“Subito un esecutivo di salute pubblica, se il Premier anteporrà ancora le sue ambizioni al bene del Paese”

Luca Cordero di Montezemolo

Mentre gli spread tra i rendimenti dei Btp italiani e quelli dei Bund tedeschi schizzano di nuovo, l’opposizione torna ad incalzare il governo, sia pure ancora in ordine sparso, divisa tra chi chiede un governo di transizione e chi punta ad elezioni anticipate al più presto.

Nelle scorse ore è stato Luca Cordero di Montezemolo a lanciare un vero e proprio manifesto politico, scegliendo peraltro un quotidiano particolare: la Repubblica. Il presidente Ferrari elenca cinque punti irrinunciabili e uno strumento: il Governo di transizione.

“L’urgenza della situazione – ha sottolineato Montezemolo – richiede soluzioni immediate. Non abbiamo tempo di attendere la normale evoluzione del quadro politico. Il presidente del Consiglio deve rendersi conto che l’unica strada per salvare il Paese passa oggi attraverso un governo di salute pubblica. Se Berlusconi continuerà ad anteporre le proprie ambizioni al bene dell’Italia”. Soluzione che piace anche a Gianfranco Fini, scettico però sulla possibilità di realizzarla: il leader di Fli è tornato a chiedere “un nuovo esecutivo, con una maggioranza che inevitabilmente deve essere composta da chi ha vinto le elezioni con un altro presidente del Consiglio, allargata a tutti coloro che condividono quelle due o tre riforme indifferibili da qui alla fine della legislatura”.

Fini però ha aggiunto: “Questa ipotesi, che sarebbe la più ragionevole e la più utile per l’interesse nazionale, ha scarsissime probabilità di avverarsi per l’ostinazione di Berlusconi a rimanere a palazzo Chigi. Quindi, delle due l’una: o il governo continua a galleggiare fino al 2013, o si vota a primavera”.

Poi c’è il leader Idv Di Pietro, che da qualche giorno si dice pronto a un “governo di emergenza”, che comprenda anche il Terzo polo: “Io dico: noi del Patto di Vasto e oltre. Va coinvolto anche il Terzo Polo. D’altra parte vedo che Casini è disponibile anche lui. Ma non è facile accorrere al capezzale di un morituro. E badate che se noi dell’ opposizione ragionassimo cinicamente, sarebbe meglio aspettare. Vinceremmo facilmente le elezioni per il plebiscito negativo che seppellirà questo governo. Siamo pronti a rispondere costruttivamente al monito delle istituzioni europee. Ma la pre-condizione è il cambio di governo”.

Dal fronte Pd si rimane più sul vago. Il segretario democratico Pier Luigi Bersani ha parlato di un’Italia ormai “in pericolo” e ha chiesto una “novità politica”: “C’è bisogno di un colpo di reni, di discontinuità, di una chiara novità sul piano politico e di avviare decisioni di riforma vere e immediate”. In realtà, anche ai vertici del Pd l’ipotesi di un governo di transizione è considerata perlomento improbabile.

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