Lo svizzero non pensa all’addio: “il 2011 ormai è quasi andato ma voglio vincere un altro titolo dello Slam”

Roger Federer

L’anno che se ne sta andando lo ha visto soccombere ancora una volta contro il più giovane rivale Nadal, ma al di là dei numeri odierni dell’Atp e oltre l’anagrafe che scrive i capitoli della vita, Roger Federer resta un eterno numero uno del tennis e forse il più grande di sempre.

Lo svizzero allontana il ritiro e parla a tutto campo in una lunga intervista al quotidiano francese l’Equipe, riportata integralmente sul sito tennisworlditalia da Chiara Gambuzza.

Cominciano subito dal dato che meglio fotografa l’annata non certo positiva di Federer. Per la prima volta dal 2003, Roger non ha vinto uno Slam ma la stagione non è conclusa e lo svizzero vuole disputare al meglio gli ultimi tornei in programma e a Londra si disputeranno le Atp Finals: “La stagione non è ancora conclusa – spiega – Ci sono ancora obbiettivi importanti per me, a cominciare dal torneo nella mia città a Basilea. Sto lavorando duramente e sto bene fisicamente, questi fattori pagheranno. Non avevo queste sensazioni da molto tempo ed è bello provarle nuovamente”.

Federer pensa ancora di essere competitivo per vincere uno Slam: “Non ho altra scelta che vincere. Quando tu hai raggiunto certi livelli, come ho fatto io, non puoi accontentarti di trascorrere una stagione sul tour perdendo al secondo turno ogni settimana. Voglio Un altro titolo dello Slam. O la medaglia olimpica a Wimbledon. La medaglia olimpica nel singolare è qualcosa che ancora non ho ma i Giochi Olimpici hanno rappresentato per me sempre qualcosa di straordinario

A 30 anni è tempo di bilanci. Le voci su un possibile ritiro di Federer diventano sempre più frequenti. Lui le allontana per il momento e non pare esserne spaventato: “Ho iniziato a pensare al momento che avrei dovuto smettere di giocare circa 4 anni. Sono orgoglioso di tutto quello che ho fatto ma la fine di tutto questo non mi spaventa. In più ho una famiglia, una fondazione benefica e avrò più tempo da dedicare ad essa anche se già dedico molto tempo”.

Negli anni il dominio di Federer è stato frenato dall’ascesa di Nadal. Ora è Djokovic a farla da padrone. Roger rivendica i suoi successi: “Le persone spesso dimenticano. Quando per esempio, un ragazzo come Djokovic fa delle cose straordinarie, i media danno uno sguardo ai libri della storia del tennis e pensano:” Guarda Federer ha già fatto questo nel 2005 o non ricordo quando”. Quelli che dimenticano fortunatamente sono pochi.”

Una svolta decisiva nella carriera di Federer si è avuta al Roland Garros del 2003. La netta sconfitta subita dal peruviano Horna al primo turno si è tramutata in quel cambio di mentalità che ha permesso poi a Roger di vincere il suo primo Wimbledon e tutto ciò che ne è seguito: “Contro Horna. Provavo quasi vergogna di me quindi mi sono detto: “Perchè giochi il Roland Garros se non sei capace di vincere 7 partite di seguito?”

“Penso che mentalmente ero davvero un topo. Ho imparato molto da quell’esperienza perchè i media svizzeri avevano iniziato a criticarmi e quindi mi sono detto:” Bene non leggerò nessuno quotidiano”. Per un mese mi sono concentrato solo sugli allenamenti e alla fine hanno pagato”.

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