Maltempo, la natura si riprende quello che l’uomo ha tolto. Il boomerang delle speculazioni legalizzate

i volti della tragedia

E si piangono altre vittime. Poveri cristiani dispersi; ingoiati dalla furia dell’acqua; “Peggio del fuoco” afferma una persona a me molto cara. Già, peggio del fuoco.

E adesso è ancora scontro. Guerra tra “sudisti” e “nordisti”. Tra chi afferma che le lacrime piante per il nord non sono, in centimetri cubi, quanto pianto per il sud. Ancora guerra; guerra di “supremazia”, mentre non si odono voci che ci ricordino le tragedie dell’antichità. Le volte in cui, nella storia, altri persero la vita.

Eppure non impariamo. Non impariamo la storia; non impariamo dalla storia. Si continua a costruire su antichi letti dei fiumi, su fragili faglie , su terreni instabili; a valle di monti e colline, che sappiamo già, in movimento da secoli.

Intanto si piangono i morti. Morti di destra e di sinistra. Quelli che faranno perdere le elezioni a coloro che non hanno fatto ciò che avrebbero dovuto e vincere coloro i quali li utilizzeranno biecamente come la più sopraffina arma politica. Ma non cambierà nulla.

Si continuerà a costruire sulle pendici dei vulcani; ai piedi delle dighe. Si persevererà nella cementificazione dei fiumi, nel depauperamento dei patrimoni boschivi, nella canalizzazione e deviazione di questi.

Fiumi. Fiumi come discariche. Fiumi pieni di rifiuti, di detriti. Fiumi in piena come i fiumi di parole versati inutilmente dopo ogni disastro. Disastro annunciato. Perchè tutti lo sapevano.

Al fine di edificare dove non si dovrebbe, si continuerà a scucire mazzette per comprare geologi, assessori, intere amministrazioni regionali, provinciali, comunali; ispettori ministeriali, agenzie edilizie, associazioni per la protezione dell’ambiente e il silenzio di quanti potrebbero parlare.
E intanto, coloro che abiteranno quelle case, lo sanno bene. Sanno dove porteranno le loro famiglie.

E si continuerà ad affermare che, mentre quelle abitazioni erano abusive, queste erano in regola. Ma cosa cambia, mi chiedo oggi?

Qual è la differenza? Il grado di delinquenza degli “abusivi” è pari a quella dei “regolari”. Delinquenti legalizzati. Morti abusivi e morti regolari; entrambe le categorie di morti “illegali!”

Inevitabilmente si continuerà a piangere i morti. Intanto lo Stato, per la messa in sicurezza, continuerà ad assegnare abitazioni che, puntualmente, i futuri terremotati, alluvionati, “slavinati” e “allavati”, daranno in affitto a terzi.

Le Amministrazioni continueranno a sperperare il denaro pubblico scucito per la preservazione del territorio, per il controllo dei fiumi, delle dighe, delle abitazioni, dei centri storici, mentre le mafie impinzeranno con “l’ondata” inarrestabile di denaro che arriverà dalle casse dello Stato.

Le mafie del sud… e quelle del nord. Già! Questo è quello che accade nel nostro paese.

Intanto, le amministrazioni continueranno a fingere di non vedere. Frattanto, anch’essi avranno da guadagnare; le elezioni… ricordate?

Qualcuno, in antichità, disse che se un giorno salterà il tappo del Vesuvio sarà una strage mille volte quella dell’allora Pompei. Non sbagliarono, dicono oggi gli esperti di tutto il mondo. E si piangeranno i morti.

Ancora, nordisti e sudisti, ancora elezioni, ancora corruzione; distruzione e costruzione. Ma questo nostro Paese non potrà mai sollevare le proprie sorti.

Abbiamo tutto; non manca nulla, tuttavia manca la cosa più importante e dalla quale non si può esimere; il “principio morale”; la responsabilità civile di chi edifica e di chi abita.

© Riproduzione Riservata

Commenti