Il ministro: ” vi annoierò con la filosofia. Non voglio parlare di politica e neanche di economia. Sennò……”

Giulio Tremonti

E’ ormai gelo totale tra Giulio Tremonti e Silvio Berlusconi. Dalla breve tappa odierna a Taormina del ministro è arrivata l’ennesima conferma del clima di “alta tensione” che si vive in queste ore nel governo.

Tremonti ha preso parte in un noto hotel al convegno nazionale dell’Associazione giovani classi dirigenti delle Pubbliche Amministrazioni. Titolo e tema del dibattito era: “Spendere meno per fare di più, l’impegno della nuova classe dirigente”.

Già al suo arrivo in albergo il ministro ha detto con un sorriso sibillino: “è sempre una cosa buona quando ci si può confrontare con i giovani. Loro ti ascoltano e recepiscono discorsi e suggerimenti per il futuro”.

Immancabile, ovviamente, l’assalto dei giornalisti e Tremonti non ha perso tempo a precisare: “Non voglio parlare di politica e non voglio parlare di temi finanziari. Sennò…”.

“Voglio annoiarvi e parlare solo di filosofia e della granita siciliana. Taormina mi rilassa”. Poi non ha nascosto la sua irritazione per il caso della frase riportata dal Financial Times e da lui prontamente smentita (“Silvio, se resti lunedì ci sarà un disastro sui mercati. A torto o a ragione, il problema per i mercati e per l’Europa sei tu”): “non voglio che venga fuori qualche mia frase ad effetto e che si crei un caso. Di quelli ce ne sono già abbastanza. Non è proprio il momento. La situazione la conosciamo tutti”.

Scottato dal caso esploso al termine della conferenza stampa finale del G20 a Cannes, Tremonti a Taormina si è trincerato in un: “No comment, adesso assolutamente no comment”. E’ la sua risposta a chi gli chiede se l’Italia sia stata commissariata dalla Commissione Europea e se il governo sia avviato verso la sfiducia alla Camera e le elezioni. Nel suo intervento al convegno, oltre a una lunga serie di richiami alla storia e alla filosofia, il ministro delle Finanze, in verità, di economia qualcosa l’ha detta.

“La Finanza prevale sulla politica in una inversione di ruolo. C’e’ stata una rotazione tra lo Stato e il mercato e dentro il mercato finanziario lo Stato è andato sotto, la ricchezza sopra. Prevale, dunque, il mercato finanziario sulla politica. I politici di una volta avevano il potere di determinare il futuro dei loro popoli con la globalizzazione la curva delle categorie politiche è scesa progressivamente”.

I giovani non nascondono la loro preoccupazione: “gli anni passano e tra un po’ dovremo cambiare nome alla nostra associazione E ciò, nonostante le riforme pensionistiche ci invitino ad allungare le aspettative di vita. I fatti ci impongono una visione attenta e concreta della realtà, che si è fatta difficile”.

Tremonti ha risposto: “Io ho visto il vostro documento e le vostre sono istanze tecniche. Io con voi vorrei invece fare un documento diverso, ideale e se volete di tipo filosofico. Credo che il documento filosofico, giuridico ma soprattutto politico, prodotto in questi tempi sia il discorso fatto da Papa Ratzinger al Bundestag sul ruolo dell’etica. E’ un discorso che dovremmo leggere e rileggere, nell’incipit e alla fine”.

Dalla Bibbia alla politica il passo è lungo o forse no: magari è più breve delle apparenze, visto che al Parlamento tedesco, ricordiamo, il pontefice esordì affermando: “la politica deve essere un impegno per la giustizia”. Abbottonato e criptico ma al contempo voglioso, forse, di lanciare qualche pungente segnale “in codice” Giulio Tremonti, nelle ore di fibrillazione in cui il Governo mai come stavolta è in bilico e nel momento in cui soprattutto i rapporti tra il ministro e Berlusconi, da tempo già tesi, sembrano ormai prossimi allo strappo finale. Davanti alla platea di Taormina una serie di richiami al concetto di Stato-Nazione, il positivismo e la struttura piramidale del diritto: “sono tutte cose alla base della cultura, dell’esperienza e della vita”.

E alla fine: “i fenomeni che sono in atto raccolgono in sé e proiettano su una scala molto più vasta una serie di dinamiche e fatti. Cioè tutto quanto è stato visto sinora, in un modo più intenso nella rappresentazione. Dobbiamo riflettere sulla globalizzazione, che sinora è stata una cascata di fenomeni banali , evidenti nei consumi, nei costumi e nella diffusione delle culture. In realtà ha modificato le strutture dello stato nazione e quindi le categorie politiche e giuridiche nelle quali per decenni siamo vissuti. Mette in gioco i poteri dello Stato, le strutture della democrazia e le funzioni politiche e amministrative. E’ altrettanto chiaro che accadimenti in questa direzione non avvengono di colpo nè in modo istantaneo”.

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