Patto di responsabilità tra premier e leader opposizione Samaras: elezioni in agenda dopo misure di salvataggio

Antonis Samaras e Karolos Papoulias

Il primo ministro socialista greco, George Papandreou, e il leader del principale partito dell’opposizione conservatrice, Antonis Samaras, sono riusciti a trovare un accordo per un governo di unità nazionale.

Lo ha annunciato la presidenza della Repubblica ellenica, al termine dell’incontro tra il premier, Samaras, e il capo dello Stato, Carolos Papoulias.

Dunque in terra ellenica la svolta politica attesa da giorni è finalmente arrivata. Le elezioni – in base a quest’intesa – si svolgeranno dopo l’approvazione di misure per il salvataggio del Paese dalla crisi economica. Forse già a gennaio. Domani ci sarà un nuovo incontro tra i leader dei due schieramenti, ma sembra esserci un accordo anche sul nome del nuovo premier. Potrebbe essere Lucas Papadimos, ex vicepresidente della Bce. E il voto di fiducia dovrebbe arrivare già in settimana.

Il nuovo esecutivo dovrà approvare le misure chieste dall’Ue e dal Fmi per ottenere le nuove tranche di aiuti, a partire da quella sospesa da 8 miliardi di euro. Solo dopo, verso febbraio, potrà indire elezioni anticipate. Gli sherpa dei due partiti, Il Pasok e Nia Demockratia, si vedranno subito per definire gli aspetti tecnici e i tempi per l’approvazione delle misure per il salvataggio della Grecia.

Samaras aveva chiesto con insistenza le dimissioni del premier, per partecipare a un governo di coalizione che sblocchi la situazione in grecia e dia il via alle riforme di rigore attese dall’unione europea e dal fondo monetario internazionale.

“Fintanto che papandreou non decide cosa fare, costituirà un ostacolo a qualsiasi soluzione”, aveva detto samaras. “Sono pronto a dare il mio aiuto; se il premier si dimette tutto seguirà il suo corso”.

Da parte sua, il primo ministro socialista si era già detto pronto a cedere la leadership di una eventuale nuova compagine governativa per scongiurare il rischio di un default del paese e le minacce dei suoi partner di spingerlo verso l’uscita dall’euro.

Intanto, domani, dopo una settimana al cardiopalma per la zona euro, con tutte le principali borse sulle montagne russe, i ministri delle finanze dell’eurogruppo si incontreranno nuovamente a Bruxelles. L’abbandono del progetto di un referendum – annunciato da papandreou – sul secondo piano di salvataggio della grecia deciso il 27 ottobre aveva fatto tirare un sospiro di sollievo ai partner di Atene.

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