“D’Urso non ha diritto di esser protagonista: prende la trasferta, non paga le tasse. Questa coalizione è finita”

Vittorio Sabato

“Questa coalizione è finita, da un pezzo e non da ora. Non credo che esistano più spazi e presupposti per stare insieme”. Lo dichiara Vittorio Sabato, uno dei massimi artefici del successo alle elezioni 2008 dell’Amministrazione retta da Mauro Passalacqua.

L’imprenditore mette la “pietra tombale” sull’aggregazione di governo, che concluderà la legislatura ma, ad un anno e mezzo alle elezioni, si avvia verso il “rompete le righe”.

Sabato prende le distanze dalla coalizione e conferma l’addio al gruppo “Alleanza Taormina” – di fatto a questo punto Pdl – col quale si schierò tre anni fa e nel quale fu in lista il primo degli eletti. Il “cavaliere” auspica un nuovo e concreto progetto per il futuro di Taormina e intanto passa al contrattacco. Le sue sono frasi senza troppi giri di parole.

“DELUSIONE E INSUCCESSO”. “L’attuale Amministrazione è divisa al 100% e non ha né capo né coda. Io sono deluso e amareggiato. La gente mi rinfaccia l’insuccesso di tre anni nei quali Trappitello è stata abbandonata. I tempi per le prossime elezioni dovrebbero essere prematuri ma come ho detto già due anni fa qui assistiamo a una serie di dichiarazioni, Pdl e non Pdl, il Pdl che il sindaco se lo vende e se lo ricompra”.

Ma Sabato sferra, soprattutto, un attacco durissimo all’assessore Fabio D’Urso e contesta il gruppo Pdl, che in questi giorni ha dato comunicazione di una “massiccia” campagna tesseramenti.

PDL. Nel nuovo Pdl ci si aspettava anche il nome di Sabato che di fatto è in quest’area politica ma lui replica: “sento parlare di tessere e Pdl ma di che stiamo parlando?”.

“E’ COLPA DI D’URSO”. “Tutti sanno – dichiara Sabato – che nel 2010 sono uscito dal Consiglio comunale per una denuncia che mi hanno fatto su una causa (incompatibilità riguardante l’iter di esproprio di un terreno) che adesso ho vinto. Io volevo solo la sorte capitale mentre ora il Comune sarà costretto a pagare per tre volte. La colpa ce l’ha l’assessore D’Urso, che se mi avesse dato gli stessi soldi che mi spettavano quando ho espropriato il terreno il Comune oggi avrebbe pagato un terzo della somma che dovrà pagare adesso. Ma la verità è che forse interessava che uscissi io dal Consiglio comunale”.

“MAI PIU’ CON LORO”. “Io – continua Sabato – interesso solo alle elezioni quando porto i voti. Stavolta non sarò più con loro. Sarò a centomila chilometri di distanza”.

“LA TRASFERTA DELL’ASSESSORE”. “L’assessore D’Urso si sente protagonista mentre ha la residenza a Messina e sta a Taormina. D’Urso non paga le tasse. Certamente non ruba e la legge glielo permette, ma lui si prende la trasferta da Messina a Taormina. D’Urso non ha diritto di essere talmente protagonista nella nostra città.

“Se parla un taorminese che paga le tasse e risiede qui è un conto. Ma Fabio D’Urso dovrebbe parlare di meno. Eppure nessuno dice niente”.

“IL SINDACO E I PADRONI”. “Il sindaco è un uomo buono ma si lascia trasportare facilmente da persone che si ritengono padroni di Taormina ma che non lo sono, perché i veri padroni della città sono i cittadini che pagano le tasse”, come il sottoscritto”, continua Sabato.

LA CHIAMATA DI NANIA. Il “cavaliere” ha poi commentato le voci secondo le quali potrebbe rientrare nei ranghi nel caso di una chiamata del senatore Mimmo Nania, al quale è legato da un forte rapporto di “storica” amicizia: “rispetto gli amici ma non sono condizionabile da nessuno. La politica è un’altra cosa. Non mi faccio corrompere nè dagli amici nè dai nemici”.  

“ORA MI METTO AL CENTRO”. Poi la chiusura sulle scelte future: “Io per il momento sto al centro, non mi sento né da una parte né dall’altra. Si vedrà più avanti con chi starò. Sento parlare di sindaci, mi candido a farlo anch’io. Poi non sarò io ovviamente, ma non è possibile che ogni volta porto i voti e sono determinante quando poi amministrano altri facendolo in modo del tutto inadeguato”.

“I POLITICANTI DEL COMUNE”. “Taormina si deve svegliare. Basta con questa politica “galoppina”. Si parla nelle piazze in campagna elettorale ma poi non si fa niente. I politicanti di Taormina arrivano alle 11 al Comune, stanno tre ore nella stanza del sindaco e poi vanno a casa.

“ORA NIENTE SCONTI”. Come ho detto sono amareggiato e deluso. Però sia chiaro che non mollo e sono ancora più determinato. Stavolta non farò sconti a nessuno”.

Dunque Sabato si smarca e l’annuncio è arrivato nel modo più fragoroso, con delle dichiarazioni di fuoco nei confronti di Fabio D’Urso.

A questo punto, l’assessore – qualora lo ritenga opportuno – potrà ovviamente chiederci, come è suo diritto, di replicare e così difendersi dalle roventi accuse mossegli. Potrebbe in tal modo chiarire che è tutto in regola, attestare che lui risulta residente a Taormina e da quando, dimostrando insomma che lui le tasse le paga a Taormina e in questi anni non ha mai percepito rimborsi o somme indebite per trasferte, nè dal Comune nè da Bnl quando risultava impiegato presso lo sportello di Taormina. 

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