Il dramma di Kate: “sono giovane ma non fortunata. Ci vorranno settant’anni prima di raggiungerlo, è lunga”

Kate Fretti

Quando finisce un amore si è costretti a riequilibrare l’esistenza, riconsiderando l’ identità propria come individuale; in altre parola la fine di un amore segna la fine di una coppia e chi resta si riscopre singolo e spesso solo.

Se la fine è determinata da una lite, un allontanamento o una rottura ritrovarsi soli può essere un beneficio o un sollievo, diversamente, quando la fine viene causata da una tragedia tutto è più difficile.

Kate Fretti: la fidanzata di Marco Simoncelli ha perso il cuore sulla pista, in Malesia ha lasciato il suo futuro, le speranze e le aspettative di chi sta Amando e progettando una famiglia.

“Dimenticare non si può, posso solo conviverci con questo dolore. All’inizio credevo di non farcela ma in queste ore ho pensato di non poterci convivere con questo dolore, per me, per i genitori di Marco, ora sono quasi convinta di potercela fare” Così Kate, la fidanzata di Marco Simoncelli intervistata per la puntata di questa sera a Matrix, in cui il pilota verrà ricordato attraverso servizi e testimonianze.

La fidanzata di “Sic” ha raccontato: “Oggi sono andata nella nostra casa, ho provato a dirgli che mi aveva detto che non ci saremmo mai lasciati, e invece si è sbagliato. Ci ho provato a dirglielo, e ho pensato che magari mi succede come in “Ghost”, lo avete visto il film? Penso che magari quando sarai pronto fai così… che mi dia un segnale per continuare…tutti dicono che sono giovane, ma non sono fortunata: ho ancora settant’anni davanti prima di raggiungerlo, è lunga”.

A proposito dell’incidente di domenica ha detto: “Quando ho visto che non aveva il casco ho capito che non c’era niente da fare, ho pregato e mi sono venute in mente le parole del suo capotecnico che gli aveva detto ‘non mollare mai’. Speravo che anche in quel momento lo stesse ascoltando ma invece non era così. Lui in ogni gara, se qualcuno si faceva male, diceva “e oh sono le corse, se non vuoi farti niente stai a casa”. E ora penso che vorrebbe che finissi quest’intervista dicendo “e oh sono le corse”.

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