Individuato un parente del mostro: corrispondenze con le tracce trovate, ma gli inquirenti restano cauti

Yara Gambirasio

A quasi un anno dalla scomparsa di Yara Gambirasio il giallo sull’orribile fine della tredicenne di Brembate di Sopra sta per avere una soluzione.

Arrivano conferme che c’è un profilo di dna – o forse più di uno – che presenta punti di contatti definiti “interessanti” con le tracce genetiche trovate sugli slip della ragazzina, che secondo gli investigatori sono quelle dell’assassino. Ciò significa che la Procura di Bergamo pare sia in possesso del Dna che apparterrebbe ad un parente del killer, anche se gli inquirenti sono cauti e non vogliono sbilanciarsi.

Un lungo lavoro di comparazione del Dna isolato dagli slip e dai pantaloni di Yara Gambirasio (due tracce per la stessa persona, un uomo), con tutti i profili genetici prelevati da marzo ai cittadini di Brembate Sopra e non solo.

Da questi sembra, infatti, che siano stati isolati dna che presentano profili definiti “molto interessanti” con le tracce genetiche trovate sugli slip di Yara. Secondo gli investigatori il dna è quello dell’assassino. Il riserbo è massimo e gli inquirenti precisano che ci vorrà ancora del tempo, ma le indagini parrebbero avere finalmente preso la strada giusta.

La notizia secondo la quale la Questura di Bergamo ha un sospettato, pare sia stata confermata, con la quale viene escluso che il killer sia un operaio del cantiere di Mapello, come gli esiti dell’autopsia avevano lasciato supporre.

La Procura di Bergamo potrebbe davvero essere in possesso del dna di un parente del killer. E sembra una questione di giorni quell’attesissima svolta per capire finalmente chi è il mostro.

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