Prima puntata di “Servizio Pubblico”: in tv ascolti al 12%, sul web 800 mila contatti. Ospite il “faccendiere”

Michele Santoro

Non poteva che esordire cosi il “castigatore” (o “vendicatore”?)del piccolo schermo. “Michele Santoro e altri 100 mila presentano Servizio Pubblico».

E’ scattato sulle note della canzone I soliti di Vasco Rossi, la «piccola rivoluzione» di Michele Santoro. Web, Sky, emittenti locali, radio si sono accese all’unisono per trasmettere il segnale della nuova avventura televisiva «senza editori e senza padroni». «Caro Enzo Biagi, caro Montanelli – ha esordito il conduttore -. Non se ne può più di resistere, resistere, resistere. Bisogna fare la rivoluzione. Questa è la nostra piccola rivoluzione».

Ascolti al 12-14%. Secondo i primi dati giunti nella redazione di Servizio pubblico, lo share di ascolto sul network di tv locali, sul digitale terrestre e su Sky si aggirerebbe intorno al 12-14% di share. Per quanto riguarda i risultati su internet, le prime stime parlano di 400.000 utenti sui siti di Corriere della Sera e di Repubblica e altri 400.000 sui siti del Fatto Quotidiano e dell’associazione Servizio Pubblico.

Se è difficile stimare l’audience di Servizio pubblico, visto che è andato in onda su una piattaforma fatt di pay tv, canali locali e web, quel che è certo è che Piazzapulita su La7, condotto da un ex della squadra di Santoro, Corrado Formigli, ha quasi dimezzato gli ascolti scendendo al 4,74% di share (1.079.890 di spettatori) dall’8,32% della settimana scorsa.

Il 12% del totale degli ascolti di prima serata: questa la media raggiunta ieri da Servizio pubblico, secondo quanto sostenuto (senza specificre come hanno fatto i conti) da Giuseppe Giulietti di art 21 e Vincenzo Vita del Pd. «Senza calcolare le centinaia di migliaia di persone – aggiungono – che l’hanno seguita in rete. Si tratta di un risultato senza precedenti, pari al doppio degli ascolti, per fare un solo esempio, raggiunti dal telefilm trasmesso alla stessa ora, su Rai due, in quello spazio che un tempo era occupato proprio da Annozero».

«Tre milioni di sonori schiaffi a chi ha determinato l’uscita di Michele Santoro dalla Rai». È quanto afferma il consigliere di amministrazione Rai Nino Rizzo Nervo. «Fare il 12% di share su un circuito alternativo alle grandi reti generaliste è un risultato eccezionale – aggiunge Rizzo Nervo – ma soprattutto un grave atto d’accusa nei confronti del direttore generale della Rai che senza un voto del cda si è arrogato il potere di rinunciare ad una risorsa strategica della Rai. Rifletta anche chi nel consiglio di amministrazione, per inerzia o per calcolo politico – conclude il consigliere – ha consentito che si potesse cancellare una trasmissione come Annozero che garantiva grandi ascolti e importanti ricavi pubblicitari».

Il primo pensiero di Santoro in apertura di programma è stato per i 100mila cittadini che hanno donato un milione di euro per l’iniziativa. Finita l’anteprima, proprio come per Annozero, la sigla di Nicola Piovani dà il via alla puntata. “Licenziare la casta” è il titolo della prima delle 26 serate in programma. In quasi tre ore e mezza di una interminabile diretta, il dibattito spazia dalla crisi, alle notti di Arcore, alle nomina di Lorenzo Diana al vertice del mercato ortofrutticolo di Napoli.

Scenografia industriale, due grandi gru, simbolo della protesta di studenti e operai. Tre torri di acciaio sulle quali si vedono i precari, gli indignati, un consigliere comunale, ma anche Vauro, da frate inquisitore scalzo e in saio, lancia le sue vignette. Sul palco, su semplici sedie in legno, salgono due soli ospiti, Luigi De Magistris e Andrea Della Valle, interrogati da Franco Bechis, Luisella Costamagna e Paolo Mieli.

C’è in collegamento Valter Lavitola dal suo ritiro lontano dall’Italia. Parla del giro dei soldi con il premier e i coniugi Tarantini, aiutandosi con uno schema disegnato su una lavagna e conferma di voler restare latitante.

C’è un’intervista a Chiara Danese, testimone chiave nel processo di Milano sulle notti di Arcore, dove il premier è accusato di concussione e prostituzione minorile, che racconta della serata a Villa San Martino, «invitata da Emilio Fede», con il premier che «ci fece visitare la casa toccandoci il sedere», prima di andare «nella sala del bunga-bunga» con «ragazze seminude» e «lo spogliarello hot» di Nicole Minetti.

«Stiamo costruendo il format in diretta. Lo faremo di puntata in puntata, ma stasera è una bella prova», dice in conclusione Santoro. È il cantiere di una nuova tv, che vuole aggirare i grandi network, con la multipiattaforma già sperimentata per Raiperunanotte e Tuttinpiedi. Su Rai2, nello spazio lasciato libero da Annozero, va in onda Indiana Jones, mentre su La7 c’è l’ex delfino Corrado Formigli che a Piazza Pulita ospita in collegamento Giuliano Ferrara, da poco candidatosi ad occupare il «trono di Santoro».

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