Banca Centrale Europea alleggerisce i tassi interesse di 0,25 punti. Prima seduta sotto la presidenza Draghi

Mario Draghi

Chiusura in volata per la Borsa di Milano e per i listini europei dopo la decisione a sorpresa della Bce, con l’esordio di Mario Draghi da presidente, di tagliare i tassi di interesse dell’area euro dello 0,25%. A Piazza Affari il principale indice milanese, il Ftse Mib ha chiuso in rialzo del 3,23%. Parigi ha guadagnato invece il 2,73% mentre il Dax 30 di Francoforte ha chiuso in rialzo del 2,81%.

A tagliare il costo del denaro è stato il Consiglio direttivo della Banca centrale europea, che si è riunito a Francoforte per la prima volta sotto la presidenza di Mario Draghi. Il presidente della Bce ha sottolineato come tutti i Paesi dell’area euro “devono mostrare una determinazione inflessibile a onorare i pagamenti sui titoli di Stato” affinché “la situazione della Grecia” resti “eccezionale e unica”. Draghi ha poi spiegato a poco “serve pensare che i rendimenti dei titoli di Stato potrebbero scendere per interventi esterni”. Semmai, sta alle politiche nazionali assumere misure, su risanamento dei conti e riforme, in grado di allentare le tensioni sui rispettivi titoli di Stato.

Poco dopo la decisione a sorpresa della Bce, Piazza Affari ha reagito positivamente ampliando il proprio rialzo. In seguito alla notizia, l’indice Ftse Mib ha registrato una fiammata che ha lo portato a superare il 4% di progresso e ora segna un rialzo del 4,25%. Il Ftse All Share guadagna il 3,94%.

Dunque il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale calano di un quarto di punto rispettivamente all’1,25%, al 2% e allo 0,50%. La decisione può portare ad una svolta e non a caso ha prodotto subito l’immediato rialzo delle principali Borse europee.

Nella tradizionale conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo Draghi ha lanciato, intanto, un chiaro avvertimento a tutti quei Paesi, come l’Italia, che sono in difficoltà finanziaria.

Il programma della Bce di acquisti di Titoli di Stato dell’area euro resta «temporaneo e limitato», ha detto Draghi, come lo è stato fin dall’inizio. Si tratta di operazioni condotte per garantire «la corretta trasmissione della nostra politica monetaria», ha ribadito il presidente della Bce. «È chiaro che la responsabilità primaria del mantenere la stabilità finanziaria è ad appannaggio delle politiche economiche nazionali. Quindi è inutile, sterile, pensare che i tassi dei titoli sovrani potrebbero scendere grazie a interventi provenienti dall’esterno».

I paesi finiti sotto il sistema di aiuti di Ue e Fmi e «quelli particolarmente vulnerabili siano pronti a misure aggiuntive sui conti pubblici che si dovessero rendere necessarie» ha sottolineato ancora Draghi.

Il presidente della Bce è poi stato ancora più esplicito nei confronti del nostro Paese: per riportare la fiducia degli investitori nei titoli di Stato i Paesi come l’Italia devono «mettere in ordine le finanze pubbliche» e «fare le riforme strutturali» ha chiarito il numero uno dell’Eurotower. «Nessuno ci costringe» all’acquisto di bond italiani. «Siamo indipendenti, facciamo le nostre scelte» ha tagliato corto Draghi.

La possibilità che uno Stato esca dall’area euro? «Non compare nel trattato». Così Draghi ha successivamente risposto a chi gli chiedeva se fosse possibile che la Grecia uscisse dalla moneta unica.

«L’economia cinese è fra le poche fonti di crescita globale. Mi aspetto contributi molto importanti al G20» ha proseguito Draghi.

Draghi ha assicurato poi che la decisione sul taglio dei tassi di interesse è stata presa in maniera «unanime», dopo diversi segnali di indebolimento dell’economia. Il neo-presidente ha anche messo in guardia dal pericolo che le prospettive di crescita dell’area euro possano risentano di una «incertezza particolarmente alta» e del fatto che i «rischi al ribasso che si stanno intensificando». Per questo, ha voluto sottolineare Draghi, si è optato per il taglio dei tassi, «sebbene l’inflazione sia rimasta elevata» e dovrebbe restare sopra il 2 per cento, per la media dell’area euro ancora per alcuni mesi. Tuttavia, ha avvertito l’ex governatore di Bankitalia, «i tassi di inflazione sono attesi in ulteriore calo nel 2012, sotto il 2%. «Con la decisione di oggi, l’inflazione dovrebbe restare in linea con i nostri livelli-obiettivo».

Da Draghi è arrivato anche un appello a tutt5i i governi dell’area euro: “Devono mostrare inflessibile determinazione a onorare pienamente la propria firma sovrana”.

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