Accordo Pdl-Lega. Ok all’innalzamento. Schermaglie di rito sull’anzianità: ma ormai è vergogna senza fine

Umberto Bossi

E pensare che non più tardi di qualche ora fa aveva detto: “se tocchiamo le pensioni gli italiani ci ammazzano”. Detto fatto, Umberto Bossi si è prostrato ancora al suo alleato e proprietario del marchio della Lega Nord – ricordiamolo sempre -Silvio Berlusconi. Quindi le mani in tasca agli italiani per l’ennesima volta e si andrà in pensione a 67 anni: quando avremo – per chi ci sarà arrivato – un piede nella fossa.

Oltre due ore di vertice a palazzo Grazioli consentono al presidente del Consiglio di chiudere, anche stavolta, la partita con la Lega alla vigilia del vertice europeo. E, soprattutto, di inserire nella lettera che il premier presenterà ai 27 il capitolo della riforma previdenziale con l’indicazione dell’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni. La lettera con l’intesa è stata inviata al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Un obiettivo che il Carroccio ha dovuto “digerire” perché, spiega chi ha partecipato al vertice, era uno dei punti centrali – da raggiungere gradualmente da qui al 2026 – inseriti nella manovra del 13 agosto e sottoscritto dalla Lega. Nelle quindici pagine della lettera figura pertanto anche l’equiparazione dell’età pensionabile delle donne nel settore privato a quelle del settore pubblico, così come anticipato a Ballarò dal ministro Gelmini.

Berlusconi illustrerà all’Unione Europea anche tutti gli sforzi compiuti fino ad oggi dall’Italia, a partire dalle manovre correttive già varate dal Governo fino a tutta una serie di interventi già calendarizzati.

Questi vanno dalle grandi opere, alle infrastrutture fino ad un piano articolato di liberalizzazioni e di lotta all’evasione, oltre ad una spiegazione dettagliata della sostenibilità del sistema previdenziale. Su queste basi, è il convincimento del premier, il governo si attende un via libera di massima dell’Europa.

“Sono sempre stato contrario a far pagare 10 volte chi ha già pagato”, aveva detto il leader della Lega Umberto Bossi mentre nel Carroccio sale la tensione sul futuro del governo. Il ministro aveva accarezzato l’idea di “staccare la spina” per andare subito alle elezioni, ma il timore di un governo tecnico lo ha frenato proprio mentre i maroniani non chiudevano a questa soluzione.

“Sulle pensioni il governo rischia” ammette Bossi che si è detto “pessimista” anche se “alla fine – aggiunge – una strada l’abbiamo trovata, bisogna vedere cosa dice l’Europa”.

A fine giornata la Lega ha convocato i suoi deputati alla Camera per dare la linea. Si va avanti nella difesa dei lavoratori del Nord che dopo tanti anni di lavoro hanno diritto ad andare in pensione: anche perché, fanno notare alcuni parlamentari leghisti, non è agendo su questi capitoli di spesa che si promuove lo sviluppo.

In un’Europa il conto alla rovescia per l’Italia è agli sgoccioli: l’Ue incalza e aspetta da un momento all’altro le risposte promesse da Silvio Berlusconi per rispondere ai dubbi di partner e mercati. Ma nessuno, a Bruxelles, vuole parlare di “umiliazione”. Il fatto è che in una situazione così critica la paura del contagio c’è ed è forte. E quindi anche Roma deve fare in pieno e subito la sua parte per contribuire a salvare l’Eurozona.

Per l’Italia “è arrivato il momento di decidere”, ha sottolineato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Sul vertice – che si annuncia incandescente – sono puntati i riflettori di tutto il mondo. I leader dell’Ue prima e dell’Eurogruppo poi dovranno prendere decisioni complesse e ancora controverse sul potenziamento del fondo salva-Stati, sul salvataggio della Grecia e sulla ricapitalizzazione delle banche. Ed è in questo contesto che si inquadra il ‘caso’ Italia e l’esame che tra poche ore sarà chiamato a sostenere Berlusconi.

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