacqua è una persona che ha grande autorevolezza e spirito di sacrificio, e che in questi anni ha pensato solo a risanare la finanza comunale.

ASSESSORI PER LA CITTA’. Gli assessori sono tutti solidali e collegiali con le scelte del governo e si adoperano tutto il giorno per il bene della città. Non è vero che stiamo nella stanza del sindaco a perdere tempo. Noi, come il sindaco, pensiamo a risanare le voragini amministrative che ha lasciato in dote la cattiva politica taorminese del passato.

RISPETTO. Non mi sento protagonista delle scelte attuali e future di questa città. Nella vita siamo tutti utili ma non indispensabili. In ogni caso, ci vuole “profondo rispetto e riguardo per le persone”, come ha detto il presidente del Consiglio, Raneri, la scorsa settimana in Consiglio e come ha ritenuto di essere concorde in tal senso il Prefetto.

RIMBORSI. Ho sempre rispettato la legge e la mia posizione sui rimborsi è la stessa di altri amministratori che in questi anni hanno avuto analoghe situazioni, come il consigliere comunale Salvo Cilona, ex assessore alla Provincia, o come il consigliere comunale Salvatore Cutrò. E come tanti altri in tutta Italia.

La legge 22 del 16 dicembre 2008 consente il rimborso agli amministratori che risiedono per motivi prettamente fiscali in una città diversa da quella in cui amministrano.

“IO PAGO LE TASSE”. La mia indennità di carica, come assessore, dal 2002 ad oggi l’ho sempre lasciata a Taormina. Sono in regola con l’affitto di casa a Taormina e con i pagamenti dell’acqua, della spazzatura e di ogni altro tributo. Sabato può star tranquillo che anch’io pago le tasse.

La differenza tra me e Vittorio Sabato è che io rappresento il nuovo e lui il vecchio, io il futuro e lui il passato. E a differenza sua io non voglio condizionare la politica di questa città.

Voglio chiarire una volta per tutte che io non sono raccomandato, né da mio cognato né da nessuno. Smettiamola con questo luogo comune. Io sono assessore perché mi sono candidato e ho preso i voti ad ogni elezione. Sono qui per il buon governo e per amministrare in modo onesto e serio. Se Sabato, invece, è fuori non sono affari che mi riguardano. E gradirei che non interferisca nelle mie vicende.

“RESIDENTE A MESSINA PERCHE’…”. Io non accetto imposizioni e intimidazioni né da Sabato né da nessuno. Non è reato avere la residenza a Messina. E’ un fatto fiscale. E comunque sono cose che riguardano la mia sfera personale.

“FACCIA UNA LISTA”. Sabato, dunque, non avendo valide argomentazioni politiche a supporto delle sue tesi, ha fatto solo un attacco personale nei miei confronti. Ha fatto un attacco pieno di bugie e falsità. Perché non dice che nel 2010 gli era stato chiesto di entrare in Giunta ma non ha voluto. Avremmo potuto cosi vedere le sue qualità di amministratore. Allora anziché dire cose inesatte e fuori luogo, il signor Sabato, che dice persino di volersi candidare a sindaco, la prossima volta faccia una lista e raccolga le firme: così nel 2013 potrà determinare una rappresentanza politica e amministrativa di suo gradimento.

“PASSALACQUA SINDACO SE…”. Volete sapere se Passalacqua sarà ancora il candidato a sindaco che sosterrò io e il mio gruppo? Intanto abbiamo fatto un documento qualche giorno fa nel quale gli riconfermiamo la fiducia. Se rispetterà il programma e gli impegni non c’è motivo per cui debba venire meno il nostro sostegno anche in chiave futura. Certamente noi non siamo come il Partito Democratico, che il programma amministrativo non lo vuole rispettare….”.

Dunque D’Urso contrattacca e vedremo come andrà a finire questo spigoloso testa a testa con Sabato e se il loro sarà davvero un “divorzio” politico effettivo o no.

Per adesso, richiamando una frase contenuta in questa intervista, concludiamo – a buon intenditore – con un promemoria in tema all’assessore. Nemmeno chi scrive queste righe è tipo che si fa intimidire, nè si fa condizionare o impressionare da atti di alcun genere in tal direzione. Nella vita, a volte, è meglio pensare ai crocevia come i processi con le banche e magari cominciare ad immaginare di costruirsi un altro domani. Perchè quando non ci può essere remissione dei peccati diventa un esercizio inutile provare a fermare il corso delle cose.

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