Troppi infortuni e anomale circostanze: su Milanello l’ombra di infortuni legati allo staff medico rossonero 

Rino Gattuso

Gli infortuni a singhiozzo di Pato e Boateng, gli acciacchi di Ibrahimovic, Robinho, Taiwo, Seedorf, Inzaghi e Zambrotta, il lento recupero di Mexes, la lungodegenza di Flamini.

Ce n’era già abbastanza per parlare di maledizione Milan: una lunga catena di indisponibilità che quasi mai ha permesso a mister Allegri di schierare la formazione-tipo, quella dello scudetto. Né tantomeno quelle rinnovata dal mercato estivo. Tanti problemi muscolari, qualche guaio alle articolazioni, un po’ di dubbi sul tanto celebrato o bistrattato, a seconda dei momenti, MilanLab.

Ma poi due tegole che vanno ben oltre la lista-infortunati e soprattutti due casi che sono soprattutto dei drammi umani. Ringhio Gattuso, fermo da settembre, vede doppio dall’occhio sinistro. Tra quattro mesi, a fine inverno, il 33enne capitano rossonero si dovrà operare al nervo ottico, una lesione misteriosa e sfortunata, legata forse a qualche trauma sportivo ma esplosa senza preavvisi, dopo 15 anni di corse, botte, contrasti. Gattuso non lo dice e non lo dirà fino a fatto compiuto: ritiro.

E’ questo – come scrive “Libero” – il fantasma che aleggia sulla testa di Ringhio. “Non mollo, non sono fatto così, continuo ad allenarmi e penso a rientrare”, ha spiegato in conferenza stampa davanti a giornalisti pronti a scrivere dell’addio del centrocampista campione del mondo a Berlino 2006. Allegri non sa, non può sapere ora. Può soltanto attendere e arrangiarsi, scoprendo Nocerino, puntando su Van Bommel e Ambrosini, fare come se Gattuso non fosse in rosa.

Ma con Cassano è diverso. Perché nel Milan di questa stagione Fantantonio è stato, a sorpresa, un punto fermo. Sempre presente in Champions League, sempre importante in campionato anche quando non partiva titolare, come sabato all’Olimpico contro la Roma, venti minuti da far girare la testa a tutti. E poi, drammatico contrappasso senza alcuna ironia, la testa è girata al Pibe di Bari. Un malore imprevedibile quanto grave. Starà al Policlinico quanto serve.

Cassano come Gattuso: ha un problema neurologico, qualcuno ha parlato addirittura di ictus ischemico. Una parola che finora il mondo del calcio non aveva conosciuto, non almeno per una stella in piena attività, di soli 28 anni. Difficile fare previsioni.

Il vicepresidente rossonero Adriano Galliani ha detto di aver parlato con il giocatore e di averlo trovato “sereno”. Un buon segnale, ma non sufficiente a dissipare l’alone di maledizione, vera, che sta circondando Milanello.

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