Dopo l’ennesima incursione del “disturbatore” tv, il giornalista del Tg5 perde la pazienza. Ora la querela

Gabriele Paolini e Fabrizio Summonte

Stavolta il disturbatore della tv le ha prese davvero. Dopo l”ennesima incursione di Gabriele Paolini, il giornalista del Tg5 Fabrizio Summonte ha perso le staffe e gli ha dato una testata.

In sua difesa si schiera Mediaset, che in un comunicato fa sapere di andare avanti: “In seguito all’aggressione ai danni del giornalista del TG5 Fabrizio Summonte avvenuta oggi durante un collegamento in diretta con l’edizione delle ore 13 – si legge nella nota – Mediaset ha dato mandato ai propri legali di procedere ad azione penale nei confronti di Gabriele Paolini. La querela riguarderà i reati di violenza privata, molestie e interruzione di pubblico servizio”.

Quella al Tg5 è solo l’ultima delle circa 30mila incursioni di Paolini. Con Summonte, il collegamento davanti a Palazzo Chigi era stato interrotto dopo che il disturbatore era spuntato alle spalle, ma quando la linea è tornata all’inviato, la reazione è stata incontenibile e il giornalista vedendo che Paolini non si allontanava e anzi continuava con le sue invettive, si è scagliato contro e gli ha dato una testata. Come insomma avvenne con la celebre testata del francese Zinedine Zidane contro Marco Materazzi nella finale mondiale contro l’Italia a “Germania 2006”.

Tornando indietro nel tempo, memorabile è stata quella volta in cui il compianto Frajese, inviato del Tg1, si girò di scatto e gli rifilò una serie di calci. Senza dimenticare le continue “liti” in diretta con il direttore del Tg4 Emilio Fede che una volte chiese alla sua inviata di passare l’auricolare al disturbatore per insultarlo in malo modo. In uno degli ultimi blitz, invece, Paolini si è aggrappato alla giornalista della Rai Sonia Sarno e l’ha trascinata per terra. Beccandosi l’ennesima denuncia, che però non sembra spaventarlo.

Nel 2008, infatti, la Questura di Roma aveva emesso nei suoi confronti un foglio di via con il divieto di tornare a Fiumicino per i prossimi tre anni. Ma “l’inquinatore” televisivo che si è imposto all’inizio degli anni Novanta sposando la causa della diffusione dell’uso del condom e polemizzando duramente contro le posizioni della Chiesa Cattolica, di ritirarsi non ha nessuna intenzione.

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