Il tecnico spagnolo indagato: rapporti con la camorra. Dava dritte sulle partite, risultati erano sempre esatti

Hector Cuper

Il sospetto che serpeggia adesso tra i tifosi dell’Inter è di quelli quanto mai inquietanti. Ad oltre dieci anni di distanza, il popolo nerazzurro si chiedono come sia stato possibile perdere il 5 maggio 2002 uno scudetto già vinto e per di più consegnandolo agli “odiati” nemici della Juventus.

I pubblici ministeri della Procura della Repubblica di Napoli hanno iscritto il nome di Hector Cuper, ex allenatore dell’Inter dal 2001 al 2003, nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sul calcioscommesse, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia. E’ accusato di aver avuto rapporti con la camorra.

L’indagine è quella avviata oltre un anno fa dai pubblici ministeri Pierpaolo Filippelli e Claudio Siragusa, coordinati dall’aggiunto Rosario Cantelmo e ipotizza uno scenario terrificante: dieci ‘uomini d’oro’, specializzati in frodi informatiche, per anni avrebbero fatto intascare ai clan della camorra di Castellammare di Stabia vincite illegali ottenute attraverso scommesse on line.

L’indagine dei carabinieri di Torre Annunziata ha evidenziato subito risvolti clamorosi e svulippi che coinvolgerebbero anche alcuni soggetti attivi che lavorano nel mondo dello sport.

A mettere nei guai il tecnico argentino sarebbero state alcune intercettazioni telefoniche: conversazioni registrate nelle quali l’ex allenatore dell’Inter – oggi alla guida del Racing Santander – indicherebbe in anticipo al suo interlocutore i risultati finali di alcune partite. Gli esiti di quei match, hanno verificato gli investigatori, corrispondevano puntualmente alle anticipazioni di Cuper. Per questo all’ex allenatore nerazzurro si contesta il reato di associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva e al riciclaggio.

Ora, per chiarire alcuni punti ancora oscuri dell’indagine, i pm di Napoli avanzeranno ai colleghi spagnoli una richiesta di rogatoria. Cuper cioè verrà interrogato in Spagna su mandato dei magistrati inquirenti partenopei. E’ presumibile anche il quadro delle domande che verranno rivolte all’argentino e in particolare se sia stato contattato da persone legate alla criminalità organizzata e se sia in grado di riconoscere volti o nomi di gente cresciuta all’ombra del clan D’Alessandro. E ancora: di confermare il contenuto di quelle strane telefonate.

Nell’inchiesta sono confluite, intanto, ben 150 partite dei tornei dello scorso anno. Serie A, serie B, Lega pro, ma anche partite internazionali, molte delle quali della Liga spagnola, della Bundesliga tedesca e dei campionati sudamericani.

Su quelle partite sono stati riscontrati volumi di scommesse ‘anomale’, quando non addirittura eccentriche, per esempio puntate sulla vittoria di una squadra che perde per due gol al novantesimo minuto e che riesce miracolosamente a ribaltare il risultato. 

Sin qui va ovviamente non c’è alcun giudizio e sino ad allora il tecnico spagnolo è ovviamente da intendere non colpevole di alcun reato. Vale doverosamente la legittima presunzione d’innocenza.

Ma rimane il tarlo del sospetto che qualcosa possa essere accaduto anche nelle stagioni italiane di Cuper, che qui ha allenato l’Inter e in tempi più recenti anche il Parma. Anche se soprattutto per il 5 maggio è molto difficile anche solo immaginare scenari legate alle scommesse. Forse è più facile ripensare all’imbarazzante mediocrità di calciatori come Gresko, che hanno tolto da soli il tricolore all’Inter.  

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