Rendiconto alla Camera, il Premier è all’ultima sfida: governo appeso a un filo. Balletto dei numeri su fiducia

Silvio Berlusconi

E’ l’ora della verità a Montecitorio. Silvio Berlusconi si “gioca” la permaneanza alla guida del governo con il voto alla Camera sul Rendiconto dello Stato. Il governo è atteso alla verifica.

Stando al Corriere della Sera, se l’opposizione non cambierà idea e si asterrà compatta, Pd, Terzo Polo e Idv possono contare fino a 315 voti, contro i 311 a cui rischia di fermarsi la maggioranza. Ma non si escludono colpi di scena. Per l’esecutivo, infatti, a Montecitorio decisivi saranno gli indecisi.

Antonione, Destro, Gava, Pittelli e Buonfiglio non votano. “Abbiamo preso atto con soddisfazione che la Camera dei Deputati, anche per le decisioni preannunciate dalle opposizioni, approverà nel pomeriggio il Rendiconto generale dello Stato, come era necessario e doveroso. A tal proposito ribadiamo la necessità che il Presidente del Consiglio favorisca la nascita di un nuovo Governo con la più ampia base parlamentare, per affrontare la drammatica emergenza economica e finanziaria dell’Italia, e a tal fine non parteciperemo, per scelta politica, alle votazioni di oggi”. Lo scrivono in una nota i deputati Antonione, Destro, Gava, Pittelli e Buonfiglio.

Ma ecco il balletto dei numeri riportato dai principali quotidiani in vista del voto alla Camera.

Il “pallottoliere” del Corriere della Sera. Dopo aver recuperato Stracquadanio, Stradella e Bertolini, sulla carta i voti a favore della maggioranza dovrebbero essere 311. Con gli abbandoni di Gabriella Carlucci, Giustina Destro, Ida D’Ippolito, Alessio Bonciani, Roberto Antonione e Fabio Gava, l’opposizione dovrebbe invece poter contare su 312 voti. Tralasciando le presenze dubbie (Antonio Gaglione e Mirko Tremaglia), in bilico rimarrebbero quindi gli incerti: Antonio Milo, Giancarlo Pitelli e Antonio Buonfiglio.

Le previsioni di Repubblica. Stando a Repubblica, alla Camera i numeri di chi dovrebbe astenersi (Pd, Udc, Fli, Idv, Gruppo misto e ex Pdl) ballano tra 314 e 315, compresi i radicali. I non votanti dovrebbero essere 6 (Fini, Papa, Pitelli, Nucara, Gaglione, Tremaglia). Per il sì invece dovrebbero essere in 310-311 (Pdl, Lega, Responsabili e Gruppo misto).

Il “toto-numeri” de Il Giornale. Per Il Giornale la maggioranza potrebbe avere 312 voti a favore, meno dell’ultima fiducia, ma comunque sufficienti per non far crollare l’esecutivo. Con l’astensione dell’opposizione, alla Camera il Rendiconto molto probabilmente verrà approvato, ma il numero degli astenuti potrebbe superare quello dei voti favorevoli, con la creazione di una sorta di “maggioranza trasparente”. Nel dettaglio, le previsioni più ottimiste spingono i voti a favore del governo fino a 316, quelle al ribasso a 311.

La conta di Libero. Per Libero i numeri darebbero ragione al centrodestra. Alla Camera però Berlusconi per avere la maggioranza relativa deve fare un “miracolo”. La maggioranza assoluta (316), sarebbbe infatti soltanto un ricordo irraggiungibile e lo spazio per ribaltoni e governi tecnici c’è tutto. Nel dettaglio i voti favorevoli al governo sarebbero 314, mentre quelli contrari 305.

La “caccia al deputato” de La Stampa. Tra defezioni e voti a rischio, per la Stampa il governo sarebbe certamente sotto la soglia della maggioranza assoluta. Facendo la conta, i voti a favore del documento finanziario dovrebbero essere 312, ma le variabili sono tante e la forbice dei sì potrebbe variare tra 307 e 314. Quanto invece ai voti contrari, le previsioni de La Stampa parlano di una forchetta che va da 306 a 311 voti.

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