Il sindaco “flirta” con Pdl e Forza del Sud: contatti con Buzzanca e Miccichè. Ma c’è la “variabile” Lo Monte

Mpa, Pdl, FdS, le ipotesi del sindaco

Mauro Passalacqua verso l’addio al Movimento per l’Autonomia di Raffaele Lombardo?

L’attuale sindaco di Taormina starebbe valutando l’opportunità di aderire al Popolo della Libertà o comunque transitare nell’area berlusconiana del centrodestra. Contatti sarebbero stati presi dal primo cittadino del Comune jonico anche con Forza del Sud, il nuovo partito di Gianfranco Miccichè.

Da mesi si parla ormai di un Passalacqua sul punto di cambiare “casacca”. Si è fatta difficile la permanenza nell’Mpa, gruppo che a Palermo e Roma è ormai parte integrante del Terzo Polo. Si sa che Passalacqua non fa rima con Fli e neppure con Udc, nè viceversa… Qualcosa si è rotto già da tempo e ricordiamo già due anni fa quando la Regione impose un drastico stop al disegno di una fondazione TaoArte con uno statuto “alla messinese” partorito dai nemici lealisti di Lombardo ma che pure aveva l’avallo del sindaco di Taormina, il quale a sua volta non ha risparmiato frecciate al governatore e alle sue alleanze.

Il Pdl offrirebbe, invece, all’attuale sindaco di Taormina sostegno incondizionato e la guida del partito a Taormina insieme al gruppo degli attuali lealisti dell’Amministrazione.

Non è un mistero che in questa direzione sia da mesi in atto il forte pressing di Peppino Buzzanca e del cognato assessore D’Urso Fabio. Se l’operazione dovesse concretizzarsi, la ricandidatura di Passalacqua alle elezioni 2013 a Taormina avverrebbe, quindi, pienamente sotto la bandiera del Pdl.

Ma Passalacqua avrebbe, intanto, sondato un possibile passaggio in Forza del Sud, colloquiato nei giorni scorsi con Miccichè, che è tra i candidati in corsa per la futura presidenza della Regione.

E qui c’è di riflesso anche qualche interessante retroscena. Nella tarda mattinata del 19 agosto scorso l’assessore D’Urso, cognato di Buzzanca, ha accompagnato presso la sede centrale del Comune di Taormina, Marco Antonio D’Alcontres, fratello dell’on. Francesco Stagno D’Alcontres (esponente di punta di Forza del Sud). Quindi ci fu un incontro con il sindaco di Taormina.

Marco Antonio D’Alcontres è uno stimato professionista impegnato a Roma con l’incarico di direttore generale per l’Italia di Europe Arab Bank.

In quei giorni che precedevano il vertice dal Prefetto a Messina per il caso Asm, in programma il 23 agosto, (e che precedevano anche il commissariamento dell’azienda), si sarebbe ipotizzato il conferimento di un incarico di consulenza in Asm per Marco Antonio D’Alcontres.

Il manager di Arab Bank è ritornato a Taormina il 17 ottobre scorso, quando sempre l’assessore D’Urso lo avrebbe accompagnato alla piscina comunale per un sopralluogo nel corso del quale si sarebbe parlato di un progetto per il fotovoltaico e di altre opportunità come la realizzazione di una struttura per ospitare spettacoli in contrada Bongiovanni.

L’ipotesi di un passaggio di Passalacqua a Forza del Sud sarebbe anche legata alle scelte di Carmelo Lo Monte, il deputato dell’Mpa che punterebbe ad accasarsi in FdS.

Francesco Stagno D’Alcontres avrebbe, però, posto a riguardo un veto piuttosto perentorio all’amico Miccichè sull’ingresso di Lo Monte nel partito “sudista”. La sua presenza viene ritenuta troppo ingombrante.

In ambito locale un eventuale passaggio di Passalacqua in FdS presupporrebbe, giocoforza, anche ulteriori altri ingressi di “fedelissimi” vicini al sindaco (tra i quali, ad esempio, Carmelo Valentino o magari anche Marcello Muscolino) nel gruppo dove attualmente la leadership oggi è di Salvo Cilona e Vittorio Conti.

