Liguria sommersa dall’acqua ma la “casta” ignora il dramma di una terra travolta dalla furia del maltempo

Genova sott'acqua

Nel guardare le immagini di ciò che sta accadendo a Genova si resta senza parole. Alluvione dopo alluvione il territorio viene devastato, muoiono bambini e la classe politica parla del nulla.

Non è retorica, ma ciò che sta accadendo in Liguria è l’immagina drammatica  della nostro povero paese, che è ben lontana da quell’Italia “del fare” che uno slogan politico aveva promesso alcuni anni fa. Appare purtroppo per quella che è: il paese delle chiacchiere, della commedia, della farsa, del nulla, della pseudocultura, dello show del grande fratello,del cibo e del ben vestire, insomma tutto meno che quello che vorremmo che fosse.

Genova sommersa dalle acque è l’emblema del nostro paese, che sta miseramente affondando.

E a pagarne le spese purtroppo saranno quelle nuove generazioni che sono cresciute non andando a lavorare nei campi come aveva fatto i loro bisnonni, ma guardando la televisione ed il grande fratello, e che dovranno -se il vento non cambia!- scoprire dalla mattina alla sera che esiste un’altra vita molto diversa da quella che i media tutti i giorni mostrano.  Che il progresso non è infinito, e che quando non si difende ciò che altri prima di noi hanno costruito, si ritorna indietro, rapidamente ed irreversibilmente.

Quel castello di favole e di miti televisivi, di divertimento e di vita facile, che per anni è stato raccontato e che è servito ad addomesticare generazioni intere potrebbe “fatalmente” crollare.

E se questo avvenisse, spalancherebbe  il tragico vuoto e il nulla di una società che non è stata capace di costruire basi solide e che  in poche generazioni ha eroso le basi di una ricchezza che con  fatica e lavorio continuo avevano costruito le generazioni precedenti.

Se dinanzi ad una classe politica incapace di governare e di portarci fuori dalla crisi istituzionale e che non si accorge (intenta com’è  a salvaguardare la poltrona!) di ciò che accade a Genova ed in altre parti del paese e che finge di non vedere che stiamo affondando e che millanta di trovare dal cilindro magico mirabolanti soluzioni, ecco se dinanzi a tutto questo il paese non reagisce e si chiude in un vacuo e vuoto “buonismo” sta a significare che anche noi siamo malati fin nelle midolla e che non abbiamo la forza e la dignità morale per  ricominciare e che in fondo meritiamo tutto questo.

Se continuiamo a tacere e a fingere ogni giorno che nulla accada ed ad accontentarci della nostra quotidianità anche noi siamo responsabili. E  meritiamo di essere dimenticati e condannati dalle generazioni future, perché consentiamo tacendo che  gli innocenti paghino il prezzo di tutto questo.

E di tutto questo saranno i nostri figli, che pagano il prezzo più caro. Sono quei bambini innocenti che oggi sono morti che hanno pagato il prezzo di scelte sbagliate di amministratori locali e nazionali, che pur di fare affari  hanno emanato condoni che hanno devastato e distrutto il territorio o peggio ancora  hanno tagliato risorse necessarie per la sicurezza ambientale, e che periodicamente hanno esposto la Liguria come altre regioni italiane alla furia della natura.

E la colpa di tutto questo  non è la natura matrigna di leopardiana memoria, ma siamo noi. Siamo noi che non impariamo dal passato. È la politica fatta di slogan, che parla a chiacchiere di sicurezza ambientale e poi consente di costruire vicino alla rive dei fiumi, o alle pendici del Vesuvio e che taglia i fondi che servono per la tutela del territorio.

È la nostra cultura fatta di silenzio, di abitudine a chinare la testa, di sopportazione, di una finta ed illusoria speranza che arrivi il cambiamento la vera responsabile.  Ma ora che siamo dinanzi al baratro, non è forse il momento di cambiare rotta?

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