La sindrome delle apnee del sonno o OSAS è una malattia importante e in largo aumento nei soggetti di entrambi i sessi  tra i 40 e i 65 anni , con un’incidenza del 10% oltre i 65 anni .

Il russamento è una particolare forma di emissione sonora ,ancor meglio definito come rumore prodotto durante il sonno dalla vibrazione di strutture ed organi  attraversati dall’aria durante la respirazione ,quali  palato molle , ugula, lingua, ipofaringe ed epiglottide.

Il russamento può provocare serie conseguenze  per la salute di chi ne soffre infatti ben noti sono le complicanze cardiopolmonari e dismetaboliche derivanti da questa malattia. È invece acquisizione recente, che il russamento cronico e le relative apnee notturne compromettano a lungo andare la morfologia cerebrale.

Uno studio condotto in collaborazione tra l’Università San Raffaele di Milano e il national Jewish Medical and Research Science di Denver USA ha rilevato in tutti i soggetti affetti da Osa alterazioni multiple a carico dell’architettura del sonno, di tipo cognitivo (memoria, riflessi, attenzione), dello stato dell’umore, ma anche morfologiche con assottigliamento della corteccia cerebrale.

L’assottigliamento della corteccia cerebrale sembrerebbe predisponga a patologie invalidanti sia in ambito sanitario che sociale come le patologie degenerative progressive dell’encefalo.

Il sonno del paziente affetto da OSAS  è caratterizzato da frequenti risvegli, da agitazione, da continui cambiamenti di posizione, da forte  russamento interrotto da fasi di silenzio (apnee) in cui il soggetto non riesce a respirare, seguite da rantoli e boccheggiamenti.

Al mattino, chi ne soffre, si sveglia affaticato, riferisce cefalea , durante la giornata manifesta marcata stanchezza e tende ad addormentarsi frequentemente e facilmente anche durante le proprie occupazioni o alla guida dell’auto.

Possono manifestarsi anche difficoltà di concentrazione, vertigini, irritabilità, perdita di memoria, ansietà o depressione, diminuzione degli impulsi sessuali. Le cause della OSAS possono essere molteplici  di tipo funzionali e/o organiche, qualunque ostacolo la corrente d’aria incontri dal naso ai polmoni è in grado di produrre un’alterazione di flusso che si traduce in una riduzione dell’ossigenazione per aumento delle resistenze.

Altre cause sono il sovrappeso, l’alterazione dell’assetto osteo-articolare craniale come l’arretramento mandibolare, l’ abuso  di alcool, tabacco e farmaci quali sedativi o sonniferi,  i fattori ereditari, l’affaticamento, lo stress e le alterazioni ormonali.  È necessario identificare e trattare in modo appropriato “un cattivo dormitore” per investire in salute anche  nelle situazioni più compromesse.

La diagnosi inizia con l’anamnesi del paziente in modo da distinguere un russatore semplice da un russatore apnoico, successivamente si sottopone il paziente ad una serie di indagini strumentali otorinolaringoiatrici  ( rino-faringo-laringoscopia con test di Muller, prove allergiche, rinomanometria anteriore, spirometria), polisonnografia , (esame che registra i parametri fisiologici quali flusso respiratorio nasale e saturazione dell’ossigeno, durante il sonno eseguibile anche a domicilio del paziente), visita cardiologica ,  eventuali visite endocrinologica, neurologica ,osteopatica  ed ortodontica ed eventuali  terapie riabilitative.

La terapia medica prevede l’osservazione di norme igienico-sanitarie per ridurre i fattori di rischio che favoriscono la roncopatia  quali abusi alimentari e di alcool, di tabacco e  di farmaci. La terapia meccanica prevede la C-pap o continuous positive air pressure possibile grazie all’uso di un apparecchio ,anche se ancora poco maneggevole, ma abbastanza accettato dal paziente se supportato da spiegazioni dettagliate e aiuto psicologico.

Ad oggi la C-pap è il trattamento non chirurgico più efficace quindi bisognerebbe aumentare l’accettabilità di questo apparecchio da parte del paziente progettando e  scegliendo macchine sempre più all’avanguardia.

La terapia chirurgica prevede trattamenti che  hanno lo scopo di migliorare la ventilazione nasale e  correggere in modo specifico le alterazioni anatomiche connesse alla roncopatia. Molti di questi trattamenti chirurgici oggi vengono effettuati in anestesia locale con l’ausilio della laser chirurgia. L’intervento d’elezione  è LAUP o Uvulo Palato Plastica Laser  ossia il rimodellamento e la riduzione dell’ugola e del palato molle sono effettuati utilizzando un Laser in anestesia locale.

A volte la risoluzione della OSAS prevede l’espletamento di almeno due atti chirurgici effettuabili indipendentemente l’uno dall’altro o in associazione sempre con l’ausilio del laser in anestesia locale. In genere comunque la terapia chirurgica della roncopatia inizia con gli interventi volti a migliorare la respirazione nasale (interventi Laser sul setto e sui turbinati) e si completa solo in caso di necessità con gli interventi sul palato (LAUP) o sulla laringe (sospensione ioidea).

Per concludere i pazienti affetti  dalla  sindrome da apnea notturna o da russamento semplice non complicato da apnea, devono rivolgersi a centri specializzati e a medici che possono garantire loro  la completezza degli interventi eseguiti da un gruppo multidisciplinare che conta di otorinolaringoiatri, pneumologi, medici internisti, osteopati, ortodontisti etc. la sottoscritta , è molto attenta a tali patologie,  sottopone il paziente ad indagini strumentali all’avanguardia e propone trattamenti medico-chirurgici poco invasivi ( es. Laser terapia) ottenendo, ad oggi dei buonissimi risultati con notevole miglioramento della qualità di vita del paziente stesso.

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