I giallorossi vincono al “Piola” dopo due sconfitte consecutive: decidono i bomber, Luis Enrique sorride

l'esultanza di Bojan e Osvaldo

La Roma torna alla vittoria dopo la settimana terribile che aveva portato due sconfitte consecutive contro Genoa e Milan. I giallorossi vincono 2-0 in casa del Novara, grazie ai gol di Bojan e Osvaldo. Partita dai due volti. Primo tempo senza emozioni, ripresa decisamente migliore dal punto di vista delle emozioni e dello spettacolo.

Luis Enrique stupisce ancora una volta tutti e schiera l’ennesima formazione diversa: l’undicesima in undici gare di campionato. In difesa a sorpresa Cassetti al centro con Burdisso, Rosi a destra e Taddei a sinistra. Anche il centrocampo è inedito. Gago si schiera al centro con De Rossi ad agire da intermedio, come in Nazionale, e Greco dall’altra parte. Le sorprese non finiscono qui. In attacco c’è la coppia Osvaldo-Lamela, davanti a Pjanic. Borriello, provato spesso in settimana tra i titolari, finisce di nuovo in panchina. Il campo sintetico del ‘Piola’ regge benissimo la pioggia che per tutto il giorno è caduta sopra lo stadio.

Nel primo tempo non ci sono grandi emozioni. La Roma mostra gli stessi problemi evidenziati nelle gare precedenti. Un buon possesso palla, che però non produce tiri in porta. E in difesa si rischia troppo. Cassetti soffre moltissimo la velocità di Morimoto e dopo pochi minuti si prende un giallo per un fallo di ostruzione. Dopo pochi minuti rischia il secondo cartellino per un intervento molto simile al primo, ma Rocchi si limita a un richiamo. In panchina però non scatta il campanello d’allarme, Heinze non si scalda. In attacco, a parte un lampo di Lamela, che va via di forza e conclude dal limite al 6′, poco o nulla da segnalare. Osvaldo sembra fuori dal gioco, e Luis Enrique lo riprende più di una volta dalla panchina. Lamela si vede all’inizio, poi piano piano sparisce. A far venire un brivido ai tifosi sugli spalti del ‘Piola’ è solo un tiro da fuori di Taddei nel finale, che finisce sopra l’incrocio dei pali.

La ripresa inizia senza sostituzioni. La Roma però entra in campo con più determinazione e chiude il Novara nella sua metà campo. Tesser cerca di spronare i suoi per farli uscire. I giallorossi sono padroni del campo, ma continuano a fare un passaggio di troppo in attacco e concludono troppo poco verso la porta difesa da Fontana. Al 16′ Luis Enrique decide di aumentare il potenziale offensivo, e schiera Bojan al posto di Greco, con Pjanic che scala a centrocampo e Lamela che va a fare il trequartista.

Al 23′ la Roma rischia la beffa con l’ormai classico contropiede. Meggiorini parte solo contro Cassetti addirittura dalla sua metà campo, lo salta, entra in area e conclude in diagonale: Stekelenburg compie un vero e proprio miracolo e salva il risultato. Gol mangiato, gol subito. La squadra di Luis Enrique passa in vantaggio al 27′ con Bojan che batte Fontana con un destro al volo, sfruttando un assist al bacio di Pjanic. L’attaccante spagnolo è il più pericoloso dal suo ingresso in campo, dimostrando di poter essere un’ottima arma in più entrando a partita in corso.

Il Novara però va subito vicinissimo al pareggio: Porcari colpisce un palo esterno con una botta da fuori. Come in occasione del primo gol, subito dopo il pericolo sventato la Roma raggiunge il raddoppio, con Osvaldo che al 31′ batte Fontana di testa su calcio d’angolo. L’attaccante torna al gol dopo quello segnato al derby, quando aveva mostrato la maglia “Vi ho purgato anch’io” che aveva fatto tanto discutere. Questa volta esultanza sobria per l’argentino, che ha realizzato la sua quinta rete in campionato e ha festeggiato con la classica mitraglia alla Batistuta. Dopo due minuti Osvaldo sottoporta si divora il gol del 3-0, che avrebbe chiuso la partita.

La Roma, nonostante il doppio vantaggio, continua ad attaccare con gli esterni altissimi e si espone al contropiede del Novara, pericoloso in un paio di occasioni. I giallorossi conquistano tre punti preziosi che le permettono di salire a quota quattordici, al sesto posto in classifica con Napoli e Catania. Era fondamentale non perdere per permettere a Luis Enrique di lavorare con più serenità durante la sosta. Tra due settimane si riparte con il Lecce all’Olimpico.

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