Ciò toglierebbe spazio, peso politico e visibilità all’accoppiata “C&C” e a quel punto la logica dei numeri diverrebbe un boomerang. Sarà in ogni caso da verificare la disponibilità di Conti a sostenere una ricandidatura a sindaco dell’amico che agli occhi della città lo ha bocciato nel dicembre 2010 togliendogli l’assessorato.

I “vecchi” amici Mauro e Vittorio non hanno smesso di parlarsi e si scambiano opinioni ma è chiaro che poi Conti dovrà riflettere su quanto debba contare l’aspetto politico e quanto il lato dell’orgoglio personale e l’onore ferito.  

L’unica “casa” politica a cui di sicuro oggi non pensa Passalacqua è il Pd, dove uno dei più recenti contatti con Francantonio Genovese risale al 28 settembre scorso. Quel giorno si sono incontrati Roma e il sindaco disse al parlamentare che da lì a poche ore avrebbe formalizzato una delibera di azzeramento della Giunta. Dettagli se non è andata proprio cosi.

L’ondivago Pd si è tramutato, nel mentre, in una spina nel fianco (che il Pdl vuole estirpare dall’Amministrazione) come potrebbe forse diventare più avanti un problema pure il sopra citato patto nazionale e regionale dell’Mpa col Terzo Polo.

Si sa che le logiche paesane sfuggono talvolta alle alchimie di larga scala e d’altronde lo dimostra lo scenario “simil-prodiano” di Taormina 2008, ma Passalacqua è persona intelligente e sa anche che la storia è fatta di capitoli e ognuno è differente dall’altro. Le dinamiche politiche della elezioni 2013 a Taormina stavolta pare siano destinate a tenere conto degli equilibri di partito. Come dire che per l’Mpa non sarà semplice smarcarsi dal Terzo Polo.

Forse anche da qui l’idea del guardarsi intorno, dovendo anche precisare che Passalacqua ha detto sinora di non aver ancora deciso se ricandidarsi.  Magari qualche buon consiglio potrà darlo il segretario comunale, Michelangelo Lo Monaco, vicino all’Mpa e sempre più addentrato nelle alterne vicende, non solo tecniche, di Palazzo dei Giurati. Proprio insieme a lui si racconta che Passalacqua abbia preso in considerazione l’ipotesi “strategica” di azzerare la Giunta e lasciarla senza deleghe per qualche tempo.

Alla fine la strada più semplice per il domani del sindaco è immaginarsi nel Pdl, ben sapendo che non sarebbe immaginabile una (ri)candidatura in un quadro terzopolista, lì dove Briguglio e D’Alia hanno ben altre preferenze e stanno già lavorando a un’intesa su un loro candidato.

Si racconta che anche Genovese in questi giorni abbia fatto valutazioni non proprio entusiastiche sull’operato del sindaco di Taormina. Ma magari sono le solite voci provocatorie che girano, un po’ come le “malelingue” paesane che chissà perchè definiscono D’Urso il “co-sindaco” di Taormina.  

In definitiva non vi è dubbio che Passalacqua abbia chiare le sue idee. Per diversi motivi non cambierà partito domattina e se lo farà i tempi non saranno brevi. Adesso c’è l’Mpa alla guida del governo regionale siciliano e poi si dovrà vedere chi ci sarà a spuntarla al prossimo giro.  

Nel frattempo (con tanti saluti al Pd) è prevalsa nel primo cittadino la volontà di non fare rivoluzioni in Comune e rimanere con i suoi più stretti sostenitori: ovvero l’ex gruppo Turiano e poi  D’Urso e il Pdl che gli sono vicini e vorrebbero provare a bissare insieme l’elezione plebiscitaria della crociata taorminese. Perchè in fondo poco conta se, magari, quella tanto sbandierata “Taormina ai taorminesi” è rimasta solo un sogno incompiuto di primavera e oggi non riuscirebbero a trovarne traccia neppure a “Chi l’ha visto”. Auguri.

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