Il presidente del Consiglio: “Passalacqua terminerà la legislatura. Mandarlo via non gioverebbe a nessuno”

Passalacqua non sarà privato della fascia

“Mauro Passalacqua terminerà la legislatura da sindaco. Non lo sfiduceremo”. L’annuncio ufficiale è del presidente del Consiglio comunale, Eugenio Raneri, che così fa chiarezza sulle ricorrenti voci che, dentro e fuori il palazzo comunale, hanno ipotizzato il “siluramento” all’orizzonte del primo cittadino di Taormina.

Si è parlato di manovre “trasversali” per “staccare la spina” al sindaco ma sulla questione interviene Raneri, che smentisce anche propositi personali di “vendetta” su questo analogo tema della sfiducia “politica”, che per altro a lui toccò il 23 novembre di due anni fa.

“Ricordo ancora quando nel 2009 venne fatto un documento di sfiducia nei miei confronti sostenuta proprio dal sindaco. È chiaro che sia rimasta l’amarezza perché vennero strumentalizzate allora dichiarazioni che volevano far notare come nella maggioranza ci fossero già allora cose che non andavano e il tempo mi ha poi dato ragione, perché ormai è sotto gli occhi di tutti che c’è una coalizione sfilacciata. Oggi la Giunta fa fatica e assistiamo in ogni seduta di Consiglio ad un continuo scambio di colpe ed accuse: cose che non giovano alla città”.

“Escludo comunque categoricamente – spiega Raneri – che ci possano essere iniziative miranti a sfiduciare il sindaco. Passalacqua terminerà la legislatura. Non si ravvisano le motivazioni per sfiduciarlo, né gioverebbe poi ad una prospettiva politica qualunque essa sia”. L’annuncio porta in dote anche qualche frecciata: “credo che i martiri debbano appartenere ad altra epoca. Sarà l’elettorato taorminese nel 2013 a valutare l’operato del sindaco e di tutti noi. Le somme si tirano sempre alla fine. Si parla già di elezioni e ci sono sin troppi sindaci in campo, che non giovano alla causa di Taormina. Non basta più l’esser bravi ragazzi, amministrare è un’altra cosa”.

La questione della sfiducia nelle dichiarazioni di Raneri ma anche altre “rivelazioni” in un’intervista che ha dato diversi spunti di rilievo sullo scenario politico a Taormina.

ELEZIONI 2013. “C’è molta vitalità politica in questa fase in città. Sono però scettico su queste iniziative che ritengo ancora premature ed estemporanee, anche perché siamo a due anni dalle elezioni amministrative e in un momento di crisi come quella attuale, penso che faremmo meglio a fare delle serie riflessioni sulle prospettive economiche che riguardano la città di Taormina. Non mi illudo oltretutto su alcuni numeri certamente positivi come le presenze turistiche. Rifletterei meglio su quelle che c’è dietro e cioè l’emergenza occupazionale. A Taormina manca una progettualità e infrastrutture funzionali all’economia e allo sviluppo dei segmenti turistici di qualità”.

BILANCIO DELLA MAGGIORANZA. “Questa Amministrazione ha sinora un bilancio fatto di luci e ombre. Le luci sono il cambio della dirigenza, ed è stata affrontata con serietà la questione finanziaria dei debiti. Va dato atto all’impegno del Consiglio comunale, volendo sottolineare però che il tema era stato affrontato con forza anche nella precedente Amministrazione. Poi le ombre: il Comune non ha neanche una pianta organica e l’interdisciplinarità delle funzioni è oggi sconosciuta all’apparato burocratico comunale. C’è il Prg non ancora esitato dalla Regione. Scarsa attenzione verso le scuole, i giovani e il disagio giovanile.

“A metà percorso si fanno i report, alla fine si dovrà fare un bilancio di quelli che erano gli obiettivi che si era posta questa coalizione e lì si vedrà come sono andate le cose e se i problemi saranno da ricondurre alle persone, ad una scarsa collegialità, alla classe politica e agli operatori economici di albergatori e commercianti, e vedremo se ci saranno stati interessi di parte.

L’OPPOSIZIONE. “Con l’opposizione devo dire che ci sono stati confronti anche aspri ma tutto sommato non ci sono state eclatanti diversità di opinioni come quelle che avvengono nel parlamento italiano. Ho visto un’opposizione che ha fatto responsabilmente la propria parte sui temi per la città, a difesa per gli interessi della città di Taormina. E’ chiaro che il loro ruolo deve essere di stimolo ed evidenziare cio che non va. Loro questo certamente lo hanno fatto”.

IL CONFLITTO DI MENNELLA. Le due cariche ricoperte da Mennella? Dico che il conflitto di interesse in politica esiste ma quando si amministra si deve guardare l’interesse generale e non si può difendere il proprio campo di calcio. Chi fa l’assessore da albergatore non ha alcun tipo di conflitto, se la carica di assessore la si ricopre invece da rappresentante di un associazione di categoria il discorso è diverso e potrebbe certamente sussistere il conflitto”.

I PARTITI.”In questo momento il ruolo della politica è magmatico. Non si riesce a intravedere un ritorno dei partiti e a mio avviso i partiti sono fatti di uomini, ideali, programmi e prospettive. Oggi la politica si è ormai globalizzata. Ci sono ammucchiate e all’interno non vedo ideali che poi si possano tramutare in azione politica e tutto quanto si riduce in una rissa parlamentare con lanci di accuse dall’una e dall’altra parte ed il risultato è quello che conosciamo”.

STATI GENERALI. “Dopo la mia elezione avevo sollecitato la necessità di fare gli Stati Generali : è mancata la forza politica e c’è stata la solita sufficienza insita nel carattere dei taorminesi e non si è compreso il senso dell’inziativa, per individuare i veri problemi e le reali prospettive della città. Questa è una città impantanata in troppe dichiarazioni giornaliere di belligeranza che poi non portano a niente. La programmazione resta una chimera”.

TESSERA DI PARTITO. “Io non avverto in questo momento la necessità di avere una tassera di partito. La mia storia politica è nota a tutti. Spesso mi dicono che i miei ideali sono utopia ma la società, per come è ridotta, dovrà fare scelte anche laceranti, per capire dove sta il bene e il male, il progresso, la cultura, gli ideali e i valori”.

I SINDACI. Si parla di sindaci ma non di strategie programmatiche e non si capisce quali siano le basi di esperienza politica e amministrativa. Non basta essere dei bravi ragazzi, amministrare di questi tempi è un’altra cosa. Bisogna essere preparati e avere una visione complessiva di quella che è la guida della città, che non può più essere lasciata nelle mani di pittori estemporanei.

RANERI NEL 2013. “Cosa farò io nel 2013? A me la politica piace come al tifoso che la domenica va allo stadio a vedersi la partita. Se l’elettorato riterrà che potrò giovare alla città io sarò ancora disponibile a dare il mio contributo. Ricoprire una carica significa rappresentare la propria città ed anche da consigliere comunale dà le più ampie soddisfazioni”.

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