La ragazza ferita nel 2010 da uno sparo a Catania e ora paralizzata incontrerà lunedì l’assessore Centorrino

Laura Salafia

Lunedì prossimo l’assessore regionale per l’Istruzione e la Formazione professionale, Mario Centorrino, incontrerà Laura Salafia, la studentessa catanese ferita nel 2010 da una pallottola vagante, e tuttora ricoverata al Montecatone Rehabilitation Institute (Imola).

Centorrino sarà accompagnato da Carla Giansiracusa, medico anestesista dell’Unità Spinale Unipolare dell’Azienda ospedaliera per l’emergenza “Cannizzaro” di Catania, dove Laura Salafia potra’ proseguire la terapia riabilitativa attualmente in corso a Montecatone.

“Voglio tornare a Catania, è una città che amo. Non vedo l’ora di rivedere l’ex monastero dei benedettini dove c’è la mia facoltà. Ero felice lì, e per me il tempo si è fermato a quella mattina, quando ero raggiante per il 30 e lode appena avuto nell’esame di spagnolo. Poi quella pallottola mi ha colpita…”.

Queste le parole di Laura Salafia, come detto rimasta paralizzata agli arti inferiori e superiori dopo essere ferita da una pallottola vagante e adesso reduce da quindici mesi trascorsi all’ospedale di Montecatone, in provincia di Bologna. A sparare fu il custode della struttura, il quale voleva colpire un uomo che, a suo dire, lo insultava. Il processo è in corso e il pm ha chiesto la condanna dell’imputato a 16 anni di reclusione.

«Ricordo tutto, il sangue che scendeva, il respiro che diventava sempre più corto, la nebbia che mi ha avvolto il cervello. Quel giorno la mia vita è cambiata per sempre…». «Chiedo di poter vivere in una casa, che però non possiedo, adatta a me come sono adesso – auspica Laura Salafia – e chiedo l’assistenza necessaria per vivere la mia nuova vita. Non provo rabbia per quanto mi è successo – spiega – è inutile, con la rabbia si vive peggio e io non mi posso permettere di vivere peggio di così. Dopo i primi giorni di solidarietà, attenzione, promesse – ricorda la studentessa – nessuno tra quanti ora dovrebbero garantire il mio diritto ad una vita dignitosa, si è più fatto sentire. Dove sono le Istituzioni? Dov’è il presidente della Regione? Dov’è il sindaco di Catania? A loro io ora chiedo aiuto”.

Adesso una prima risposta, sperando seguano poi ovviamente i riscontri concreti.

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